Le cattive abitudini

Sono dure a morire. Così come certe passioni.
Avevo accennato in qualche tag che stavo rivedendomi la serie di Die Hard, quella con Brus Uillis. Uno dei miei tanti idoli d’infanzia. In particolare nelle vesti del John McClane della serie.

Attenzione: se non avete visto nessuno dei 5 film della serie, o solo alcuni a caso, questa recensione può contenere spoiler e sputtanamenti vari. Se li avete visti, almeno fino al quarto, o sapete già che non li vedrete mai perché non è il vostro genere, potete continuare a leggere.
Per evitare inconvenienti, sottolineerò eventuali spoiler.
Con la matita, sullo schermo di casa.

 

DIE HARD (Trappola di cristallo)

Qui conosciamo per la prima volta lo sbirro John McClane. Un tizio di New York, andato a trovare la moglie Holly…

Ok, non ci frega un cazzo della storia di fondo. Lo avete visto tutti, quindi andiamo avanti alle parti interessanti: le battute dette dall’impavido protagonista e le sue folli imprese da kamikaze, tipiche di chi ha un’ossatura d’amianto.

  • John McClane, che per comodità ora chiamerò il Bestia, ha già fatto fuori un uomo usandolo come scudo in una simpatica rotolata giù dalle scale, si è impossessato del suo mitra, ha avvisato i cattivi che lui ha il cazzo duro e un sacco di umorismo e si è scontrato con altri due scagnozzi. Nella fuga riesce a infilarsi in un condotto dell’aria. Solo che siamo sul tetto della Nakatomi Tower, un palazzo di oltre 30 piani, e i condotti dell’aria sono praticamente dei buchi enormi, in lamiera. Qui c’è quindi una scena carica di suspence, in cui lui rischia di fare un volo suicida.
    Ovviamente non accade nulla di grave, si salva al pelo, infilandosi in un canale laterale. Proprio p
    erché lui è il Bestia. Mica cazzi.
    E dopo tutta questo trambusto, senza battere ciglio, dice in ton
    o sarcastico, imitando la moglie: “Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo da matti…”.
    Chi non lo farebbe? Io probabilmente mi sarei infilato una mano nelle mutande per controllare di non essermi sporcato. Troppo.
    Il Bestia ci ride sopra.
  • Al di fuori della torre, nessuno sa ancora che c’è in corso un attentato. Il Bestia cerca in tutti i modi di avvisare la polizia. Appare quindi il mitico Powell, colui che diventerà socio di bevute durante le grigliate della domenica pomeriggio.
    Powell, fattosi abbindolare dalla finta guardia all’ingresso della torre, si allontana convinto che vada tutto bene. Il Bestia decide di attirare la sua attenzione, scaraventandogli sull’automobile l’ultimo cadavere che aveva in dispensa.
    Mentre Powell esegue una retromarcia alla cieca per scappare dai colpi di fucile dei terroristi, il Bestia esclama: “Benvenuto alla festicciola”.
    Nessuna agenzia di catering al mondo riuscirebbe a mandare degli inviti così convincenti.
  • Un carro blindato della polizia cerca di entrare nella torre, sicché i cattivi lo panzerizzano (gli lanciano dei razzi). Il Bestia, che si trova diversi piani sopra di loro, lega ad una sedia dell’esplosivo e lo lascia cadere nel vano corsa dell’ascensore.
    “Con i miei saluti, pezzo di merda”. Sa anche essere cortese, se lo vuole.
    Ma la scena comica è subito dopo. Il Bestia sta ancora guardando nel vano quando vede venir su velocemente la fiammata dell’esplosione. Con un rapido “Oh cazzo!”, si volta e si lancia per terra.
    In teoria dopo una tale esplosione, un uomo normale (scalzo e in canottiera), dovrebbe avere la faccia somigliante a quella di Freddy Krueger.
    In pratica sapete benissimo che lui è il Bestia. E quindi che è stato il fuoco a scottarsi.
  • Il Bestia sta andando a pugni con il fratello di uno di quelli che ha ammazzato. Questo ovviamente è già di per se incazzato, oltre che essere un armadio in rovere a 8 ante, contornato con ottimi intarsi rifiniti a mano. Ma il buon Bestia decide di infierire con un “Dovevi sentire tuo fratello come gracchiava quando gli ho rotto l’osso del collo!”.
    Al momento opportuno, sa sempre cosa dire.
  • Siamo alle battute finali. Il Bestia si è appena lanciato dal tetto legato ad un idrante (ovvio), per evitare un’altra esplosione, poco prima di incontrare il boss di fine livello. Faccia a faccia, il nemico tiene in ostaggio sua moglie, mentre l’ultimo scagnozzo rimasto in vita sta per raggiunge un fucile. Il Bestia in questo momento passa di livello e diventa il Bestiaccia, siccome la trovata finale è sempre la più bella (a mio dire).
    Il boss finale gli punta la pistola contro per ucciderlo: “Com’è quel verso tipico dei cowboy? Hippy ya ye, pezzo di merda”. Il Bestiaccia inizia a ridere con gusto. Con le mani dietro la testa, prende rapidamente un’arma che si era scocciato sulla schiena e uccide gli ultimi due nemici (perché giustamente gli erano rimasti solo 2 colpi).

 

DIE HARD 2 (58 minuti per morire – Die harder)

Riguardo alla ritraduzione in italiano del titolo, non chiedete, non voglio sapere.

  • Il Bestia vede tutto e sente tutto. Difatti scopre da subito che dentro l’aeroporto dove si trova per recuperare la moglie, ci sono due malviventi intenti in traffici poco chiari. Li sorprende sul fatto, scappa la sparatoria, ci scappa il morto e persino l’altro dei malviventi scappa. Neanche un “Hei, hai dimenticato lo scontrino!” riesce a fermarlo.
    Il Bestia deve interrompere il suo inseguimento perché bloccato da uno sbirro dell’aeroporto.
    “Ma non l’hai capito, stronzo. Io sono un poliziotto. È lui il cattivo.”
    “Dove sono i documenti?”
    Il Bestia si batte la mano sui pantaloni e si accorge di averli persi nella colluttazione.
    “Su un aereo per Cleveland?”
  • Risolte le questioni di identità, il Bestia incontra un coglione, ossia il capitano della sicurezza dell’aeroporto.
    Siccome è un coglione perché non da retta a il Bestia, questi gli domanda: “Capitano, mi tolga una curiosità: cosa fa scattare prima il metal detector? Il piombo che ha nel culo o la merda che ha nel cervello?”.
    È la poetica del personaggio che più mi affascina.
  • Una giornalista riconosce il Bestia e vuole estorcergli delle informazioni.
    “Ho visto un cadavere, dicono che abbia sparato lei.”
    “No. Io uso solo l’uncinetto.”
    C’è poco da scherzare. Gliel’ho visto fare per davvero. Non dategli in mano niente perché riesce a volgerla a suo vantaggio e usarla come arma.
    Come ad esempio quando sta combattendo contro un militare che sta sorvegliando un’area. I cattivi a questo giro non sono mercenari o terroristi, ma sono militari ben addestrati. Robette da nulla. Lo scontro tra i due finisce con il Bestia sdraiato, con un coltello puntato alla gola. Un colpo di reni, il militare si sbilancia e il Bestia riesce ad afferrare una stalattite li vicina e ficcargliela nell’occhio.
    Una stalattite, cazzo!
  • Scontro finale. Il Bestiaccia le sta prendendo, dopo che ha fatto volare un doppiogiochista nell’elica di un aereo in movimento. Sì, siamo sull’ala di un aeroplano che sta per decollare e se le stanno dando di santa ragione. E quindi? Mai vista una cosa così?
    Comunque sia, il Bestiaccia non è in una posizione favorevole, tant’è che finisce giù dall’aereo. Non prima di aver aperto il tappo della benzina.
    Nessuno se ne accorge, nessun beep lampeggiante che segnali la perdita di carburante. Il Bestiaccia (che dovrebbe essere in grado di muovere solo gli occhi, dopo tutto quello che ha passato) riesce ad accendere lo zippo e a dar fuoco alla scia lasciata dall’aereoplano.
    “Buon decollo, figlio di puttana”.
    Riuscire a far saltare un aereo in decollo con un accendino…beh, altro che uncinetto e stalattiti.

 

DIE HARD WITH A VENGEANCE (Die hard – Duri a morire)

Il mio preferito. Pieno di colpi di scena e trovate incalzanti, introduce una spalla cazzuta al nostro eroe. Nientepopodimeno che Samuele Elle FigliodiJack, nella parte di Zeus. Un nero che ce l’ha coi bianchi e che, a suo malgrado, sarà costretto a seguire il Bestia nelle sue imprese.

L’impresa è anche quella compiuta dalle imprese di pulizia che seguiranno i danni causati dai due.

Siccome ha la spalla coi controcazzi, a sparare sentenze ironiche ora sono in due. Doppia dose di battute! Mi limito a quelle più epiche.

  • In corsa verso un luogo dove si cela una delle tante bombe lasciate da uno che ce l’ha a morte con il Bestia perché ha fatto fuori suo fratello (che sarebbe poi il cattivo del primo episodio), Zeus continua a dirgli che la strada più breve è un’altra da imboccare.
    “E comunque la strada migliore non è la nona. È attraverso il parco”, sostiene il Bestia.
    “Ma lo sanno tutti che Park Drive è sempre intasata.”
    “Non ho detto Park Drive. Ho detto ATTRAVERSO IL PARCO!” e giù una bella sterzata tra le aiuole.
    Zeus in preda al panico per la guida spericolata de il Bestia, gli grida: “Occhio, occhio, occhio! Non li mettere sotto!”, riferito ai passanti nel parco “Ma che fai li punti?”
    “Noooo…” pausa, guardando fuori dal finestrino “Qualcuno ogni tanto”.
  • Il Bestia non sa solo agitare le mani e far saltare palazzi. Usa anche il cervello. Si accorge dell’inganno del nemico grazie a due ragazzini che si mettono a rubare in un alimentari. Li ferma e li rimprovera: “Ma sei scemo, vuoi finire in galera per una merendina?”
    “Guardati intorno. Vedi poliziotti? Posso rubare quello che mi pare. Sembra la notte di Natale, non ne gira uno”.
    Gli viene l’illuminazione e i due schizzano via.
    Sulle bici dei due ladruncoli minorenni.
    “Che fai? Sono nostre quelle!”, grida il ragazzino.
    “E tu fai finta che sia Natale”, risponde Zeus.
  • Il Bestia e Zeus stanno inseguendo un gruppo di camion. Ne vedono uno sulla strada che passa sotto la loro.
    “Ce l’avremo l’airbag?”, chiede il Bestia.
    “Tu di sicuro, non so dalla mia parte.”
    Zeus fa in tempo a lanciare uno sguardo sospetto verso il Bestia, prima che questi si lanci tranquillamente giù dal cavalcavia.
    Normale amministrazione.
  • Il Bestia sgama in pieno un camion dei nemici in fuga con un bottino piuttosto consistente. Vestito da addetto ai lavori per passare inosservato gli si avvicina, gridandogli: “Ehi ragazzi. Jerry O’Brian, addetto alla vigilanza. Pare che abbiano visto entrare di nascosto un tale in compagnia di otto renne.”
    BANG, BANG, BANG, BANG. E ancora BANG.
    Apre lo sportello, per controllare i due crivellati nell’abitacolo.
    “Non ci credete? Dicono che è vecchio, grasso, allegro e con la barba bianca. Ha un vestito rosso. Non l’avete visto? Stano.”
    Questo ci insegna che nei film i cattivi sono quelli che prima discutono e poi sparano, mentre i buoni sono quelli che fanno una battuta subito dopo aver sparato.
  • Il Bestiaccia scopre dove si nasconde il bastardo con la sua ciurma e tutti i soldi che hanno rubato. Lo scontro finale è tra lui e l’elicottero con su il boss finale, pilotato dalla sadica morosa. Tipica situazioni di svantaggio per il Bestiaccia, che sa sempre come cavarsela.
    “Salutami tuo fratello” e spara gli ultimi due colpi in canna (solo 2 colpi, vi ricorda nulla?) contro un cavo dell’elettricità che va a finire proprio sull’elicottero.
    E la tipica battuta finale: “Hippy ya ye, pezzo di merda”, anche se preferisco la versione originale “Yippee ki-yay, motherfucker”.

 

LIVE FREE OR DIE HARD (Die hard – Vivere o morire, chiamato anche Die Hard 4.0)

Il Bestia si trova a fronteggiare un cambio generazionale nel quale lui non sa dove mettere le mani.
In realtà sa benissimo dove mettere le mani. Addosso ai cattivi.
Parlavo del fatto che lui di tecnologia non ne capisce molto e in questo capitolo si trova a fronteggiare una minaccia informatica. Robe da nerd e hacker. Comparirà anche la sua adorata figlia (adorata da qualunque spettatore maschile, visto che ovviamente non hanno mica scelto una cozza per interpretare la parte della fig… della figlia di John Fottuto McClane!). Verrà spalleggiato da un ragazzetto nerd che ne sa un sacco di computer e codici criptati. Ma il top del top si toccherà con 2 interpreti di merito: uno è Cyrill Raffaelli e l’altro è Edoardo Costa.
No, scherzo su Edoardo Costa. Di lui non mi frega un cazzo (e secondo me fa anche un ruolo da pirla), ma Cyrill Raffaelli è un mostro del parkour. Visto anche in Banlieue 13 Ultimatum (che vi consiglio caldamente), le scene dove combatte contro il Bestia sono tanto rapide, quanto spettacolari.
L’altro attore che ha destato la mia attenzione è senz’altro Kevin Smith, nel ruolo di un super hacker. Quindi una persona piuttosto sfigata, chiuso in casa con la madre, a impozzarsi di merendine e videogame. Comunque rimane uno dei miei idoli comici del grande schermo (spero abbiate visto Clerks, altrimenti filate a vederveli tutt’e due! E di corsa!).

  • In questo episodio l’epicità delle scene assurde tocca livelli storici. La spalla nerd, che chiameremo il Socio, riconosce la voce di una dei cattivi che si finge una centralinista del centro operativo della polizia.
    Il Bestia, sollevando la trasmittente: “Ehi, centro operativo. Che atmosfera c’è giù da voi? Sarà una giornata da brividi con tutti i 587 che ci sono stati.”
    “Sì, signore. Abbiamo tutte le unità fuori.”
    “Tutte fuori per eccesso di atti osceni in luogo pubblico? Cazzo…”
    Quindi ora sapete che se vi capitasse di dover far finta di essere il centro di controllo delle auto della polizia dovreste prima studiarvi i codici che si usano per comunicare.
  • Questa è diventata un po’ la frase del film, tanto che anche sulla pagina italiana di Wikipedia capeggia solenne.
    Il Socio, rivolgendosi a il Bestia: “Cazzo! Hai abbattuto un elicottero con una macchina!”
    “Avevo finito le pallottole”.
    OVAZIONE!
  • Il Bestia si ritrova a combattere contro la tipella del cattivo. Una bella fica asiatica (apposta, perché sa usare bene il computer) che mena a suon di arti marziali. Dopo che il vantaggio va a lei e si sbarazza momentaneamente della presenza de il Bestia, proiettandolo fuori da una finestra. Si salva e ritorna sui suoi passi, più incazzato che mai. Sfonda con un fuoristrada una parete vetrata e investe l’asiatica, trascinandola fino all’imbocco di un vano corsa di un elevatore.
    La scena si conclude in maniera scontata, in cui lui rimane appeso ad una fune, salvandosi, mentre lei vola in basso con la macchina. Però la lotta alla sopravvivenza in quel vano è davvero ben studiata e ricca di colpi di scena.
    Però mi piace sottolineare il fatto che è entrato con un fuoristrada al terzo piano di un’azienda. Un’altra lezione di vita: mai buttare giù da una fabbrica il Bestia.
  • Discussione con il grande Kevin Smith.
    Sottotitolo: come il Bestia fa cambiare idea alle persone.
    “Io sono a casa mia!” sbraita Kevin Smith.
    “O mi dici quello che voglio sapere o ti ci spalmo dentro casa tua.”
    Chiaro e conciso.
  • Dopo che il cattivone ha rapito sua figlia, lui è ancora più incazzato. Un conto è farsi buttare giù da una fabbrica, un altro è rapire una persona a lui cara.
    Impossessatosi di un tir con rimorchio, inizia l’inseguimento, facendosi supportare dai militari. Tutti sanno che l’opposto di militare è civile e che l’opposto di civile è incivile. Quindi i militari, lasciatisi fregare dalla finta comunicazione del cattivo, puntano a distruggere il Bestia. Con cosa? Con un caccia F35, armato di missili e mitragliatori di grosso calibro. Per chi non sapesse, l’F35 “
    è un caccia multiruolo di 5ª generazione monoposto, a singolo propulsore, con ala trapezoidale a caratteristiche stealth […] utilizzabile per ruoli di supporto aereo ravvicinato,bombardamento tattico e missioni di superiorità aerea” (fonte: Wikipedia).
    Insomma, un mostro di tecnologia militare.
    E secondo voi questo basta a fermare il Bestia?
    No, scusate, ma con chi credete di avere a che fare?
    Un missile sfiora il camion e va a colpire il cavalcavia sotto cui sta passando il Bestia. Riesce quindi ad evitare di farsi schiacciare sotto quintali di cemento armato (“Ma che cazzo fai? Non devi sparare a me!”), resta in piedi dopo che un missile gli ha fatto ballare il culo (“Tutto qui? Eh?”), sopravvive ad una mitragliata che riduce a brandelli sia il camion che il rimorchio (“Sai fare solo questo?!”), lo tiene in sospeso sul vuoto a decine di metri da terra, per poi atterrare di corpo contro il caccia stesso (“Fatti sotto!”), il quale sta giustamente iniziando a precipitare per un’avaria al motore.
    Il pilota del caccia si eietta fuori, mentre il Bestia esegue uno dei suoi fantastici balzi. Rimane intatto, evitando l’esplosione e i rottami di aereo che volano ovunque, infilandosi in un anfratto tra due carreggiate distrutte.
    Fine dell’incontro: il Bestia vince a mani nude contro uno dei caccia da combattimento più prestanti del mondo. A questo punto, come minimo, pretenderei una statua d’oro che lo rappresenti da ergere dentro il giardino della Casa Bianca.
  • Arriviamo al momento in cui il Bestia diventa il Bestiaccia. In brevissimo, il super cattivo lo tiene bloccato da dietro, rigirandogli la canna della pistola dentro una foro che ha nella spalla.
    “Sulla tua lapide ci scriverò ‘Sempre al posto sbagliato, nel momento sbagliato’.”
    “Preferisco ‘Hippy ka ye, figlio di puttana’.” e si spara un colpo nella ferita alla spalla, colpendo al cuore il boss finale.
    A questo punto dovrebbe venirvi istintivo gridare “POOOOOOOOOOOOO!!!!”.


Arrivati al quarto capitolo devo per forza citare i Guyz Nite. Sono un gruppo che non conosco per niente, ma che hanno fatto una canzone dedicata alle imprese di John McClane. La canzone era stata scritta prima che uscisse il quarto film, ma l’hanno poi aggiornata, aggiungendoci l’ultima strofa. Ecco a voi la stupenda dedica:

 

A GOOD DAY TO DIE HARD (Die hard – Un buon giorno per morire)

Questo è l’ultimo e non l’ho ancora rivisto. Quindi vi evito anche la mia recensione, rimandandovi a chi ne ha già fatta una talmente bene che non saprei aggiungere altro.

Leo Ortolani, il fumettista creatore di Rat-man, e la sua review di DAI ARD: http://leortola.wordpress.com/2013/03/04/dai-ard-la-recensione/

 

Aggiungo solo un’ultima chicca per gli amanti del genere: Brus Uillis ha dichiarato che sta per uscire un ulteriore capitolo, siccome è ancora in grado di correre e lottare sul set. Quando non riuscirà più a fare quelle cose tipiche che lo rendono il Bestia, mollerà il colpo con i Die Hard.

 

Giuro, ora ho finito.

Yippee ki-yay, motherfucker, da
I Ard, detto il Socio

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11 comments

    1. Hai ragione. Mi è sfuggita. Meglio così comunque,visto quanto ho scritto! Guerra e Pace è più breve.
      Non penso sia l’unica che mi sia scappata, tra l’altro. Se te ne vengono in mente altre sai dove scrivere! Ora vado a rivedermi l’ultimo! Saluti

      1. A me l’ultimo manca. Sarà che sono sempre contrario a queste operazioni, tipo il nuovo Indiana Jones e via così. Mi son spiegato, spero, temi che rompano quell’immagine dei film precedenti che hanno comunque accompagnato un tuo periodo

      2. Vero. Effettivamente l’ultimo è quello che m’è piaciuto meno. Però McClane rimane comunque McClane! Sono un romanticone,che vuoi farci. XD

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