Parole che mi fanno ridere (parte 4)

I miei personali Fraintendimenti linguistici.
Si tratta di parole che mi vengono dette in determinati contesti e discorsi, ma che sfortunatamente vengono subito rielaborate dal mio illustre cervello, il dottor Vuoto Cosmico:

  • Convoglio
    Si tratta di un treno tutto matto che può essere guidato solo da una soggetto in particolare, il signor Cesare Voglio. Se ci fosse qualunque altra persona dietro i comandi di marcia non partirebbe mai. Mentre con Voglio mette in moto.

  • Sentinella
    Ma perché devo sempre sentirla io? Per una volta potresti chiamarla anche te! 

  • Tattoo
    In effetti sono poco delicato. Non ho tattoo.

  • Suicidi
    Questa macabra parola mi fa pensare a un brano musicale che ti mette la depressione.
    Perché proprio ad una canzone? Perché quasi certamente è stata incisa sui CD.

  • Fucina
    Dove lavora il fabbro cinese.

  • Cucina
    Dove lavora il cuoco cinese.

  • Macina
    Macchina per la frantumazione del grano “Made in China”.

  • Forcina
    Hip hip! Hullà!

  • Camorra
    Un’organizzazione a delinquere.
    Cinese ovviamente.
    Hanno in mano il giro delle bische clandestine. In particolare gestiscono tutte le scommesse intorno alla (ca)morra cinese.

  • Flauto traverso
    Dannata Mulino Bianco! Per poco non mi strozzavo con quel Flauto che mi è andato di traverso.

  • Lozioni per capelli
    Tenute dall’illustre professor Parrucca Biagio.
    A seguire le lozioni per mantenere una piazza grande, di Giancarlo Magalli.

  • Aquisgrana
    Se ne sento pronunciare il nome, non riesco a pensare alla famosa città dell’America Latina, o al noto Trattato di Aquisgrana. Bensì mi viene in mente un grafico pubblicitario che sta insegnando allo stagista il mestiere. “Ok. Prova magari a stringere un po’ sul bordo e a lasciare la scritta più sfocata. Perfetto. Ah, qui sgrana un po’. Ok, così ci siamo!”

  • Dedicata
    “Sì, sono stata io. Te l’ho dedicata! Non sei contento?”
    “Ma è Poker Face…”
    “Appunto te l’ho Lady Gaga! Che avevi capito?”

  • Dimenticarlo
    Povero Carlo. È che non ci siamo accorti che non era salito in macchina.

  • Capezzale
    Lo sapete che ho la fissa. È normale quindi che veda un seno femminile se sento pronunciare questa parola.
    No?

 

Spero che nessuno mi chieda di spiegargli quella sui CD perché non l’ho capita bene neppure io.

Ve salùdi, dunque. Da,
Michele Di Granchio, detto Tiolyiyyiyiy!!!11!!!!

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40 comments

  1. Sulla parola suicidi… non ti dico che ho pensato a Marco Masini… sarebbe troppo semplice e poi non ho nulla contro Masini, basta che non mi facciano sentire determinate canzoni e nessuno si farà male. Però… conoscevo un tale (un uomo) che conosceva a memoria interi album di Laura Pausini e l’opera omnia dei Pooh. In questo caso, si parla di suicidi o di omicidi? vista la qualità dei gusti musicali, insomma.
    Ho immediatamente bisogno di mezz’ora di Bohemian Rapsody…

    1. “…e nessuno si farà male.” Ahahah.
      Comunque penso che nel caso di Paura Lausini (cit.) e dei Pù, direi che si tratta effettivamente di brani pubblicati dalla casa discografica OMI. Gli OMI CD sono in vendita in tutte le armerie e negli autogrill (vicini ai tratti di autostrada con il maggior numero di incidenti stradali).

      1. Ah perfetto, era giusto la risposta che volevo 😀 grazie
        Comunque sono armi pesanti eh, roba grossa, direi che certe canzoni dei Pù a palla senza interruzioni per un’ora potrebbero – quasi – eguagliare un mitragliatore Vulcan. Dovrebbero pretendere il porto d’armi, altro che passarle alla radio o farla sentire al primo che passa…

      2. Dopo che hai citato il mitragliatore Vulcan (non sapevo manco si chiamasse così, io lo chiamavo generalmente Machine Gun), penso di doverti chiedere un invito fuori a cena. Almeno.
        😉

      3. 😀 che gentile!

        Dopo anni di film tamarri e di guerra o tamarri/di guerra/con Randy Orton, alla fine si impara sempre qualcosa… Ok, a chi voglio darla a bere, Randy Orton non è buono a un piffero 😀

      4. Randy Orton fa tenerezza, da due pugni per terra facendo il figo, poi l’ultimo dei bischeri lo finisce con una sediata fra capo e collo. Poi dice, porello, è sempre infortunato ai muscoli del collo… vorrei vedere 🙂 ma lascia stare, Randy Orton mi fa fare tante risate, tira su il morale

      5. Hai ragione. Tu sei molto intelligente, e (tanto per citare Rat-Man) a me piacciono le ragazze intelligenti, solo che nessuna ragazza intelligente si metterebbe mai con me!
        😀
        Ma aspetta. Come Paola e Chiara?!
        😉

    1. In effetti è orrenda, ma la prima volta che l’ho sentita m’ha fatto ridere. Ledigaga – dedicata. Suonano simili, soprattutto se pronunciate male. Entrambe.

      1. Giovanile per lo stato italiano. La mia mente e il mio corpo viaggiano oltre. Sono un super anziano, ricordalo. Possiedo le capacità di qualunque altro anziano: lamentele infinite, problemi motori, dolori articolari, vista abbassata, pantofole.

    2. Io vorrei averla levigata a ledigaga… Non giudicatemi male, ma questo essere esercita un fascino malato sul sottoscritto.

      1. Anche se è sul genere secco, va benone. Comunque a me piace sentirla cantare, Caterina Perrotta!

      2. A me il suo canto non dice nulla, molto piú mi dice la sua “personalità”. È un altro genere la Cilmi, ma serve a sottolineare che anche nella disomogeneità c’è omogeneità!

      3. Senza discriminare nessuno, ci piacciono le belle ragazze, more o bionde, alte o basse, magre o atletiche. Il succo di ogni discorso che implichi 3 soggetti maschili.

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