Quando finisce la carta igienica (parte 1)

Voglio parlare di cacca. E così sia:

  • Le donne dicono che non la fanno, ma quando NON la fanno odora di merda. Incredibile.
  • Gli uomini dicono che la fanno, ma quando la fanno puzza peggio della merda.
  • Le donne passano 2 minuti a farla, riproducendo i versi delle balene dal cellulare per coprire i propri rumori, e 10 minuti ad aerare il locale.
  • Gli uomini si soffermano prima a cercare un passatempo per la permanenza (giornale, libro, porno), dopodiché passano un paio di giorni tra i propri rumori che assomigliano a quelli dei film di Michael Bay. Anche l’odore è lo stesso dei film di Michael Bay.
  • Anche Dante parlava di merda nella sua Divina Commedia. Questo prova che esiste da prima del 1400.
  • Le tette in questo argomento non c’entrano nulla, ma è sempre bene citarle.
  • Uma Thurman fa la cacca, ma poi la colpisce con dei pugni e la uccide.
  • Gesù bambino è stato scaldato dalle feci del bue e dell’asinello, mica dall’alito.
  • Justin Bieber.
  • Quando mangi una pizza che fa schifo, pensa alle tartarughe ninja che vivono nelle fogne.
  • Chi vive sperando muore cagando. Chi è stitico spera di cagare. Chi è cagone spera di non morire cagando.
  • Nella prossima puntata di Masterchef ci sarà Morandi.
  • Il modo di dire “Mi sento una merda” non ha senso. Al massimo sono gli altri che ti sentono come una merda. E ti stanno lontano.
  • Queste frasi sono tutte cagate.
  • Se piove c’è un tempo di merda. E se piovesse merda c’è un tempo di acqua?
  • Una montagna di merda è il paragone più usato quando si parla delle canzoni di Gigi d’Alessio.
  • I cani, dopo aver fatto la pupù, spazzano il terreno con le zampe, non per coprirla come pensano molti, ma perché hanno lasciato la marcia in folle prima di partire.
  • Guarda che la cacca non cresce mica sugli alberi! Ma sotto.
  • Purtroppo può capitare che con l’anal…
  • L’evoluzione del “pezzo di merda” è lo “stronzo”. Ma le “merde” sono fuori categoria.
  • Ho di recente scoperto che le balene cagano come balene.
  • Direttamente dalla terza elementare: Chicago.
  • Le capre defecano del caviale un po’ più grosso.
  • La tecnologia “touch”.
  • Il saggio consiglia: Mai scoreggiare se sei in diarrea.
  • Ai tossicodipendenti nei film viene detto spesso “Smettila con quella merda”. Ma scusate, sono drogati, mica coprofagi.
  • Gli stercorari li ho sempre considerati animali spassosissimi.
  • Il gorgonzola puzzerà anche di merda, ma è così buono.
  • Se si presta attenzione agli ultimi testi scritti da Vasco, si può sentire ripetere più volte la parola merda. Solo che biascicata da lui mentre canta sembra che dica Maria De Filippi.
  • Se si anagrammano le lettere del nome dell’onorevole Lupi, si ottiene la parola supermerda.
  • La brutta piega che ha preso l’hip-hop italiano negli ultimi anni (che rinominerei con il termine hip-pop) è una pioggia di letame per le orecchie, eccezione fatta per casi rari al di fuori dei tipici canali di trasmissione mediatici, e vorrei citarne uno (anzi, duo) a me molto vicino: MOOSKIO & TRIPLEX.
  • A proposito di sponsorizzazioni musicali locali vi consiglio un gruppo punk-core, i SUPER GIFTED ARMADILLOS. Rimanendo sempre in tema di cacca (e non mi riferisco al loro modo di far musica, perché sono a dir poco spettacolari), vi invito a sentire il loro brano con le tinte marroni, “Il gatto beve dal bidè”. Ma sentitevi anche le altre che meritano!
  • Una pratica molto comune per evitare figure di merda è quella di nascondere i colpi di tosse con forti peti.
  • Ho aperto il vaso di Pandora e ci ho trovato dei cioccolatini. Ah, non erano cioccolatini…
  • Una persona piccina e posata è un cucchiaino. Questa l’ho inserita solo perché è una simpatica cagata.
  • Progettati nuovi bidet high-tech che elimineranno l’utilizzo della carta igienica. E non dovremo nemmeno usare le 3 conchiglie di “Demolition Man”.
  • Per la serie “I grandi classici”, Shocker: two in the pink, one in the stink.
  • Due mosche al ristorante: “Questa zuppa sa di merda” e il cameriere: “Grazie”.
    Questa non mi ha mai fatto ridere.
  • Due pastori padre e figlio decidono dopo anni di solitudine in montagna di scendere in paese il giorno della festa patronale. Mettono nella bisaccia pane e formaggio e scendono a valle. Arrivati in paese si piazzano sul muretto della piazza della chiesa e fanno colazione mentre guardano la processione. A un certo punto il padre estrae una tazza dallo zaino e dice al figlio: “Vai in quella osteria e riempila d’acqua”. Poco dopo il figlio ritorna e bevono avidamente. Ma la sete persiste e allora manda ancora il figlio con la tazza a prendere altra acqua. Poco dopo ritorna con la tazza vuota: “Perché non hai preso l’acqua?”.
    “Non potevo.”
    “Perché non potevi?”
    “Perché c’era un tizio mezzo matto senza calzoni seduto sul pozzo.”

Immagine
Donna a cui scappa tanta caccona.

Lavatevi le mani, schifosi, che questa è solo l’inizio della saga.

Una vera sagata.

Tante care cosse, by
Francescoppolo Di Odino, detto per. ind. Mattioli

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