Olanda – Parte 1

Aggiungo un’altra etichetta, lì sulla destra.
La vedete? C’è scritto “Diario dall’Olanda”.
Parto con questa nuova rubrica. Avevo in mente di aprire un altro blog dedicato alle mie esperienze in Olanda, ma poi mi sono detto: “Che palle”.

Si tratta di una specie di diario delle mie avventure ad Amsterdam, città dove tuttora risiedo, con fissa dimora e in cerca di un lavoro fisso.
Preambolo per chi mi legge solo ora e non sa una beata fava di me, o per chi mi legge normalmente ma non sa comunque una beata fava di me.

Sono un coglione, nato in Italia e trasferitosi nell’ottobre del 2014 ad Amsterdam. Il perché è presto detto: in Italia non funziona più un cazzo e visto che fare un po’ di esperienza all’estero conviene sempre, ho deciso di partire per andare ad abitare ad Amsterdam. Ho scelto i Paesi Bassi perché sono messi economicamente bene.
O almeno, così dicono sull’internet. Ah, questo internet qua!
Inoltre ho diversi contatti che mi hanno dato una grossissima mano con i primi passi, quindi…

Ed ora qui, parto col primo capitolo di questa specie di “Caro Diario” delle mie esperienze olandesi. Ma in versione risparmio.

“Modesto Diario,
Sono in Olanda.
Hai presente l’Olanda, no?
Oh, ma mi rispondi?
Diario? Perché non parli?
Ah, già, sei quello in versione economica, dimenticavo.
Comunque sia, ora mi sono trasferito in un altro Paese, partendo da zero.

E una carta di credito, ovvio.

Ma ciò non significa che sono qui ad Amsterdam a spendere tutti i soldi che ho da parte per alcol, droga e puttane. Lo sai anche tu che non sono un coglione. Oh meglio, sai che non sono così tanto coglione. Quindi sono costantemente dietro alla ricerca di lavoro per guadagnare il giusto per potermi permettere l’affitto e il mangiare:
Le puttane e l’alcol.
O beh, giusto, anche la droga.
Però prima devo trovare un lavoro. Anzi, un altro lavoro, visto che uno (se tutto va bene) potrei già averlo. In un ristorante. E qui arriva la parte divertente: ristorante carinissimo, molto intimo, pochi tavoli e cucina argentina / spagnola e la manager… La manager… Argentina. Fisico pauroso (hai capito esattamente a quale parte del corpo mi casca l’occhio tutto il tempo, Diario). Carattere dolce. Viso stupendo.
Insomma, una topa stratosferica. Sta di fatto che ero lì a consegnare curriculum e mi fermo davanti a questo posto. Noto lei, noto lui. Inizio a parlare con lui convinto fosse il proprietario, lui mi dice di parlare con il boss e indica la giovane ragazza. Io allibito chiedo un paio di volte se fosse vero e me ne esco splendido con un “Non pensavo che tutti i boss fossero così carini da queste parti”.

O almeno questo è quello che ho pensato di dire, poi in inglese non so cosa mi fosse uscito in quel momento.
Però ha sorriso. Buon segno.

Ottimo segno quando mi ha richiamato la sera stessa, chiedendomi se potessi presentarmi il giorno dopo per lavorare come lavapiatti. E con oggi siamo a 5 giorni! Però come dicevo, non basta questo per sopravvivere. Quindi devo cercare un altro lavoro, da fare magari la mattina, visto che questo m’impegna poche ore la sera e il lunedì pomeriggio, concedendomi tanto tempo libero durante il giorno. Quindi tempo che dovrò convertire in denaro.

Mioddio. Cosa sono diventato? Questo viaggio mi sta cambiando.
Una volta non avrei scritto un intero paragrafo senza una minchiata dentro. E ora guarda qua! Neanche un “cazzo” o un “tette”.
Tutta questa mia serietà mi preoccupa.

Comunque sia, Modesto Diario, oggi è il mio terzo giorno nel nuovo appartamento dove risiedo, condiviso con altri due ragazzi: un olandese e una iraniana, se non ricordo male, visto che quest’ultima non è ancora entrata. L’altro ieri ho conosciuto l’olandese, Martin. In realtà il suo nome è tipo Martt… Mhoartt… Mahatt… non ho capito bene come si pronuncia, però dice che tutti lo chiamano Martin perché è più facile da dire. Tipo simpatico e sembra in gamba. Ho trovato in frigo una Punk Ipa, quindi andremo d’accordo.
L’appartamento è pulito, praticamente nuovo, da poco ridipinto e con tutto l’arredamento appena comprato. L’unica cosa che ho appena scoperto è che il fornello ha le griglie sopra le piastre troppo larghe per la mia caffettiera, dunque devo comprare il riduttore da appoggiarci sopra. Come cazzo lo trovo quel pezzo? Esiste un nome specifico per quel coso?
Mi verrà in aiuto l’internet, come sempre. Poi guardo.

Dunque, che m’è successo questo mese?
Appena sono arrivato ero pronto a cercare subito un lavoro, deciso come un treno dirottato da dei terroristi e che quindi non ferma a nessuna stazione, ho iniziato con fare tre giorni consecutivi di party. Gli unici, però, che ho fatto finora, anche se devo dire che uno solo è bastato per tutto il mese di inattività: l’housewarming più epocale della storia.
L’housewarming è una festa tipica che si fa quando ci si trasferisce in una nuova casa, organizzando un party privato nell’appartamento. Quindi di solito si invitano un tot di conoscenti. E al massimo i loro amici. Pochi intimi, insomma.
Ecco, al secondo housewarming a cui ho partecipato saremo stati in 80. Sono uscito da quella casa alle 7 di mattina.
Quindi definirlo epocale è abbastanza corretto.

Ovviamente non ricordo tutto della serata, ma è un classico delle belle serate.

Durante il resto del mese, invece, ho lavoricchiato un po’ qua e un po’ là, ma soprattutto mi sono sbattuto non poco a cercare casa. Una fatica.
Avevo letto sull’internet che molti dicevano che era la parte più difficile. Ed effettivamente lo è stato, visto che trovare un buon posto, in rapporto qualità / prezzo non è facile da queste parti.
Ora però sono a posto, vivo al nord!
Tipico di noi polentoni vivere al nord. Però non ci sono montagne qui. E va beh, basta passeggiate in altura, ora solo grandi biciclettate nei parchi!

La bici, elemento vitale nella vita olandese. Spero lo sai bene, Modesto Diario, visto che qui quasi nessuno ha la patente. Me compreso.
Ma questa è un’altra storia di leggi italiane, che non desta più il mio interesse (la mia rabbia, più che altro).

E quindi? Tutto qui? Non ho nient’altro da dire?
Magari da dire no, ma da far vedere sì! Potrei partire a farti vedere le mie foto che ho fatto finora qui in Olanda. Eh, Modesto Diario, ti va?
E non risponde…
Va beh, chi tace ha consorte, quindi io parto:

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Questa è la prima foto. Fatta solo perché mi serviva ricordarmi il nome del posto, The Minds. Se non ricordo male c’è la birra che costa poco qua. Però ricordo bene la quantità e la qualità della gente che lo affollava!

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Primi giorni incontro dei sardi che offrono un pranzo a casa del mio amico. Questo è uno dei loro vini. Una bomba! Tutti prodotti fatti da loro. Ora non ricordo bene il posto esatto della Sardegna, ma come ben sai, Modesto Diario, il mio livello di conoscenza geografica è equiparabile al mio amore verso le zanzare: meno di zero.

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Ehm… Una passeggiata nel mercato di Waterlooplein. (Cazzo, l’ho scritto giusto Waterlooplein!)

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Si chiama Kubb. E’ un gioco di origine svedese, un misto tra gli scacchi e le bocce. Molto tranquillo e divertente. Scoperto grazie ad un amico. Da giocare all’aperto, perché richiede un prato e diverso spazio. Quello che vedete in questa foto è l’area di gioco…

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…mentre in quest’altra foto potete notare la tipica posizione da assumere (per davvero, è una regola) quando bisogna colpire il re, per chiudere dunque la partita. Un po’ come la palla numero 8 del biliardo, stessa meccanica di gioco. Solo che a biliardo non ti metti in piedi sul tavolo, con la stecca tra le gambe per cercare di mandare in buca l’ultima palla. A Kubb sì.

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Nuovi tipi di bestemmie, usate come marchi per prodotti: “dio mooi gezond!” e “dio josefien”.

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Qua è un problema quando gioca l’Ajax. Io, grazie a questo avviso, ho scoperto che l’Ajax è una squadra di calcio olandese e non un detersivo per i piatti.

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Il giardino sul retro della casa in cui ho vissuto il primo mese. Non chiedetemi che ci fa il carrello della spesa lì fuori.

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“Ciao, sono italiano. Si capisce?” (1)

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“Ciao, sono italiano. Si capisce?” (2)

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Se guardate bene, potete notare due figure sinistre nell’ombra. Non si tratta di conigli, ma bensì di alieni. Eh già. Difatti è pieno di alieni dove abito io, che saltellano in mezzo al prato durante la notte e si riproducono come conigli. Ma non sono conigli. Lo potete vedere da questa foto fatta male. Nelle foto sfocate e con i soggetti principali poco chiari, si sa, si tratta quasi sempre di alieni. Anche se stavo tentando di fotografare dei conigli.

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Nella mia nuova casa c’è uno strumento atto all’erotismo personale.

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Come potete vedere, questo aggeggio è puro erotismo. Oh sì… toast… oh yeah… oh my god, yeah… cheese… yeah…

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Ma veniamo alla droga, visto che l’Olanda è famosa per la sua alta tolleranza all’uso di certe sostanze. Tipo questa cazzo di torta che vendono all’Albert Heijn (nota catena di supermercati olandese). Da quando l’ho provata la prima volta non ho smesso di comprarla. Merda, sono sicuro che ci mettono la droga. Cioè, guardatela: crema di pudding, croccante sopra (non so esattamente che sia, ma è croccante) e dipendenza assicurata.

E con questa mini serie di foto inutili, ti saluto mio Modesto Diario e a risentirci la prossima volta che mi torna la voglia di scrivere, ok?

Niente.
Non una singola sillaba.
Ciao, né!
Braga Van Tiols

Amsterdam, 17/11/2014

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23 comments

  1. Mi fa davvero piacere che il processo d’integrazione proceda benone! Settimana prossima faccio un’escursione in terra nemica (per gli arancioni), ovvero il Belgio. Le probabilità di emigrare stanno aumentando, ma per ora mi limito a seguire le tue imprese.
    Hai imparato qualche parola nuova? 😀

    1. Sì! Ho imparato jaar (anno), Molenwijk (che è la stazione vicino alla casa dove stavo prima) e Alkmaarstraat (che è la via dove abito ora). A beh, anche dank vel (non so come si scrive).
      Se passi qui a fare un salto, portami quei dolcetti al cioccolato belga che mi fanno venire nelle mutande. Grazie!

      1. Be’ ma di dolcetti al cioccolato ce ne sono a milioni in Belgio! Piuttosto, prova gli stroopwafels!
        Dank je wel se dai del tu, dank u wel se dai del lei. E come risposta alsjeblieft/alstublieft 🙂

  2. Alieni senza ombra di dubbio!
    Speriamo che tu possa sistemarti bene e preparare l’arrivo nei Bassi Paesi per tutti noi bloggers che ti seguiamo e se ti seguiamo sul blogs perché non seguirti anche di persona?

      1. Il fatto è che parli sempre delle puttane e della droga come se fossero irraggiungibili ed allora irraggiungibili per irraggiungibili ce ne stiamo nella calda Italia…

      2. No, guarda, non vorrei aver frainteso. Qui il vizioso non soppravvive più di due mesi, senza poi finire a fare l’accattone. Qui è tutto raggiungibile, basta aver 18 anni (ma delle volte neanche…).
        Mi piace accentuare questi discorsi per un discorso di pensiero comune che circola nelle menti, del fatto che sono qui apposta per questi due fattori. Ma non è così!
        Pff… che sciocchezza…
        Pff…

      1. Oddio. Che mail? Quella di yahoo dici? La guardavo una volta al mese quando ero in Italia, ora se la riapro mi esplode in faccia il computer… lo farò, solo perchè me l’hai chiesto tu. 😉

  3. Meraviglioso! dalla pasta alla torta a me sconosciutissima – e che desidero assaggiare, sembra qualcosa di paradisiaco, credo dia dipendenza anche solo a vederla. Mi fai morì dal ridere 😀 scrivi ancora per il tuo modesto diario, mi raccomando…

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