Parole che mi fanno ridere (parte 2)

Senza perdermi troppo via, do subito il via all’elenco, senza passare dal via e ritirare le ventimila lire:

  • Motorino
    Seppur non possieda una macchina e il mio mezzo di locomozione rimane uno stupendo Ovetto MBK della Yamaha (di cui la foto sotto), sono convinto che il motorino si possa utilizzare solo nel capoluogo piemontese. Difatti mo-Torino.

 Immagine
Di recente si trovano strane sorprese negli ovetti Kinder. Mai che trovi però il tanto agoniato corso per modificare le foto senza usare Paint.

  • Epoche
    La storia riporta diverse tacche lungo il suo immenso percorso temporale. Eppure, a contarle tutte, non mi sembrano così tante. Un po’ ridotte di numero.
    E, poche, insomma.
  • Caditoia
    Detta anche bocca di lupo, per me non si tratta di un sostantivo, ma di una vera e propria frase. Sentirla pronunciare mi fa pensare al marito che scopre la moglie a letto con un altro e, in preda ad un delirio di follia omicida, cerca di gettarla giù dal balcone. Ma lei si salva, appendendosi alla ringhiera. Lui allora le si avvicina, cercando di farla cadere e le grida “Cadi, toia! Maledetta puttana!…” e così via.
  • Profitterol
    Non sono un amante dei dolci. Mi viene voglia di mangiarli solo se sono in chimica (dicesi chimica, quello stadio di fame incontrollata che si accompagna ad un rossore degli occhi). Però, nel caso ipotetico mi trovassi davanti una teglia di bignè ricoperti di spumoso cioccolato lasciata completamente incustodita, sicuro ne approfitteròl.
  • Can-can
    La famosa danza dell’accoppiamento tra due bulldog francesi (Wikipedia riporta che bulldog si debba scrivere bouledogue, ma siccome questa cosa che i francesi debbano sempre cambiare a piacimento i nomi per farli più personalizzati mi sta sul cazzo, quindi bulldog).
  • Tartare (o tartara)
    Il piatto di carne macinata che provoca la formazione di placca batterica sui denti.
  • Approccio
    Se un omosessuale si accosta molto ad un romano eterosessuale, quest’ultimo gli griderà “Approcio de merda!”.
  • L’imene
    Con tanto di articolo apostrofato, siccome così pronunciato suscita in me immagini di vagine ancora vergini (so che è impensabile, ma fate un piccolo sforzo di fantasia) al sapore di limone.
  • Pediluvio
    Vabbè, sarò banale, ma una pioggia di piedi mi fa sempre ridere.
  • Islamabad
    La capitale del Pakistan sembra sollevare una domanda sul fatto che i famosi animali sudamericani siano piuttosto cattivi. Infatti chiede “Is lama bad?”.
  • Riga
    Siccome l’ignoranza geografica è intrinseca del mio essere, è facile capire come mi facciano ridere la maggior parte dei nomi dati a città e paesi. La capitale della Lettonia, ad esempio, mi pare un posto pieno di cocainomani. Chi ama la figa, tiri una riga! E sniff, giù di naso.
  • Tafani
    Quegli odiosi insetti. Non che ci trovi dei doppi sensi questa volta. È che mi fa proprio ridere la parola tafani. Sono un ragazzo dal cervello semplice, che volete.
  • Calimocho
    Recente scoperta, fatta grazie ad amici che sono stati in Spagna. Si tratta del tipico pestone di vino e cola, presente nella maggior parte dei botellòn. Dicesi “pestone” l’intruglio alcolico a basso costo, autoprodotto, che uno si porta in giro durante una serata per evitare di spendere soldi al bar, ubriacandosi lo stesso (se non di più). I “botellòn”, invece, sono quei raduni pubblici di ragazzi universitari, nei quali ognuno si porta qualcosa da bere durante la serata, mentre si conversa e si fa amicizia (a mio parere, una figata).
    Comunque sia, il calimocho mi ricorda il famoso pulcino nero della pubblicità del detersivo che si sente parecchio giù di morale. Calimero tutto mogio. Calimogio.

 

Se cercate la parte 1 di questo obbrobrioso elenco, cercate nella categoria Fraintendimenti linguistici.

Per il resto, saluto calorosamente tutti gli amici al lavoro che perdono tempo leggendomi, da
Sara C. Nesca, detto Titoli

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40 comments

  1. All’imene al limone proprio non avevo mai pensato 😀
    Comunque sono tutte parole notevoli. Avevo una compagna di classe che, invece, rideva come una matta se venivano nominate parole comuni quali palo e tombino…

    1. Chissà quanti discorsi lasciati in sospeso per troppe risate:
      “Ma fammi finire! Volevo solo dire che in quella pizzeria…”
      “Ahahahah! Pizzeria! Ahahahah! Capito? Pizze-Ria! Ahahahah”

    1. Ti è scappato un complimento. Occhio,che poi penso sia davvero rivolto a me. Probabilmente hai aperto più pagine,hai letto un altro blog e commentato il mio erroneamente. Capita.

      1. Oddio che imbarazzo! Cioè anche tu sei abbastanza simpatico, accettabile diciamo, ma ho effettivamente sbagliato a scrivere!;D

      1. (Muahahahha sono arrivata prima io!)

        Ma quindi è capitato anche a te? Sei su un bel blog, vuoi lasciare un commento e ti si apre un pop out del blog di tiols e alla fine il complimento lo fai a lui! Mannaggia, è proprio un genio!;)

      2. Eggià! Un diabolico genio del crimine informatizzato.
        Seppur confonda sempre i pop-up con i pop-corn.
        Non parlavi di cibo, dunque?
        Peccato…

    1. Più che slang aggressivo, lo vedo quasi come un soprannome dato al più fesso del gruppo. Quello sempre preso in giro, magari un po’ cicciottello.
      “Tafani! Cosa stai combinando?”
      “Tafani, non fare il coglione”
      “Eddai, Tafani, piantala lì con sto cellulare”
      “Pugno nei coglioni a Tafani in arrivo!”
      e così via…

      1. Gruppo che non conoscevo. Il testo mi fa sorridere, devo dire che il nostro amico Tafani potrebbe essere il protagonista della canzone.

      2. Sinceramente non è che abbia molta voglia di conoscere l’ennesimo gruppo indie italiano.
        Anche perché lo ascolta anche Tafani. E non vorrei che poi mi prendano in giro anche a me gli altri…

      3. L’ennesimo è esatto. Ma loro son qua da più tempo. Devo a loro molte fughe (e non è una metafora) pazzesche in posti a caso italiani che mai avrei conosciuto altrimenti. Quindi niente, cazzi tuoi. E di Tafani.

      4. Più che metafora, mi pare proprio una citazione voluta alla canzone. Però hai ragione. Sono cazzi miei che non ho più voglia di sentire certi gruppi. E’ un fatto di delusioni a lungo termine.
        Tafani ne sa qualcosa.

      5. Il problema di questi gruppi è che si cerca sempre oltre. Cioè ci si aspetta sempre di più e il “di più” non arriva mai perchè alla fine un gruppo indie italiano rimarrà sempre un gruppo indie italiano. Ecco perchè mi fermo ai dischi che mi piacciono per intero. E rilego un certo gruppo a un certo disco. E basta. E questo, Tafani, non l’ha mai imparato. Pevero diavolo.

      6. Hai ragione. Questi gruppi si associano sempre e solo a uno, o pochi, album. I primi, solitamente.
        Peccato, perché un’evoluzione nei loro confronti, un fan se l’aspetta sempre.
        Preghiamo per i generi musicali immortali.

      7. Destino? O forse intestino? Lotte intestine tra i componenti e i discografici che gli impongono di fare canzoni di merda solo per fare più soldi. Io la vedo così, perché è così che accade troppo spesso.
        Ma questo vale anche per i grandi gruppi, chiaro. Cose che succedono.
        Quindi direi destino. Lode ai primi album!

    1. I maestri Elii, anche perché mi fanno sguarare dal ridere tutti indistintamente. Devo ammettere che però non ho ben capito a quale citazione degli Elii ti riferisca per l’imene.

      1. Ah, ostia. Mi hai convinto che dovrei ascoltarmi tutta la loro discografia, che qualcuna me la sono persa.
        Grazie!

      2. Prego!
        Strano che te la fossi persa, visto il tema 😉
        (che poi ogni canzone, a parte far sbellicare, nasconde citazioni e finezze profondissime sia nei testi che nella musica…sono dei geni assoluti)

      3. Non me l’ero proprio persa. L’avevo già sentita, ma mai ascoltata come si deve.
        Comunque sì, sono dei geni assoluti, sia musicalmente, che nell’uso delle parole. Ero un fan sfegatato di Cordialmente, prima che lo interrompessero quest’anno 😦

  2. Che sollievo 😀 allora non sono stata l’unica a pensare a ‘sta cosa sul pediluvio! Mi sento meno sola, grazie…

    che poi…
    sai che schifezza una pioggia di piedi mozzati?
    ok ora basta 🙂

    1. Invece io la trovo una cosa buffissima! Sì, non deve essere una cosa molto profumata. Bisogna avere anche una certa fantasia alla Magritte o Dalì, ma tant’è che trovo l’immagine davvero divertente.
      “Andiamo a fare due passi?”
      “Ma c’è un pediluvio fuori!”
      “Appunto”

      1. :mrgreen: esatto!

        ah poi pensavo al motorino… dalle mie parti per indicare il “motorino” si usa direttamente il termine “motore”. Ogni volta che sento questa parola è un orrore… mi immagino sempre qualcuno abbracciato a un motore a scoppio (o diesel nella migliore delle ipotesi)

        non deve essere una cosa comodissima 😦 poracci

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