Analisi (proctologica) del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 90.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 4 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Ho tolto di proposito il link all’ultima frase. L’unica modifica che ho fatto a riguardo. Ah beh, ovvio, anche nel titolo, ma penso si fosse capito. Che io abbia aggiunto “del 2014” all’originale proposto. Il resto, infatti, è tutto succo del sito a cui mi appoggio per questo blog.

Grazie ad Ingenuetà per avermi spronato ad aprire la mail di Yahoo. Sapete, ognuno ha la propria mail-trash, e io uso iàu. Direi che è perfetta come piattaforma per la merda. Una volta aperto il sito si è sollevato il solito polverone dovuto ai mesi di noncuranza. Trovo la mail che mi rimanda a questo link delle mie statistiche.
Non dico che non sia interessante.
Dico che è proprio un’inutile cagata. Soprattutto il discorso del Louvre. Perché il Louvre? E non gli Uffizi per esempio? Sempre robe francesi in ‘sto periodo mi capita di incontrare. Beh che probabilmente sono ancora più vicino ora, rispetto a dove stavo prima in Italia. Comunque sono già a quota 4 francesi incontrati nel giro di 2 giorni.
E che non mi sono stati sul cazzo, anzi! Erano davvero “presi bene“. Quindi non sono così intollerante nei loro confronti. Ho fatto un paio di rapidi calcoli (gli ho iniziati a fare nel 2001) e ho contato che salvo ben 10 francesi. Vuoi mettere?
Sì, esatto. Su tutti i francesi, perché?

Comunque, mi sono dilungato sui francesi. Io volevo solo mostrarvi quanto WordPress pensa sia stato interessante il mio anno. Ma soprattutto i Folletti.
Perché usano degli aspirapolvere per calcolare le statistiche?
Che tecnologia c’è dietro tutto questo?
I Folletti in realtà sono alieni bravi in matematica con la passione per la polvere?

Volevo concludere il post tornando a parlare di un problema sorto di recente qui in Olanda, o per meglio dire ad Amsterdam. Si tratta dell’eroina bianca venduta al posto della cocaina, che ha provocato già 3 decessi e altri casi in ospedale.
No, no, non c’è niente da ridere. Io sono stato fin troppo cinico in passato, ma ora ho capito che è un rischio da non riderci troppo sopra. Lo stesso governo la pensa così, difatti ha tappezzato la città di poster e cartelli al led che raccomandano di ignorare i trafficanti di strada. Ritorno su questo argomento grazie alla mia coinquilina che mi ha mostrato un video a riguardo, sponsorizzato appunto dall’amministrazione della città. Prima di commentarlo, date un occhio al video:

Quindi, avete capito come funziona: lo stato ha una tale politica di tolleranza che secondo me è eccezionale vedere che il provvedimento che hanno preso è stato quello di distribuire in negozi specializzati uno strumento che ti consente di controllare se quella che hai acquistato dal tizio coi 3 denti marroni sia coca o ero.

Amo sempre di più questo Paese. Nei prossimi giorni penso di stilare un altro resocontino sulle mie avventure qui, quindi concludo, augurandovi di nuovo un buon anno nuovo.
Al gusto di mirtillo.

Saluti e baci (alle ragazze) sempre dal solito
Tony Chiari, detto Deivid

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8 comments

  1. Nulla è casuale. Per il mio blog i cari aspirapolvere hanno usato come esempio i “cable car di san francisco”…sono proprio drogati.
    PS – capisco il tuo amore per la città che attualmente ti ospita. Ti immagini anche solo le scene di isteria dei benpensanti di qui se nei cartelloni stradali si leggessero le stesse frasi di allerta o se circolasse in TV quello spot?

    1. Io non voglio neanche pensarci… si mettono in croce e si fustigano se cerchi di spiegare qualcosa relativo al sesso (ma anche alla lontana, con api e fiori)… pensa te prevenire problemi con la droga ahah

      1. In Italia in effetti è un po’ difficile. Qui invece mi sa che hanno pensato: “Siamo consapevoli che c’è la droga. Non riusciamo a fermare questo mercato. Perlomeno cerchiamo di garantire ai consumatori una certa protezione, garantendogli che stanno consumando robba buona, mica merda. Distribuiamo un prodotto che può analizzare la volo la sostanza acquistata dal dealer!”
        “Sì, ottima idea Van Gruber!”
        “Facciamolo, aiutiamo il mercato della coca! Dai!”
        “Yuhuu! Evviva!”
        “Beviamo un paio di birre!”
        “Ma anche 18! Hahahaha!”

      2. Pensa te qua… facciamo un kit per capire se la droga è buona o meno.
        Qualche giorno dopo, e diverse decine di ricoveri, viene fuori lo scandalo che i kit sono inefficaci o prodotti con materiali inutili (un po’ come testare immergendo nel mascarpone quello che il cliente ha comprato. Non funziona!! Ma va?!).
        Sarebbe la fiera dello scarica barile. E tanto chi ci va di mezzo sono i ragazzi (i tossici duri e puri hanno già messo l’anima in pace per il rischio).

        Mi vien solo da ridere a pensarci. E poi finirebbe tutto a tarallucci e vino, come sempre. E in due settimane tutto dimenticato. Come sempre.

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