Il giorno più unto

Ieri, primo giorno di sole dopo anni di pioggia, io e diversi miei amici ci siamo avventurati sulle stradine montane di un paesino chiamato Esino. Tradizione vuole che in questi luoghi, per festeggiare il santo di turno, si preparino dei ravioli giganti immersi nel burro fuso, chiamate patole. Un sapore molto particolare e secondo me sono davvero ottime. Ogni casa del luogo ha la propria ricetta, ogni famiglia ha il proprio metodo, ogni famigliare ha il proprio segreto per la preparazione del ripieno. Di base si tratta di una pastella di salsiccia, zucca, amaretto. La pasta è bella spessa e la lunghezza effettiva di una singola patola è di circa una dozzina di centimetri.

Immagine
Le prescrizioni mediche sconsigliano l’uso prolungato a questa sostanza.

Prima di arrivare alla prima portata so già a cosa andrò incontro, quindi preparo lo stomaco con una modestissima dose di vino generico. Non che serva per forza, ma una buona bevuta si accompagna sempre perfettamente con una sostanziale mangiata.

Si inizia con degli ovvi antipasti e cerco di darmi un tono (il Fa#). Finché non assaggio la pancetta. Nel preciso istante in cui infilai in bocca il primo lardoso pezzettino di maiale il mio stomaco iniziò ad espandersi. La voglia di cibo iniziò ad avanzare velocemente. Ma riuscii a trattenermi comunque, anche perché gli affettati finirono abbastanza in fretta.

Era la successiva portata che aspettavamo. Tutti con il naso in su, come lupi che annusano la preda prima di attaccare o come le mosche quando entrano a casa di Gianni Morandi. Un tripudio di bielle riempite di patole inizia a riversarsi sulla tavola, mentre noi ci accingiamo a spargerle sui piatti, con un’abbondante pioggia di burro colante (fried shower).
I primi morsi per chi non le aveva mai mangiate risultano un qualcosa di nuovo ma decisamente gustoso. Le facce si dipingono di sorrisoni, ma è solo l’inizio della sfida che ogni persona si fissa nella propria testa: “Quante riuscirò a mangiarne?”. Quest’anno sono arrivato ad 11. Si narrano leggende di persone arrivate a 63, nel corso di un’intera giornata. Stento ancora a crederci, però se è davvero esistito dovrebbero girare un film su di lui, tipo “Maciste contro le patole” o “Il buono, il burro e il farcito”.
C’è da precisare che le teglie con cui vengono portate a tavola sono sempre le stesse, e quindi il fondo di burro fuso, anche se riversato a cucchiaiate nel piatto dai più golosi (eccomi) non fa che aumentare ad ogni portata.

Questa gara a chi si fa venire prima una paralisi cardiaca o un ictus si conclude con un primo tempo, nel quale tutti i presenti si alzano per dirigersi fuori a prendere un po’ d’aria, chi a fumarsi una sigaretta, chi a cercare (senza troppo sforzo) di convincere gli amici ad un obbligato giro di grappa per bruciare la pesantezza (eccomi). La grappa dopo il primo è una delle poche volte che diventa necessaria per il bene del fisico. Più che altro è che non ho mai voglia di fermarmi, e me lo impongo per mangiare il secondo.
Siccome si chiama secondo, ne mangio due.

Si conclude con il dolce, che nessuno rifiuta. Un orgoglio da nonna mi sale dentro, vedendo tutte le pance belle piene. Certo, essendo miei amici è giusto che siano tutti di buona forchetta, o m’incazzo. Come una nonna, per l’appunto.

Il risultato del pranzo è stato che non ricordo più come sono arrivato a casa. Soddisfatto come pochi per la “mangiata della domenica” noto come il mio sistema sanguineo assomigli sempre più alle strade statali italiane: nelle vene mi scorre la grappa e il vino, mentre le arterie sono tutte ostruite dai lavori in corso, c’è quindi una viabilità alternata con un sacco di traffico.

Io queste mangiate le definisco le belle cose della vita. Ce ne sarebbero altre che mi vengono in mente, ma vi rimando ai siti come Youporn e simili che si spiegano meglio di me.

Auguro anche a voialtri tante esperienze uguali, che non mangiate nulla. Eh, si vede dai, sicuri di non volerne un’altra fetta? (Modalità “nonna” ancora attiva).

Ciao eh, ciao ciao, bravi ciao ciao oh oh oh ciao ciao, da

Nona Papella, detto Sbragheròv

Annunci

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...