C’era una Volta Alessandro

Scopritore della prima pila elettrica. Pochi sanno che scoprì anche il metano. Era difatti conosciuto per il suo forte meteorismo che non temeva di celare agli amici, con i soliti scherzi da bar, tipo “Ehi Giulio tira il dito!” o “Giulio, senti che buon aroma questo caffè”. Lo stesso Giulio è stato colui che lo ha spronato a continuare gli studi in campo scientifico, piuttosto che diventare un avvocato o un prete come volevano i suoi genitori. I parenti sanno essere terribili, alle Volta (oh oh). Giulio permise ad Alessandro di utilizzare il gabinetto di scienze naturali all’interno del castello di famiglia per compiere i suoi studi.
Ma non sono le sue conoscenze che mi interessano. E nemmeno la sua amicizia con Giulio, finita così all’improvviso, di punto in marrone, per uno dei soliti schezi (“Giulio! Puoi venire qui un attimo che devo farti sentire una cosa. Sono nel gabinetto di essenze naturali?” “Guarda che è il gabinetto delle scien… Oh mio dio! Ma che cazzo hai combinato, Ale. Non si respira qua dentro! Sembra di essere dentro l’intestino di un cinghiale con la gastrite.”). Quello che mi interessa di Volta è che fosse di Como. Era italiano. Appartenente alla categoria di menti geniali, egli è nato e cresciuto nello Stivale, come molti altri. Fu un genovese a scoprire l’America nel 1942 e Amerigo Vespucci colui che lasciò il nome a quella terra oltreoceano (pensate se si fosse chiamata Colombia! Ah ah ah). Ed era di Firenze. Marco Polo, veneziano. Galileo Galilei era di Pisa. Leonardo Da Vinci era di Vinci. Michelangelo, Garibaldi, Carducci, Pascoli, Pavarotti, Mina, Pazienza, Leone, Dante, Leopardi, Giotto, Verdi, Carducci, Manzoni, Argento, Fellini. Tutti italiani. Mi scuso per tutti gli altri, ma non basterebbe una pagina html per contenere tutti i maestri e gli artisti del Bel Paese.

E ora invece? Cosa ci sta succedendo? Dove siamo finiti? Ci denigrano da tutto il mondo, ci denigrano perfino i nostri connazionali che sono fuggiti all’estero, chi per forza di cause maggiori, chi perché non vede una speranza in questo Paese che ormai non ha più nulla a che vedere con la parola FUTURO. Chi rimane è stato costretto a trasformare questa parola in un’altra che risuona solo per assonanza: MUTUO.

Siamo costretti a vivere in un posto regolato dalle miriadi di norme imposte da quelli con i soldi. Ossia i politici e i mafiosi. E alle volte è più facile convivere con un mafioso che con lo Stato, il quale richiede i giusti contributi per dei servizi che non funzionano. Sono 3 settimane che aspetto una lettera dall’Inghilterra, e la colpa non è Inglese, ma delle poste italiane che sono in attesa che al mio pacco gli spuntino delle gambe e si avvii da solo verso casa mia. Alla prossima spedizione contatto direttamente un falconiere. C’è gente ha perso un anno scolastico perché sta aspettando il regionale che è in ritardo di 364 giorni.

Lo Stato ci priva anche della voglia di svagarci. Ci vogliono incazzati e nervosi. E qui scatta la grande quantità di cocaina che riversa nelle nostre belle città prive di vita. L’alcol e la droga sono il miglior modo per assuefarci da questa situazione in cui siamo immersi. Però con moderazione, perché se veniamo beccati ubriachi o fatti siamo più che nella merda (sempre e solo se non hai un portafoglio che ti garantisce delle conoscenze per una buona protezione). È una specie di sfida: il governo ti spinge a vivere una vita del cazzo, senza ambizioni o senza darti quel comando di input per svegliarsi la mattina, senza un vero motivo di voler vivere, come degli automi. Se resisti a questa dittatura psicologica allora sei formato e pronto per prostrare il culo.

Oppure ti puoi fare furbo e cercare di scalare la ricchezza cercando di adeguarti alle leggi create su misura per far arricchire coloro che già sono ricchi e possono permettersi gli avvocati specializzati nelle truffe (quelli con le corna e le fiamme, per capirci). Grazie alla collaborazione del dio denaro si possono ottenere ancora più soldi, tramite falsi in bilancio fatti nei torti dello stesso stato “mantenuto in piedi” (se così si può dire) dai contributi che gli automi sborsano per vivere come robot. Quindi chi governa e chi ruba (le cose coincidono) guadagna più denaro di quanto il territorio stesso ne richiede per sopravvivere. È stato più di vent’anni fa che abbiamo schiacciato quel bottone rosso con su scritto AUTODISTRUZIONE e a tuttora la situazione non è cambiata. Siamo tradizionalisti, anche nell’autolesionismo.

Dobbiamo sistemare il problema dei partiti, del governo che non deve cadere perché costa rifare un sistema amministrativo da nuovo. Bisogna riqualificare il paesaggio e le infrastrutture. Solo che una volta che la facciata è stata sistemata, basta entrare nella verità per vedere con i propri occhi che tutti gli altri soldi che dovevano essere utilizzati per le opere pubbliche sono finiti nel portafoglio privato di quello che ha proposto l’idea di riqualificare. Un po’ ci rimani male, ma cosa si può fare? Io personalmente niente, ma nemmeno Cristoforo Colombo ha trovato un riscontro positivo da parte dell’Italia del tempo, quindi è andato in Spagna a chiedere conforto. L’ha trovato e ha ripagato quella mano tesa infilandogli un orologio d’oro e diamanti incastonati. Perché è questo che dovrebbe succedere: non bisogna pugnalare alle spalle chi ci abbraccia, ma bisogna stringerlo più forte contro il nostro petto per far sì che il battito dei due cuori sia simbiotico. Non si deve sovrastare nessuno, viviamo tutti nello stesso fottuto e bellissimo pianeta Terra, quindi un po’ di reciprocità umana non farebbe male. Anzi, è solo d’aiuto un po’ di aiuto (lo dice la parola stessa…ma tu pensa!).

Sempre i soliti discorsi da hippy di merda, di karma e altre spiritualità intangibili? No, porco cazzo. Basta guardare un attimo alla storia (e noi, popolo di tradizionalisti con la mente chiusa siamo bravi ad attaccarci al passato) vediamo che l’imposizione di un personaggio di potere sopra gli altri non porta che al disfacimento stesso di quella ideologia.
Però che figo è il potere? Mmm, non desidero altro che i soldi, il potere e un paio di Lamborghini con delle belle fighe dietro il volante. No, dai, scherzo. Non sia mai che una donna si metta al volante di una Lamborghini. Io sarò ancora un infante nel cervello (e un vecchio nel fisico, a mio malgrado) e quindi il desiderio di potere non è propriamente quello che cerco. Non voglio quintali di soldi, non voglio le fighe (no, aspettate…qui faccio marcia indietro), non voglio dei bolidi da corsa, che tanto nel traffico vanno alla stessa velocità degli altri. Voglio divertirmi ed essere felice. Come si può ottenere felicità se si è limitati nelle azioni e i pensieri faticano ad uscire perché siamo indirettamente automatizzati anche nel pensiero? Non si può, e quindi i ragazzi scappano all’estero, come il giovane Cristoforo. Per scoprire che fuori di qui è tutto diverso. A meno che non si è contenti di vivere come NON si vuole.

C’era una Volta Alessandro. C’era Giulio che gli offriva la sua dimora e la sua fiducia. C’era l’amicizia e una conseguente prospettiva.
C’era una Volta Alessandro, ma ora qui non c’è più nessuno.

Scusate lo sfogo e il pessimismo. Ogni tanto serve. Lo sfogo, non il pessimismo.

Vabbè, ciao da

Julio Frenulo, detto Darwin

(Dedicato a quel pezzo di merda di Gorgia che se n’è giustamente andato… affanculo!! Ahahah)

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