Critica cinematogra-fica

Mi piacciono i film. Mi è sempre piaciuto guardare i film. Ma cosa ancora più importante mi piace guardare il seno femminile.

Dopo diverse settimane che non scaricavo film da internet, mi è tornata la voglia di cinema e sono andato a vedere Walter Mitty. Non voglio muovere critiche in favore o sfavore di questa pellicola, benché non mi sia dispiaciuta. Siccome non ho più visto un’altra proiezione prima di Mitty da quando sono scappato urlando dalla sala per paura che quel treno alla stazione di La Ciotat mi venisse addosso, mi sono fatto un giro sull’internet per vedere qualche novità.

Potremmo chiamare questa mini-escursione “lammerda”. A parte capolavori del calibro di Sharknado – pioggia di squali! (erroneamente tradotto in italiano, visto che il sottotitolo originale era “Enough Said!”, che a mio parere dava più l’idea), o Barbie e il cavallo leggendario (ma non era Cicciolina?), la fantasia di questi tempi si è inginocchiata e ha iniziato a fare quello che di solito si fa in questa posizione…

 

Siete dei pervertiti. So che state pensando alle cosacce, ma io mi riferivo al sesso orale, mica alle preghiere.

 

La fantasia, punto forte su cui si sono realizzati capolavori che hanno cambiato il mondo. Basti pensare ad uno dei miei preferiti in fatto di genialità: Giulio Verne, parente in qualche modo di un certo Jules Verne. Egli aveva pensato ai viaggi nello spazio, prima ancora che il famoso trombettista/ciclista Armstrong allunasse. Ha ispirato gli scienziati di tutto il mondo con le sue fantasticherie. Il progresso è quindi una diretta conseguenza dei pensieri dei pazzi e dei sognatori.

Tornando alle pellicole, l’immaginazione collettiva dei registi è stata brutalmente stuprata, quindi gli si è bloccata la crescita. I film che stanno uscendo ora nelle sale sono i prequel dei sequel di storie che sono stati capolavori. Non che ci sia niente di male nell’ispirarsi a vecchi spettacoli per cercare di creare altre storie. Peccato che di solito ciò che è stato detto in un film originale è stato detto. Il film è finito, è comparso THE END.

“Ehi, regista generico che eri famoso per grandi opere ma che ora lavori per la Disney e fai fiabe per bambini imbecilli, stai pensando ad un nuovo film?”

“Sì, sto pensando ad un sequel di Stanlio e Ollio e i figli del deserto, ovviamente in 3d. E poi farò I Puffi tornano su Avatar

Sia ben chiaro che non sono contro tutti i sequel (o i remake). Ci sono film che DEVONO continuare, tipo tutti quei film d’azione degli anni 80-90 dove il sangue, le tette e i proiettili erano la trama principale e le 3 battute sfacciate dette degli eroi erano il copione. Film nati e sviluppati per non pensare. Non ti poni problemi su come un uomo possa portare un lanciarazzi multiplo sulla spalla, di solito montato sopra mezzi blindati, come se io stessi tenendo in mano una matita. Insomma, cagate divertentissime. Se invece ti ispiri ai capolavori con una trama coinvolgente per farne una saga, puoi ovviare alle serie televisive.

I telefilm sono quelle cose che inizi a vedere quando sei giovane e pieno di tempo libero (in alternativa si può optare per l’apertura di un blog). Poi quando arrivi alla fine, ti giri e ti accorgi che hai una famiglia con dei bambini che ti chiamano nonno e un cane che ti chiama zio. Allora ti spaventi perché non ricordi nulla. Intendo che non ricordi più perché stavi guardando la serie. Sai che c’era qualcosa all’inizio che ti ispirava, c’era uno scopo per tutto quel tempo speso davanti allo schermo. Ma serve sempre un senso per tutto? No, ovvio. Basta leggere quello che sto scrivendo.

In conclusione, dopo tutte queste critiche mal costruite, mi piace comunque vedere film, con o senza una trama (vedi la voce “porno”). Mi piace obiettare le fatiche altrui, solo per il gusto di prendere in giro, ma soprattutto mi piacciono le tette.

E questa morale è molto più significativa dell’ultimo film di Checco Zalone.

Ciao,

Marco Appianastruzzi, detto Tioli.

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