Quando la pirateria uccide l’anima

Arrivo in ufficio e finalmente una buona notizia: ho del lavoro da fare.
Scaricare dei brani musicali per la figlia del mio collega.

[Queste cose non dovrei scriverle, ma chissene. Facciamo vedere come “lavora” veramente l’Italia. Siccome non lavoro all’Enel o nella pubblica amministrazione, non sono abituato a tutta questa nullafacenza e, a dirla tutta, mi sento abbastanza male. E se qualcuno si chiede perché non cambio lavoro è solo perché non trovo un altro lavoro. Scusate lo sconforto, ora ritorno in argomento e mi rimetto in modalità coglione.]

Precisando che li fa scaricare a me perché lei sarebbe capace ma io sono più rapido (non è un vanto, è un rottura di coglioni), guardo la lista della spesa e inizio a “downloadare”.
5 minuti totali e anche oggi il mio l’ho dato! Oh che bello!

Allora mi metto a scrivere. Più che per scacciare la nullafacenza, che tanto sussisterà lo stesso una volta che finito qua, è per scacciare il malevolo spirito della colpa, che io chiamo Suorone. Starebbe a rappresentare la Monaca di Monza, ma Suorone suona meglio. E poi a lei non dispiace come soprannome.
Il Suorone aleggia sopra la mia testa, ricordandomi che l’ho fatto di nuovo. Non il fatto che abbia scaricato della musica. No. Quello a lei non da fastidio. Il vero problema è QUALI canzoni io abbia scaricato. Anche se non sono per me, ho macchiato il mio spirito, come se andassi a prendere un bicchiere di vino per qualcuno e, nel portarglielo, me lo rovesciassi addosso un po’. Sono innanzitutto bestemmie, poi rimarrei con un’ombra nel bicchiere e un’ombra sulla maglia. Un alone fastidioso che gli altri non possono evitare di farti notare con una bella risata.

I titoli che ho dovuto scaricare sono quelle canzoni che mi torturano l’anima alla radio. Ovviamente solo quelle più trasmesse. E io sto male, perché solitamente scarico intere discografie di artisti che i dj delle radio non hanno mai sentito. In quei casi il Suorone non appare. Al suo posto si figura Silvester Stallone, con le braccia conserte e il sigaro in bocca, che mi guarda con sorriso orgoglioso di chi ha appena sventrato un esercito con delle forbici a punta arrotondata.

Immagine
Il Suorone in tutta la sua tristezza.

Oggi però ho il Suorone sulle spalle. È lì che mi dice “Ma dai! Sai che poi l’Amoroso si esalta perché stai scaricando una sua canzone. E i Marun Faiv…hai scaricato i Marun Faiv…ti rendi conto? No, dai, ma anche Mica con la cappa? Ma mica ti fa schifo Mica con la cappa?”
“Sì, non rompere Suorone. Lo sai che non sono per me.”
“E cosa c’entra? Dì di no al tuo collega. Digli che non sei più capace di digitare sulla tastiera, che ti è scoppiato Gugol, che hai contratto quella brutta malattia…come si chiama…SIAE. Insomma, inventati qualcosa!”
“No, dai. È da stronzi. Alla fine sto scaricando anche un paio di brani di quella figa di Katy Perry. Non l’ascolto, ma perlomeno è una supersgnacchera!”
“Non te la puoi cavare così. Sai che il dio della musica vede e (soprattutto) sente tutto. Sa che stai facendo qualcosa che non vorresti fosse fatta. Sa che stai contribuendo alla diffusione di una cosa già fin troppo diffusa.”
“La pirateria?”
“Ma no, idiota! La musica scavacoglioni. I tormentoni che si insinuano virali nelle menti di tutti fino a farle canticchiare ininterrottamente. Stai contribuendo a questo sistema di cervelli monotematici e ripetitivi. Stai abituando le persone a vivere nell’abitudine.”
“Non stai un po’ esagerando? Alla fine le sentirebbe comunque alla radio queste canzoni.”
“E allora tanto vale porgergliele in formato digitale per far sì che le senta ininterrottamente tutto il giorno, senza l’obbligo di accendere la radio? Ti sembra giusto sodomizzare così il suo cervello, invece che proporle delle nuove tracce diverse? Che magari ne trova alcune che le piacciono e cresce culturalmente, invece di mettersi in fila insieme alle altre pecore.”
“Vabbè, ora hai davvero esagerato, Suorone. Lo sai che io rispetto sempre i gusti degli altri, anche se monotematici. Non sarò certo io a volere cambiare le loro abitudini. Poi parli te di ripetitività, che sei rimasta chiusa in una cella per anni!”
“Quando vorrai confrontarti con qualcuno su tematiche musicali, non venirmi a chiamare, perché non risponderò. Il tuo universo finirà con tutte le persone intorno a te che ascolteranno solo le canzoni infantili delle pubblicità per biscotti. Demolition Man non era solo un film. Era una grande premonizione del futuro…vero Stallone?”

 

Ma Stallone non appare, perché non è per niente orgoglioso di quello che ho fatto.

Il Suorone ha vinto la sua battaglia al disagio.

 

Intanto però, ho trovato del lavoro vero da fare. Quindi concludo frettolosamente qui!

 

Ciao, da

Charlie DanBrown, detto Scala a Tioli

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41 comments

  1. In effetti non hai fatto un gran servigio. Hai fatto un piacere che in realtà nuoce. Come quando a scuola ti dicono che non ti rompe i coglioni in realtà non ti vuole bene e invece chi te li rompe ti ama. Forse il Suorone ti ama mentre Stallone ti usa!

    1. No, io voglio bene a Stallone. E lui me ne vuole quando scarico artisti che mi piacciono. Il Suorone mi sta solo facendo una giusta paternale, ma chi sono io per poter fermare questa mia bontà nel prestare un servizio che sono in grado di svolgere? Anche se non condivido…è un po’ come il mio lavoro: per anni ho progettato la costruzioni di impianti nelle case, seppur sono uno contro il cemento. Sono un po’ come un militare: eseguo gli ordini. E qui Stallone non può dire niente.

      1. Attento a non farti illusioni sui militari e sull’amore che possono provare. Probabilmente anche Stallone esegue solo degli ordini e di conseguenza non puoi essere certo che ti voglia bene per davvero. Prova una volta a non eseguire gli ordini e vedi come si comporta il suddetto anziano palestrato!

      2. Beh,visto il passato di lei e,soprattutto,che è una suora potrebbe anche darsi. Ma lui non mi sembra il tipo per questo genere di tresche.

  2. Il Suorone ha vinto. Comunque alla fine non erano per te le canzoni. La peste bubbonica ha colpito qualcun altro. Che poi tu sia lo scampanellatore che annuncia la vanità degli appestati chissenefrega, se a te non è spuntato neanche un bubbone. Capito che voglio dire? In pratica voglio dire che non si può rompere il cazzo a tutti per quello che ascoltano, perché probabilmente penserebbero lo stesso di noi. E lo dice una che, sai cosa ascolta, ma che soprattutto, ti vole bene ummonte. :*

    1. No. Me lo può confermare Stallone ora che è qui da parte a me (sto ascoltando gli A Tribe Called Quest e mi sorride contento). C’erano lui e Uesli Snaips biondo e cattivo. Oltre che la Bullock. La cosa più divertente è che ho di recente scoperto che è stato diretto da un certo Brambilla.

      1. Beh, per me Demolition Man è un’opera d’arte. Come la maggior parte dei film d’azione anni 90. Ma sono troppo di parte, me ne rendo conto…

      2. Che non ho mai visto. Ho capito come occuperò il prossimo weekend: maratona Schwarzy.
        Anche perché devo rivedere Commando. Uno tra i miei preferiti perché quello con meno senso tra tutti.

      3. Mmm. Sono dovuto andare a vedere di che film parlassi, siccome quelli di Stiven Sigal non ne ho visti molti.
        Praticamente nessuno. Un’altra bella lacuna. Così grossa che è una laguna.

      4. E se poi vuoi passare alla goduria, fatti na bella scorpacciata di Jet Li. O Dolph Lundgren.

        O ancora meglio: l’immortale TIMECOP.

      5. Mi possa perdonare la musica che l’accantono per parlare di cinema, ma ormai m’hai coinvolto. Anche perché hai citato gli attori degli acscion muvi che meno ho visto. Io ero più dai classici Arma Letale, Dai Ard e, sporadicamente, Van Damme. Anche se, appunto, TimeCop non l’ho visto. Di Jet Li ne ho visti forse un paio. Ah, giusto, anche il grande Chrt Rassl (Kurt Russel). Ora che hai smosso un po’ di polvere dai vecchi capolavori, non uscirò più di casa pur di tornare in pari con ciò che mi manca…

      6. Bravo ragazzo! E non ti preoccupare: lavarsi é una perdita di tempo. Concentra il tuo tempo su Fuga da Los Angeles. O su Con Air. Tamarraggineeee!

      7. Ah, giustamente anche la recente scoperta di Harley Davidson e Marlboro Man. Mi sento sempre più stupido nel non aver visto certi capolavori da bambino.

    1. Però mi ha fatto notare un amico che nel film (che è del 1993) c’è un fatto accaduto veramente. La Bullock mostra a Stallone un’università dedicata al presidente Schwarzy e lui rimane sconvolto che sia diventato presidente. E poi…

      1. C’é sempre un fondo di veritá nei film di azione. Considero ancora Nakatomi Plaza una metafora della bolla speculativa del 2001.

      2. E infatti lì Brus Uillis ci insegna come disintegrare le infrastrutture. Comunque grande citazione prima a Last Action Hero! E’ una vita che non lo vedo. Grande!

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