Interview at Honolulu 04 – Un nero

Un’intervista ad un amico non proprio compaesano, ma ha vissuto e appartiene in tutto e per tutto alla città in cui risiedo. Fa quindi anch’esso parte della Gente della Valle.

C’è un trafiletto nel giornale locale che lascia lo spazio alle persone più in vista e più conosciute della città. Si chiama “Gënt de la Val” (se non ho sbagliato a scrivere). A ciò mi sono ispirato, per rilasciare interviste a coloro che non sono così famosi. Almeno non per la gënt comune. E il protagonista di questi botta e risposta è uno tra i più fuori dal comune che abbia mai conosciuto.

 

  1. Ciao Mobbo (il nome, seppur sembrando, non è di fantasia, perché di proteggere la sua privacy proprio non ci interessa). Sei la quarta persona che intervisto e anche tu, come i precedenti, sei legato in qualche modo ad un contesto musicale. Più esattamente sei nero. Ciò comporta che abbia la musica nel sangue e un basso in cantina. Confermi tutto?
    Tutto vero, signore e signori.
  2. Sei nato e hai vissuto i primi anni di vita nella capitale dell’Eritrea. Per te anche lì, a tuttora, sono tutti in giro con la testa nei cellulari?
    (Lui) Penso di no. Penso che lì è già tanto se hanno la Coca Cola.
    E la testa nel culo. (Voce fuori campo che fa della sottile ironia)
  3. Mi dicono che tu sia un grande giocatore di scacchi. Di solito preferisci iniziare con i bianchi o con i negri?
    (Lui) Di solito coi negri.
    (Io) Avevo scritto neri, ma ho voluto precisare negri.
    (Lui) Eh, bravo.
    (Io) Dai, ti voglio bene.
  4. Un’ultima domanda razzista per il pubblico texano: rimani lo stesso un fan dei film d’azione anni 90, pur avendo come costante il fatto che il nero è sempre il primo a morire?
    (Lui) Eh, purtroppo succede.
    (Io) Però sei un fan di quei film, Stallone, Schwarzenegger…
    (Lui) Beh ovvio! Che si sacrificano sempre i neri, per fursa.
  5. Veniamo alla musica. A te piace molto generalmente la techno. Mettimi in ordine di gusto queste sottocategorie, da quella che più ti piace a quella che proprio eviti, manco fosse l’alito di un randagio: hardcore, techno trance, goa, country e Cristina D’Avena.
    (Lui) Lascio per ultimo il country. Mi fa cagare. Poi il resto può andare bene.
    (Io) E ma poi, del resto, ti piace di più la goa, la techno trance, l’hardcore o Cristina d’Avena?
    (Lui) Va beh, Cristina d’Avena diciamo penultimo posto.
    (Io) Non la metti al primo? Sei sicuro?
    (Lui) No, però comunque se la trovo non è che la evito! Comunque techno trance, goa e hardcore.
  6. Se ti dico decappato, tu pensi a…?
    (Lui) Copanato.
    (Io) Una persona che è sfatta, dunque?
    (Lui) Sì, come me ad esempio.
    (Io) In realtà sai cos’è? È una tecnica di finitura del legno, caratterizzata da un effetto finale di sbiancatura della superficie trattata. L’ho letto da internet. Penso che di fondo sia la stessa tecnica usata da Michael Jackson.
    (Lui) Il trattamento del corpo?
    (Io) Lo sbiancamento.
    (Lui) Ah, sbiancamento! Al massimo faccio lo sbiancamento anale, ma il resto tengo tutto nero.
  7. Sei dotato di diversi poteri (essere nero, spruzzare acqua dalle mani, mimetizzazione al buio, eccetera) ma quello che più m’incuriosisce è la tua super fotogenia. Sai cos’è?
    (Lui) Il fotogenico! Che esci male nelle foto!
    (Io) No, esci benissimo. È vero che se anche ti scattassi una foto mentre stai vomitando, verresti in posa e sorridente, con la faccia pulita?
    (Lui) Ovviamente, perché è sempre un’arte contemporanea.
    (Io) Un’arte contemporanea… Fantastico.
  8. Il piatto tipico del tuo paese è lo Zighinì e a me fa letteralmente venire nei pantaloni. Altri piatti tipici della tradizione li conosci?
    (Lui) Sì, tipo cucinare la ketamina e poi… l’Auasé che è tipo il peperoncino, quello da mangiare con la carne cruda, sennò lo Shirò, che è farina rossa e, quando proprio non c’è da mangiare, quello c’è sempre. Assomiglia alla consist… constin… con… cont… consistensa del purè, però leggermente piccante.
    (Io) Ma quindi cucinate spesso piccante?
    (Lui) Eh, c’è solo quello. Sennò la pasta! Ogni tanto mangio anche la pasta!
    (Io) Mangiavate.
    (Lui) Va beh, mangio anche la pasta.
    (Io) No, ma non qua, io parlavo dei piatti tipici dell’Eritrea.
    (La stessa voce fuori campo di prima) Salsicciotti piccanti e prenderlo in culo.
  9. Ti piacciono le macchine, ma la Panda 4×4 è la tua vera passione. Appena riuscirai a entrare in possesso di una, la tua prima gita fuori strada sarà: un test montano o sormonterai le macchine in coda come se stessi cavalcando un monster truck?
    Iniziamo a fare il tour montano, poi ci penserò a fare il monster truck, onde evitare di farmi ritirare per la tersa volta la patente.
  10. Eccoci alla domanda da 4000, ripeto QUATTROMILA schiaffi sulle gengive: sei pronto?
    A – Sì, ma non farmi una domanda troppo difficile;
    B – No, non rompere;
    C – Ascelle;
    D – Bei cazzi.
    La A, non farmi una domanda troppo difficile.
  11. Momento culturale. Come me condividi una certa passione per i fumetti. Amante di Dylan Dog hai recentemente intrapreso la lettura di un’altra collana Bonelliana: Orfani. L’hai letto l’ultimo?
    (Lui) Purtroppo no.
    (Io) Va beh, ma, raccontami un po’, come recensiresti questa collana? Orfani non è un capolavoro. Di più.
    (Lui) Sì, perché mi ricorda un po’ la vita reale, in cui t’insegnano, da quando sei piccolo, a dire la verità. Man mano diventi grande devi vivere con le menzogne, per il bene anche del mondo.
    (Io) Quindi tu sei più disposto a combattere o a adeguarti al sistema?
    (Lui) Io combatterei per la verità.
  12. Da piccolo sognavi di diventare un astronauta, un camionista o un trafficante d’armi internazionale?
    Il mio sogno era fare il NARCOtrafficante internazionale. E quindi va beh, mi accontento del… cos’è che hai detto? Guidare un camion! JA, JA! Guidare un camion!
    (Continua con versi incomprensibili coperti da risate, nel quale si espongono teorie di spaccio internazionale trasportati da lui che guida il camion).
  13. Tre cose che porteresti su un’isola deserta?
    (La voce fuori campo suggerisce) La droga.
    (Lui) La droga. Poi, qualche seme per mangiare. Poi il resto droga.
    (L’insistente voce fuori campo) E le puttane?
    (Lui) Le trovi ovunque.
    (Voce fuori campo) Su un’isola deserta?
    (Io) Sinceramente avrei optato per una barca, un motore e una tanica di benzina, così addio isola deserta. Però ognuno è libero di scegliere quello che vuole…
    (Lui) No, beh io andrei con una puttana, un po’ di droga, ovviamente…
    (Io) Ma la puttana non l’avevi detta prima, però.
    (Lui) Ah, scusate. Va beh, se capita! Le puttane capitano ovunque.
  14. Ecco la domanda che non troverà mai risposta, o che troverà sempre più risposte incerte. Che giorno, sul calendario, è riconducibile al tuo compleanno? E quale è quello vero?
    Sinceramente questo è un grande dubbio. Però io preferisco scegliere tra il 3 e il 5 di settembre, se è il sabato o il weekend, lo festeggio. Sennò, se è in settimana, faccio finta di niente e aspetto il weekend.
  15. Pirandello ha scritto di te citandoti come un suo grande compagno di bevute. Cosa c’è di vero nelle parole dello scrittore?
    (Lui) È tutto vero.
    (Io) Conosci bene Pirandello?
    (Lui) Sì. Veramente.
    (Io) è proprio un pirla(ndello) o è serio?
    (Lui) No, è un grande. Una persona seria. Io l’ho conosciuto una volta, mentre ero a Firenze a bere un caffè. Ci siamo trovati e poi… cioè, io non sono un grande lettore di liBBri.
    (Io) No, ma lui fa fumetti.
    (Lui) Ah, beh, l’ho conosciuto comunque facendo finta di conoscere il suo mestiere.
    (Io) Finiamola qua con questa pagliacciata. Comunque è stata un’ottima intervista. Ti ringrazio. Vuoi salutare qualcuno a casa?
    (Lui) Ciao. Ciao ragassi, vi voglio bene. E viva la figa.
    (Io) Sai che finirai sul mio blog, vero?
    (Lui) Non ho problemi. No copyright. Tutto gratis!
    (Io) E ti chiami davvero Mobbo?
    (Lui) Mobbo, soprannome Moab… No! Mio nome è Moab, soprannome Mobbo.
    (Io) Posso scriverlo?
    (Lui) Ja, ja. Fa chel che te vuret.

 

Allego pure una foto, visto che se ne è sbattuto della privacy!

Il nero

Perdonate se è venuta un po’ sfocata.

Va beh, ciao né! Da
Blackberry White, detto T. Holy.

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