Diario dall’Olanda

Vivo ad Amsterdam. Qui raccolgo tutte le mie esperienze olandesi in una specie di Caro Diario, però in versione economica.
Quindi è il mio Modesto Diario.
Potete usarlo per addormentarvi o per far svenire qualcuno dalla noia. Sicuramente non ne trarrete informazioni utili per vivere in Olanda.

Olanda – Parte 5: Guida turistica per tutti, anche per autostoppisti

Una guida turistica per Amsterdam, per tutti coloro che si domandano sempre dove andare a mangiare una volta arrivati, quali posti visitare da subito, come muoversi, cosa vedere e dove andare a puttane.

Niente di tutto questo, nel testo che segue.

“Modesto Diario,
ne è passato di tempo! So che non ti racconto tanto spesso che faccio qui, ma è solo perché ho scoperto che anche i miei ti leggono. Finché si tratta di sconosciuti, che nel leggermi si domandano “Ma chi è ‘sto pirla?”, mi sta anche bene. Ma se anche i miei si chiedono “Ma chi è ‘sto pirla?”, mi trovo in difficoltà a spiegargli certe cose.

Comunque sia, dovrei riprendere il discorso da dove l’avevo lasciato l’altra volta. Cioè? A febbraio. Beh, dai, solo 3 mesi. In breve dal punto di vista lavorativo: non faccio più turni di notte all’hotel perché ho iniziato a lavorare tutte le sere al ristorante, più il solito lunedì pomeriggio che è chiuso, ma passo comunque a pulire. Più l’altro lavoro al bed&breakfast. Non è molto che ho preso questo ritmo, siccome da poco è iniziata la stagione turistica e si inizia a vedere sempre più gente in giro.

Ok, non ti frega un cazzo di questo, lo so. Cosa è successo di figo? Il King’s Day, il giorno del re! A detta del mio coinquilino olandese, è come se il Gay Pride e la Seconda Guerra Mondiale facessero sesso e partorissero quel giorno. Mi aspettavo bombe carta colorate, nuoto sincronizzato nei canali e una miriade di pazzi appesi agli alberi come macachi. Ti dico che m’aspettavo, perché ho lavorato tutto il giorno al ristorante. E purtroppo non ne sono passati tanti di matti, probabilmente filtrati all’ingresso da capo / cameriere.
A proposito di cameriere, sai che sono circondato da passere allucinanti? No, lo dicevo giusto per far invidia ad un paio di amici che mi leggono.

Torniamo al discorso turistico. Ora che si apre la bella stagione, qui inizia a diventare un bel casino. Che tipo di attrattive punta a vedere il tipico turista? Beh, dipende. Non ne esiste uno solo di “tipico”. Dimmi che turista sei, ti dirò cosa c’è da vedere:

  • Turista culturale
    Taglio corto: Museumplein è il giardino gigante dove una volta sostava la famosa scritta gigante “I Amsterdam”, ora dotata di teletrasporto siccome gira per la città (vedi foto dopo). Si chiama MUSEUMplein per un motivo: c’è il Van Gogh, il museo di storia europea (Rijksmuseum) e quello di arte contemporanea.
    Se si pensa di voler visitare la casa di Hannah Frank, dovresti sapere che ti conviene prenotare in anticipo su internet, almeno qualche giorno prima, così invece che fare 2 giorni di coda dovrai aspettare soltanto 8 ore (senza fonte).
  • Turista italiano / spagnolo
    Segue 6 semplici passaggi:
    1 – acquistare questa berretta:
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    2 – giro coffeeshop, partendo ovviamente dal Bulldog;
    3 – quartiere a luci rosse;
    4 – giro coffeeshop;
    5 – Febo o le classiche patatine fritte giganti;
    6 – nanna.
  • Turista New Jersey / Russia / Calabria
    Lui arriva di notte, già in tiro per la serata e va diretto a bere birra a Leidseplein. Dopodiché passa al disco pub, quello con il maggior numero di passere (vi consiglierei di andare a vedere i club a Rembrandtplein) e finisce la serata in due modi: o si porta qualche escort in albergo che troverà facilmente sulle pagine gialle, o va all’after-party, convinto dalle prosperose PR fuori dal pub. Per poi finire chissà dove, perché non sono mai andato ad un after-party. Penso presumibilmente che poi finiscano rinchiusi tutti in celle separate, pronti per essere torturati a morte da ricchi clienti con la voglia di sangue (cit.).
  • Turista culinario
    In olanda? Che cazz…
    Volevo dire, c’è un ottimo assortimento di prodotti tipici, ma perlopiù si tratta di crocchette.
    Ad essere seri, mio Modesto Diario, ti consiglio di provare l’aringa che vendono accompagnata con cipolla fresca a cubetti e pickles (giuro che non mi ricordo mai come si chiamano in italiano). Di solito le vendono nei camioncini o nei box, tipici da mercato rionale o da “svunciaro” fuori dai festival (altresì noto come “paninaro”o “lo schimico”).
    Se ti sei perso l’EXPO di Milano e per caso ora sei ad Amsterdam, c’è un’alternativa più economica e con meno coda: il Food Hallen. Rimando direttamente al sito, che di illustrarlo non ne ho voglia.
  • Turista asiatico / hipster
    Si fanno le foto sui canali.
  • Turista inglese
    Dovrebbero proibire l’alcol agli inglesi. Tutto qui.
    Loro tipicamente girano per tutti i bar e i pub per bere. Unico obiettivo, ubriacarsi.
    Ma se proprio vuoi farti un giro serio di alcol ho qualcosa da consigliarti di serio, mica i soliti pub che vendono Heineken (che mi ha anche un po’ rotto i coglioni ad essere sincero). È un po’ imboscato ma è fantastico per degustare degli ottimi amari. Se sei un amante del bitter e dei gineprini, QUESTO è il posto da dove cominciare a bere. Molte sono anche le birrerie artigianali che vendono degli ottimi prodotti. In questo caso non saprei che consigliare di preciso, anche perché ce ne sono davvero troppe. Basta girare e qualcosa lo si trova. Io di solito le birre le prendo al supermercato, che trovo ad ogni modo delle ottime belghe a prezzi commoventi. Evviva la vicinanza con il Paese dei monaci ubriaconi!
  • Turista che ne sa
    Lui visita i posti fuori da Amsterdam, girando per i paesini e attraversando una nazione che ha molto da mostrare, soprattutto da un punto di vista di natura. Io che arrivo dalla montagna, posso dire che c’è una quantità di verde perfetta, che mi fa stare bene. Come ben sai, Diario, io sono un amante del verde (thanks to daddy) e qui ce ne è abbastanza per tutti.
    Se vuoi restare in città allora ti consiglio i vari parchi, di cui uno di recente scoperta che mi ha molto affascinato (grazie Raffi per il giro): Sloterpark. Il consiglio è di munirvi di bicicletta, così da seguire il percorso intorno al lago. Posto stupendo per passare i pomeriggi, ampi spazi e poi c’è il lago. Che a te non dirà nulla, ma io vengo dalla montagna… che costeggia il lago, quindi è sempre nostalgia quella che parla. 😀
  • Turista che si è perso
    Basta che chiede in giro per indicazioni che di solito la gente è cortese qui. Un po’ freddi di tono, ma cortesi.
    Ah! Non gli anziani! Non parlate in inglese con gli anziani, che quelli sono uguali in tutto il mondo (old farts) e vi guarderanno male, prima di andarsene bofonchiando in olandese che sono stufi di tutti questi turisti che non parlano olandese e che ai loro tempi era meglio e così via.
  • Turiste ciccione in riga che occupano tutta la pista ciclabile e non sentono lo scampanellio ossessivo di quello in bici dietro di loro.
    Levatevi dai coglioni!

Altri tipi di turisti ora non mi vengono, ma sappi che c’è di tutto, da tutte le parti del mondo.

Difatti ti trovi un sacco di pazzi in giro, tipo quello lanciato con la sua bici portatile, quindi con le ruotine, contro un marciapiede alto una spanna più delle ruote stesse, vedersi quasi con la faccia contro il marciapiede, ma con un goffo movimento rimettersi in sesto per poi voltarsi verso di me, mostrandomi il volto “vissuto” alla Mickey Rourke ed emettendo un sogghigno (a 3 denti) il cui suono mi ha ricordato molto le ultime canzoni di Vasco.
In questi momenti, non so perché, ma non rido subito. Passa almeno un minuto prima che abbia assimilato tutta la scena. Dopodiché mi han fatto male i reni.

A proposito di cose strane, proprio ieri un’amica della mia coinquilina, che è olandese ma sta vivendo da un paio d’anni in Israele, mi ha chiesto se avessi la grolla dell’amicizia. Chiedendo delucidazioni, mi ha spiegato che un suo amico di Modena che (viva la fantasia) si chiama Davide le ha mostrato il procedimento.

Eeeh, l’Italia e le sue tradizioni! Penso di stare diventando molto più patriottico fuori dal Bel Paese che dentro. Anche perché qui che va “tutto bene” mi riesce facile portare certe cose tipiche di noi italiani, in primis il cibo. Difatti posso dire con orgoglio che cucinare i pizzocheri in casa mia è come rovesciarsi addosso un barattolo di miele dentro una tana di orsi. Devo ammettere che da proprio soddisfazione (e qui confermo di essere una nonna) vedere che, una volta tanto non debba dire “volete?” ma piuttosto mangino direttamente in piedi dalla pentola.
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Secondo una recente notizia ho scoperto che gli abitanti di Utrecht sono in realtà lemming travestiti da umani: la notizia.
Utrecht come lemmings

Veniamo alle foto che ho fatto perché non avevo niente di meglio a cui pensare:

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Titolo: “Tramonto dal porto dei traghetti dietro la stazione centrale punto com”

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Ming Ya Chinese? Di ridotte dimensioni…

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Mi sono trovato questo gavettoncino inesploso nel letto e i miei coinquilini giurano di non avercelo messo. Anche perché non ho visto in giro altri palloncini d’acqua. Come ci è arrivato?

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Titolo: “Tramonto dal porto dei… ah no, questo l’ho già usato prima, ora cosa faccio punto di domanda e non punto com”

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“Cosa?! Divano, parla più forte che non ti sento…”

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I piedi del tirannosauro. Li voglio. Rinforzati per il mio peso e della mia misura.

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Le nove vie degli shop che si trovano ad Amsterdam, famose per i negozi particolari e particolarmente costosi.

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Boh. Ho trovato questa foto del bancone umido di amari del posto dei ginepri che vi dicevo prima.

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Va beh

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La bici con il cambio Cardano. Storie peso.

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Qui la spiegazione, deducibile.

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“Allora, in pratica devi seguire la strada che va verso nord…”

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Questo è un panoramico di Sloterpark. Con il lago.

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Questo invece è il panoramico dalla stanza della mia collega.

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Verde e acqua ovunque.

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“Aspetta, faccio la foto di dove ho parcheggiato la bici, almeno domani mi ricordo”. Ci ho messo un quarto d’ora a trovarla. E non per merito mio.

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La vulva di metallo che ho vicino a casa.

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La famosa scritta Madretsmai ora si trova a Vondelpark, perché come vi ho detto si teletrasporta. E mai in ordine sparso le lettere. Sempre precise a formare la scritta Madretsmai.

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Non ho ancora chiesto delucidazioni a riguardo, comunque hanno sbagliato a scrivere. Ci va la effe.

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Ho provato a saltare sulle ninfee come nei videogame, ma affondo subito.

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Titolo: “Tram… ah no, non è un tramonto. Nuvole da qualche parte.”

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Questa non arriva dall’Olanda, ma è uno Snapchat che ho catturato da un amico. Che c’entra con il resto? Nulla, solo mi piace la foto.

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Cotolette di maiale alla milanese, scivolata della valtellina (grazie infinite Raffo) cipolle alla griglia e 4 foglioline dell’insalata che mi è uscita dai vasettini che regalavano al supermercato tempo fa, se facevi una spesa superiore a 20 euro. La svolta, perché ora ho il basilico fresco.

Un tizio sul traghetto che mi ricordava Deja Vù di Top Secret, se l’hai visto.

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Titolo: “Ehm…”

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Titolo: “Ehm… di prima, più ehm… di adesso”

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Titolo: “Un classicone”

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Quello shot è la cosa più orrenda che abbia mai assaggiato: un liquore al sapore di pickles (e ancora non ricordo in italiano).

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Manifestazione di voglia di fare.

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Nota i nomi dei Wi-Fi che trovi in giro alle volte.

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E niente. Questi som trans. Beh.

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Quei momenti quando apri la porta del bagno e vedi che si sta trasformando in un reliquiario.

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A in de scai.

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Ogni tanto anche io mi dedico al cibo classico di qui, tipo le rundvleeskroket.

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“Sono Batman!”

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C’è chi ancora usa la cera e il sigillo per chiudere le buste. Mi commuovo.

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Titolo: “Heron in heroin”

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Ecco, ora sì che assomiglia un po’ di più a Venezia, con il canale bello sporco.

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Quell’inquietante bambina fissa dentro casa dei signori da mesi. La vedo sempre, a tutte le ore del giorno. L’ostinata non ha capito che non la fanno entrare.

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Un ottimo antifurto.

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Titolo: “Senza titolo”

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Prendendo il traghetto ho tutto il tempo del mondo per fare nulla. Quindi via di foto.

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La voce di Umberto Eco riecheggia fin qua. Era da mesi che aspettavo di dirla questa.

E qui finisco di stressarti, che sarai anche Modesto come Diario ma ne sopporti di stronzate!

Ciao, da
Brotelli Frathers, detto Davidh

Amsterdam, 21/05/2015

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Olanda – Parte 4: Ambientamento lavorativo e puttanate varie

Vivo ad Amsterdam…
C’ho ‘sto Diario…
Eccetera, eccetera…
Dai, ormai lo sapete.

Cronache di un pirla.

“Modesto Diario,
come sempre lascio passare un bel po’ prima di aggiornarti sulle mie vicende in Olanda, giusto perché non è che succeda molto qui…

No, non è vero. In realtà sono io che non ho mai voglia di scrivere. Scusa eh, ma preferisco vedermi un film nel tempo libero piuttosto che buttare giù minchiate. Soprattutto se trovo il tempo libero. Già, perché da settimana prossima inizio il terzo lavoro.
Sì, hai capito. 3 lavori. Lavapiatti al ristorante, receptionist notturno in un hotel e, novità, uomo delle pulizie in un B&B. Senza troppi accavallamenti d’orario vado avanti tranquillo. Magari le notti all’hotel mi mettono addosso un po’ di jet-leg. Seppur non sappia di cosa sto parlando. Non ho mai viaggiato oltreoceano.

Cambiando argomento, il mio pacco postale contente i miei appunti e le mie nerdate mi è stato consegnato! Mi è arrivato dopo soli 2 mesi dalla spedizione!
Come? No, non l’hanno spedito dalla Corea del Nord. Dall’Italia. Perché?
Va beh, sta di fatto che quando ormai avevo perso le speranze di rivedere il mio prezioso, mi suona alla porta il postino, svegliandomi.
Sì, ha suonato due volte. Ovvio.
In pigiama, ciabatte, capelli senza gravità, occhiaie con troppa gravità e caccole negli occhi, mi trascino all’ingresso. Nell’aprire la porta la prima cosa che vedo è il pacco con su scritto il mio nome. Il mio volto s’illumina d’immenso. Quasi salto addosso al postino che mi guarda storto e va via in fretta e furia.
Impaurito.
Io salto di gioia e gli lancio frasi tipo “You’re my hero, man!”, “I love you!”, “Can I kiss you?”. Cose così. Ora non ricordo esattamente cosa gli ho urlato. Ero sovraeccitato.
La ragazza del mio coinquilino vedendomi saltellare con la scatola impacchettata tra le mani mi dice: “You’re so happy! What’s inside in the package? Drugs?”
“Oh, no” rispondo, “If it was drugs would be bigger”
(Oh oh oh. Comicità da bar.)

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Ecco il mio pacco! Vietati i doppi sensi. (La foto ha subito modifiche con Paint perché non ho ancora imparato ad usare Photoshop)

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E queste sono alcune delle nerdate che vi conteneva. Sullo sfondo si può notare un pezzo di Grana che non era nel pacco, ma è sempre un pezzo di Grana.

Qui ad Amsterdam ci sono vari supermercati o negozi che vendono di tutto e di più, a prezzi veramente bassi. Trovi anche il Grana, solo che costa un occhio. Ovviamente la qualità va di pari passo col costo del prodotto.

Ti faccio un elenco striminzito di posti tipo, in ordine di prezzo, dal più normale al più comico:
Albert Heijn, la catena di supermercati più “fighetta” e diffusa che c’è ad Amsterdam. Mi vien sempre da paragonarla alla nostra Esselunga. Va beh, poi troviamo anche la Coop e altre famose catene di supermercati, ma io m’affido sempre al caro e vecchio Albertone.
Perché ce l’ho dietro casa.
I mercatini di strada. Quelli tipici di Amsterdam, che te li trovi anche galleggianti nei canali, offrono spesso prodotti più disparati ad ottimi prezzi. Se non finisci in una trappola per turisti (proprio perché non sei un babbo, vero?) ti può capitare di trovare ottimi affari.
I cinesi. No beh, questi li ho riportati solo per utilizzarli come termine di paragone. Nel senso che da qui in avanti i negozi citati superano i cinesi in fatto di bassezza dei prezzi. E di qualità, però chissene. Ti fai due ghignate e via!
Big Bazar, ossia il negozio delle minchiate e dei prodotti arrivati dal 1990. Anche quelli commestibili, suppongo. Puoi trovare di tutto un po’: dai fazzolettini di carta alla pasta a forma di pene (un classico intramontabile); dalle pellicole di cellofan per alimenti alle lavagnette da cucina su cui scrivere “ass and titties”; dal detersivo liquido per mani (ottimo per sgrassare le tubature) alle action figure dei dinosauri, ma in versione Bratz, con la testa ingigantita. Insomma un bel abbinamento di puttanate e cose di casa a costi ridicoli.
– Ma il migliore rimane Action. Quando entro da Action mi sento come un bambino a Disneyland. C’è di tutto a costi irrisori. Mi soffermo ogni volta sui prodotti di consumo, cercando di capire come fanno a vendere le stesse cose dell’Albert Heijn (il primo della lista) a metà prezzo. Poi io incuriosito mi vado a comprare una confezione da dieci di mini Twix (90 centesimi), e scopri che i Twix sono Unix. Sono tarocchi, sono singoli. Va beh, ti fai una risata e ci passi sopra, vedendo quali altri prodotti divertenti offre questo negozio. Sto parlando nello specifico delle pistole per bambini che sparano proiettili in polistirolo, che mi sono andato giustamente a comprare per annoiare i coinquilini o per gridare vendetta quando mi svegliano nel cuore del pomeriggio. Non fanno male, sono solo un fastidio. Che è forse peggio.

By the way, volevo giusto dirti che sono passati a trovarmi altri amici dall’Italia, e ancora una volta mi hanno lasciato del cibo. Devo ringraziare il grande Joshuelli (non si chiama davvero così) per il suo generoso omaggio di taleggio e salamino che mmm… ed ovviamente un applauso va anche al produttore, il re del baffo (non si chiama davvero così). Devi sapere mio Modesto Diario, che lui i baffi li aveva prima che diventassero famosi. Si narra che Frank Zappa si sia ispirato a lui per farseli crescere.
Anche se aveva circa 10 anni quando il cantante è morto.
Ma chi può dire con certezza che non sia andata così?

Passiamo dunque alla solita carrellata di foto che ho fatto perché non avevo niente di meglio da pensare in quel momento:

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Per tutte le amanti delle borsette. E chi se lo immaginava un museo del genere.

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“Mi è caduta una Q” “Dove?” “Ui”

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Oltre lo stagno non c’è nulla, te lo assicuro. Se oltrepassi la cortina cadi nel vuoto.

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Architetti ubriachi con la passione per lo skateboard.

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Gli olandesi mi danno il benvenuto nel nuovo appartamento con dei presenti, che non ho presente che siano perché sono in olandese, una lingua non presente nel mio vocabolario (composto da un totale di 32 termini, dei quali “coleottero” e “freno a mano” compaiono due volte).

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Vomito fritto al sapore di carta moschicida. Buone le nuove (*senza fonte) crocchette che vendono da Burger King.

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Una bici di legno che sogna un giorno di diventare una bici vera. Se dice le bugie gli si allunga il cavalletto.

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Un’ombra bianca.

2015-01-23 13.19.59 - Copia

Sarà davvero la brina dell’ombra del bruco o cela misteri a noi sconosciuti? Gli alieni forse? Che abbiano sparato un raggio gelante proprio sull’ombra del bruco di proposito? Un messaggio di avvertimento, magari. Mmm… sì, vediamo… bruco… brina… zampogna… impronta dell’ombra… scia… Ho capito! Un messaggio d’avvertimento sulle scie chimiche! Che c’entrino le sette massoniche. Ah no. Sono le sette e 50. Si è fatto tardi…

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Uno entra a mezzanotte a fare il turno di notte con il cielo limpido ed esce alle 8 di mattina pregando di cadere il meno possibile in bici. Però non ha nevicato tanto. Sono abituato a ben peggio dove sono cresciuto io, in montagna su al nord Italia!    (“You see boys, Jew Scouts is a special group that borrows a little bit from all different Jewish denominations. From the Orthodox Jews, from the Hasidic Jews, from the Northern Italy Cave Jews […]” – South Park, 9e4s)

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Si vede di merda, ma ho tentato di fare la foto ai gabbiani “Gesù” che camminano sul ghiaccio, invece che galleggiare sull’acqua come fanno di solito.

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Nice, eh!

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Aah, la neve… ma… cosa si è formato sul tetto di quella macchina sotto casa mia? Sembra una scritta…

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Beh, se lo dice la macchina…

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Sìììììììcazzosììììììììì (chi sa cos’è mi può capire)! Grazie genitori! Grazie!

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Nice again, eh!

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Una luna piena stupenda, solo che con la fotocamera del cellulare è piuttosto difficile inquadrarne la bellezza. Soprattutto con la mia mano davanti.

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Quack.

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Thuisbezorgd (si legge taisbezorgdkvzxghlpk) è un’applicazione che ti consente di vedere quali posti che fanno consegne a domicilio sono ancora aperti e puoi ovviamente scegliere il menù da farti consegnare. Alcuni sono aperti anche tutta notte nei weekend. Come questo nella foto. Ho catturato l’immagine apposta per via delle tempistiche: ordinazione di hamburger e patatine avvenuta all’1 e 49, consegna prevista alle 3 e 20. Fortuna che non avevo così fame.

E niente. Dai, ti saluto Modesto Diario che ci ho da andare.
Saluti e baci da
Loona Tico, detto Little Boy

Amsterdam, 19/02/15

Olanda – Parte 3: Aggiornamenti

Tema:

Vivere ad Amsterdam.
Prova a scrivere il Caro Diario delle tue esperienze in Olanda. Se riesci, cerca di economizzare.

Svolgimento:

“Modesto Diario,
è da molto che non ti aggiorno, giusto? Riguardo la mia situazione qui ad Amsterdam.
Dunque, cosa potrei dirti? Che sono poco più di tre mesi che ormai mi sono trasferito, ma ancora l’olandese non l’ho imparato. Ma ci credi? Pazzesco!
Comunque tutto bene, il lavoro lo si trova, difatti proprio ora sto lavorando alla reception di un hotel. Turno notturno. Che significa aprire la porta quando mi suonano il campanello e una maratona di film, dalla mezza alle 8 di mattina.
Per il momento sono all’hotel perché il ristorante dove lavoro di solito è chiuso tutto gennaio. Con il discorso casa sono a posto per il momento. Mi trovo a mio agio nell’appartamento e i due coinquilini sono bravi ragazzi.
No, uno è olandese e l’altra è israeliana. Perché mi chiedi se sono Ray Liotta e Robert De Niro?

Ad ogni modo, siccome non mi viene in mente nulla di ulteriormente interessante da dire, a parte che le poste qui mi hanno perso un pacco abbastanza importante dall’Italia e non posso fare una beata fava di nulla (e io che mi lamentavo delle nostre di poste), per facilitarmi alla scrittura delle mie ultime vicende faccio prima a basarmi sulle foto che ho fatto finora, escludendo quelle artistiche fatte alle scagazzate di gabbiano.
Parto quindi con la classica serie di diapositive commentate, proprio come fanno le zie al ritorno dalle vacanze da Milano Marittima, con i parenti seduti a fianco costretti a guardarle.
Tutte. Dalla prima alla 478esima.
Nessuna esclusa. Neanche le doppie che sono rimaste dentro per sbaglio.

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Fagiolata messicana! Come sempre le dosi sono calcolate per due persone come me. Che quindi sono un totale di 18 persone normali.

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Ah, giusto… Questo è l’aspetto della sopracitata fagiolata, ma in un piatto. In parte già mangiato. Eeh, la fame…

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Questo è un topo morto sulla ciclabile. Mi sono fermato apposta a fargli la foto perché avevo in mente qualcosa di “divertente” da dire, tipo che qui ad Amsterdam non vanno matti per il fumetto di Topolino, però è passato tanto tempo da quando l’ho scattata e ora non ricordo più qual’era la stronzata esatta che volevo dire. Va beh.

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Una classica foto di Amsterdam: una barca in un canale. Perché ho scattato questa foto? Boh, probabilmente la noia. Perché l’ho caricata sul blog? Sicuramente la noia.

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Un piatto preparato nel ristorante dove lavoro. Ho fatto la foto solo perché ci sono i fiori dentro il piatto, ma manca la terra.

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Ogni tanto stacco dalla solita routine del piatto di pasta, tipico italiano (che comunque non manco di prepararmi almeno 6 volte a settimana). Cosce di pollo fritte e latta di Heineken. Ogni tanto ci sta. Fare schifo, intendo.

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Ero convinto che qui fossero perlopiù protestanti e cattolici, ma vedo un sacco di Dr. Pepper in giro per la città. Si sa che la Dr. Pepper è la classica bibita bevuta dagli agnostici. (Per chi non capisse, sto citando un episodio di South Park: “In this house you will drink only agnostic beverages: Dr. Pepper, and Diet Dr. Pepper. Because what flavor is it? It is neither root beer nor cola. Nobody is sure what flavor it is, and nobody can be sure.”)

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Anche a casa mia sul balcone ne è apparsa una! Ho un agnostico in casa! Chi potrebbe essere? Di certo non io… o forse no. Non posso esserne certo. Quindi sono agnostico. O no? Non saprei…

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Beh, dai. Dopo la classica foto fatta alla barca sul canale, ecco a voi la classica foto di un canale. Ah, c’è anche una barca.

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No. Anche io pensavo fosse un bar che facesse solo Bloody Mary, invece vendono una specie di bottiglia d’acqua con sali minerali e altre cose che prevengono il tuo stato di hangover. Non sono ancora entrato nel locale e quindi non so darvi ulteriori informazioni. C’è il sito, cercate se siete curiosi. Io evito, perché affronto l’hangover da vero uomo: lamentandomi tutto il giorno dell’hangover.

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Spettacoli teatrali. Non ho bisogno di aggiungere altro.

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Il mio coinquilino ha litigato con il suo materasso. Ora lui, il materasso, ha lasciato Amsterdam in preda ad un attacco di panico. Non abbiamo più sue notizie da allora. Chiunque avesse visto un materasso singolo, completamente da solo e senza soldi è pregato di rivolgersi alle autorità. Grazie.

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Sì, so che ormai è passato Natale, ma non aggiornando il Diario da un po’ ho ancora un po’ di vecchie foto di repertorio. Comunque figo, eh! Che abbiamo anche noi l’albero!

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E lui è l’omino con il boa rosso che protegge il nostro albero. Si chiama… mmm… non gli abbiamo dato un nome. Ok, si chiama Rutto.

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Dicevo dei piatti di pasta… (carbonara tutta la vita!)

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Fuori da casa mia. Mi sembrava una bella foto, ma a rivederla adesso non ne sono più così sicuro.

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Sempre al ristorante dove lavoro. Questa porzione sarebbe almeno per due persone. Che hanno parecchia fame. E invece è per me. Fortuna che avevo detto al cuoco che non avevo tanta fame, ma lui si comporta come una nonna e mi rifila un sacco di cibo. EVVAI!

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Piccolo giochino: vivo con altre due persone, quindi dividiamo equamente lo spazio nel frigo. Indovinate quale dei tre è il mio scaffale?

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Esatto! Quello con un sacco di birre, ovviamente. Ma non ho solo birre, eh. Dietro c’è un mondo di salumi, formaggi, spezie e salse. Guardate più da vicino…

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Vedete? Aspettate che zoomo e vi faccio vedere meglio…

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…un po’ di più… magari a zoomare ancora un pochettino…

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…quasi…

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…ecco fatto! Vedete bene ora?

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L’orologio di casa ha un simpatico e vivace aspetto. Ovviamente non sono stato io a fare ciò, altrimenti adesso stava piangendo e chiedendo di essere trasferito di casa.

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Delle volte trovi cose fondamentali nei supermercati.

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Sta per finire il Light Festival. Questo è un esempio di come è la città in questo periodo: luminosamente leddosa. Ok, inizio a straparlare. Si sta facendo tardi.

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Cotoletta alla milanese: un classico che non potevo mancare. Nè, testina! “E sei in pole position!”

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Questo l’ho fatto io. Si capisce il mio tocco perché è difficile capirci qualcosa. In sostanza ho tentato di trasformare l’albero di Natale in una sorta di cavaliere medievale che porta lo sponsor Leffe sullo scudo. In pratica non è piaciuto ai coinquilini e quindi è durata ben 5 minuti questa minchiata. Ma ne vado comunque fiero.

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Anche Rutto ha avuto il suo upgrade con il berretto, visto che sta arrivando il freddo.

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Un piccolo pezzo di orgoglio: un banco di lavoro di un mio amico a cui ho dato una mano nel montarlo. Ma senza passare dall’Ikea o usando un libretto di istruzioni, bensì utilizzando i classici strumenti da lavoro: degli assi di legno riciclate, un martello e una cesta di bestemmie per quando manchi il chiodo.

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Un giro nell’orto botanico di Amsterdam e ti trovi anche piante che sono estinte in natura. E niente. Sì, so che non vi frega un cazzo di botanica e di piante, ma io ho il pollice verde e quindi vi sorbite anche le foto delle piante.

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All’interno dell’orto si trova una gigantesca serra divisa in tre parti, ognuna ricreante un habitat diverso. Inutile dire che l’ambiente più affascinante fosse quello dei paesi equatoriali, con una folta vegetazione che spesso ostacola il passaggio. Ovviamente la botta che senti passando dal secco deserto africano all’umida giungla equatoriale rischia di scombussolare un pochetto.

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Ho sempre desiderato avere delle piante carnivore a protezione di casa mia, magari con un cartello appeso fuori con su “Attenti alle piante”.

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Questi erano talmente intenti nel loro lavoro che non si sono mossi di un millimetro. Giuro. Delle statue.

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Un fuoco d’artificio a capodanno. Probabilmente ero già ubriaco. E stavo lavorando.

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Non so perché la metà delle foto che ho fatto sono rivolte alle padelle di casa mia. Di solito non sono uno di quelli che fa la foto al piatto per poi postarla su Instagram. Io Instagram non ce l’ho. Ah, comunque è una cremina di formaggi. E affanculo alla modestia, questa mi è venuta davvero squisita.

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Porri e salsiccia. No, giuro che ora la smetto con ‘ste foto del cazzo. Anche perché mi sta venendo una fame pazzesca.

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Un altro piatto che… ah, no. Questa è un’altra “cosa” che fa luce. Tranquilli, non si muove e non cerca di afferrarvi se gli passate vicino.

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Pensavo di aver finito col cibo, invece ecco qua un altro esperimento: bruschette noci, pere e zola. E anche qui affanculo alla modestia siccome mi sono venute bene! Ma anche affanculo al forno che funziona di merda.

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Non so cosa sia. Ero ubriaco e ho fatto la foto a questa bottiglia per ricordarmi cosa avessi bevuto durante una festa a casa di una mia amica. Siccome è successa pochi giorni fa sto scoprendo alcune foto e alcuni video solo ora…

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Non ho ancora capito da chi o da cosa, ma i leoni in piazza Dam sono visibilmente terrorizzati. A queste statue non verrebbe da pensare “Perché non parli?”, perché penso che direbbero solo “AAAAAAAAAAAAAAH”.

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Thuisbezorgd è l’applicazione per smartphone che ti consente di vedere i ristoranti aperti in zona che fanno consegne a domicilio. A qualunque ora. Capite anche voi che una cosa così può diventare deleteria per il mio fisico.

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Oggi ero al mercatino delle pulci, “uno dei più grandi in Europa” (fonte: L’Albero Azzurro): l’IJ-HALLEN! Si pronuncia ai-allen, come il gruppo rock. Trovi un sacco di stronzate, ovvio, ma anche altrettante cose interessanti. Tipo il PRIMO GAME-BOYCAZZONONCICREDO! E mi sono dimenticato di fargli la foto. Però ho fatto la foto a questa super8. Non ne capisco una sega di ‘ste cose ma mi sembrava figa. Lascio i commenti ai posteri.

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Sempre nel mercatino.

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Tra la varia oggettistica del mercatino delle pulci si possono trovare anche reperti risalenti alla guerra. Qui ad esempio è presentato il classico set del soldato, composto da elmetto, scarpe in pelle e una mina (che non si sa mai).

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Concludo parlando delle zoccole, perché questa città è famosa appunto per il noto quartiere a luci rosse. Beh, cosa potrei dire a riguardo? Che ci sono le zoccole qui. Anche in chiesa.

Ti è piaciuto il giro di foto, Modesto Diario?
Come no? Dici che non aiuta a conoscere la città perché faccio foto a cose inutili.
Ma tanto le persone che vengono qua a visitare questa città hanno bene chiaro in mente cosa vedere e cosa fare, quindi direi che io sono di troppo.
E siccome sono di troppo, stroppio.
E storpio.
E stop, che mi sta andando in confusione il cervello a quest’ora della mattina.

Saluti Car…Modesto Diario, alla prossima carrellata fotografica o alla prossima notizia importante che non riesco a tenermi dentro ma che devo raccontartela immediatamente.
Cose importanti, quindi. Come il tizio che guarda per mezzora un airone mentre è in fungo.

Saluti e baci, da
Milano Marittima, detto Yawn Solo

Amsterdam, 12/01/2015

Voto del tema: 2…

…su 100.

Olanda – Parte 2: 10 piccole differenze

Sono un ragazzo italiano che ora vive ad Amsterdam.

Tengo un diario delle mie puttanate e questa è la parte seconda, ma penso che questo lo abbiate già intuito dal titolo.
In genere adoro scrivere puttanate, ma penso che questo lo abbiate già intuito dal prologo.
Ok, chiudo il prologo e parto con il mio Caro Diario, in versione economica.

“Modesto Diario,
Come la va?
Ah, già. Tanto non rispondi. Stupida versione economica del Caro Diario.
C’ho l’ispirazione e ti scrivo sempre dall’Olanda, dell’Olanda. In particolare delle differenze che inizio a vedere tra il vivere qua e il vivere in Italia (a casa dai genitori).

Parto a parlare delle differenze, parlando di differenziata. Qui non ce l’hanno (1).
Waah! Punto negativo per l’Olanda!

Ok, finiti i difetti. Continuiamo con le differenze.

Qui c’è un numero considerevole di patate (2). Avete presente, no? La pubblicità di Rocco Siffredi delle chips?
Ecco, più o meno siam lì.
La mia teoria è che loro, oltre all’ovvio fatto che sono in giro sempre in bici e quindi fisicamente sono BOOM!, prendano le loro figlie più brutte e, come gli spartani dalla rupe, le lancino in un canale fin da quando sono in fasce.
Cioè, può essere, no?
Anche se finora non ho ancora visto nessun lancio del neonato da ponti o culle galleggiare in canali, quindi magari sbaglio. Comunque da noi non dico che non ci sia la gnocca, eh! Non fraintendiamo. Solo che io, arrivando dai paesi nordici dell’Italia sperduto in mezzo ai monti, ho la classica versione della ragazza figa che se la tira abbastanza.
Abbastanza da provocarti sfoghi sulle braccia, perdita di saliva, convulsioni, monologhi occulti in lingue antiche pronunciati con voce roca e profonda.

La bicicletta (3). Che strumento meraviglioso. Io da casa mia al lavoro ci metto 20 – 25 minuti con la bici. Sono 6,7 chilometri, con breve tratta in traghetto.
Che è gratuito (4).
Son lì che sto tornando a casa in bici, l’altra sera, e davanti a me salta fuori uno sbirro in moto. Arrivo a sorpassarlo quand’ecco che svolta a sinistra e quasi mi prende. Grazie alla mia buona rapidità di riflessi (eh eh!) l’ho evitato con una pedalata rapida, ma mi sono subito voltato a chiedere scusa, preoccupato che mi fermasse. Nel voltarmi lo vedo che solleva la mano per scusarsi e si allontana per la sua strada. Qui gli sbirri non abusano del loro potere (5).
Fosse successa una cosa così da noi, tipo che col motorino sfioravo una macchina degli sbirri e nel mentre chiedevo scusa (pur magari avendo ragione), mi avrebbero bloccato, preso i documenti, chiamato rinforzi, alcol test, droga test, condotto in ospedale per accertamenti con tanto di carovana di 8 pattuglie (i rinforzi, che non si sa mai), processato per salcazzocomesefossantani, ma in secondo grado, quindi ok. Che non so nemmeno che cazzo vuol dire in secondo grado.

Le ciclabili sono meglio messe delle strade. Sono ovunque e ben curate. Ottimamente studiate per favorire gli spostamenti, tagliando tracciati altrimenti impossibili da girare con la macchina, in mezzo al traffico di Amsterdam. L’unica è che sulle ciclabili ogni tanto ti vedi ‘sti cosi lanciati, ‘ste macchinette che… Aspetta che ti mostro una foto:
Il coso che scende dal traghetto
Questi cinquantini biposto grandi come una confezione da due di sottilette, spopolano alla grande, seppur a me facciano cagare (6). Però prima m’è successo, sempre tornando a casa, di beccarne uno spedito, prendere una curva su un dosso in discesa. A parte che l’ha tenuta, sennò mi prendeva e non ero qua a scrivere le mie belle stronzate, ma mi ha fatto molto ridere la scena alla GTA, ma sulla ciclabile con un macchina giocattolo.
Da noi, se volessi trovare un paragone, mi vengono in mente quelli in zona di Sondrio fissati con gli Ape (anche se, a confessarmi Modesto Diario, anche a me piace l’Apecar).

Qui, ogni primo del mese fanno un check degli allarmi installati in tutta la città (7).
Gli allarmi?! Che cazzo di allarmi?
Quando oggi li ho sentiti mi sono precipitato verso la prima femmina più vicina, convinto stesse per partire l’apocalisse/guerra nucleare/attacco alieno/fine dei giochi/collasso di Matrix. La mia coinquilina m’ha subito fermato, prima che potessi proferire parola o calarmi i pantaloni, avvisandomi che fanno il check ogni primo del mese.
Che bravi! Previdenti. Poi il discorso è proseguito con la coinquilina sul fatto che le fa strano vivere in un paese non in guerra, provenendo lei da Israele.
E non dall’Iran, come mi ero confuso più volte in precedenza, ma sai com’è pessima la mia geografia, Modesto Diario. E non ridere! Cazzo, non rispondi quanto ti si saluta e mi deridi per i miei errori geografici? È che non mi restano in testa i nomi. È difficile per me, che vuoi?
Comunque per lei era normale sentire le trombe dell’inferno, mentre io m’ero un po’ cacato sotto. Io sono abituato al massimo alle campane della chiesa, mica agli uuuuUUUUUUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaa da bombardamenti in corso.

Ah, dimenticavo da aggiungere ai difetti di questo Paese che hanno la droga. Quella brutta intendo. Ci sono cartelli ovunque (segnali intendo, mica cartelli della droga) in tutta Amsterdam che avvisano di non acquistare droga dai dealer di strada perché spacciano per cocaina quella che invece è eroina bianca. Ci sono stati già dei casi di ragazzi finiti in ospedale e 3 decessi per il non corretto metodo di assunzione della sostanza. E quindi per tutta la città vedi manifesti appesi, ma il top del top è stato quando ho preso il traghetto ed ho visto il cartello luminoso sul molo che lampeggiava frasi tipo “NON COMPRATE LA DROGA DAGLI SPACCIATORI DI STRADA” o “NON VENDONO COCAINA MA EROINA, GIA’ TRE RAGAZZI SONO MORTI”. E io giù a ridere.
Lo so. Sono un cinico pezzo di merda, ma che ci posso fare. È stato involontario. In realtà la coscienza mi dice che è sbagliato ridere delle disgrazie altrui, soprattutto se ci scappa il morto, ma che ci posso fare se dall’altra parte la ragione mi porta a pensare: “Ma sei scemo?”.
Come perché? Ma il perché lo chiedo io a quelli che vanno a comprare la droga dagli spacciatori per strada, che basta guardarli in faccia per capire che a molti di loro non affideresti neanche la tua bic senza inchiostro. E poi, aggiungo io, sei ad Amsterdam. Basta questo per spiegarti che puoi ottenere tutta la droga che ti serve, senza passare dai rivenditori con 3 denti marroni che se ti sorridono ti ritorna su quella mitica carbonara del ’98. Qui è facile trovare tutto.
Comunque non so se avete notato, ma non ho aggiunto alcun indicatore numerico da parte alla differenza che in questo Paese ci sia la droga, perché non vedo alcuna differenza col resto del mondo, quindi nem innanz (“andiamo avanti”, in dialetto olandese).

Qui le tasse statali sono al 33% e la burocrazia è limitatissima (8). Un po’ come in Italia.
Io per esempio prima avevo una stanza dedicata solo ai documenti. Era la stanza più grande della casa, circa 235 metri quadri di superficie calpestabile. O per meglio dire netti, visto che di calpestabile c’era solo un piccolo spazietto all’ingresso. Tutto il resto è occupato da documenti di lavoro e di patente, multe, denunce di carabinieri, documenti dell’avvocato, tasse, avvisi dalle poste, cose di sanità, documenti del motorino, tasse, un altro avviso delle poste, tasse e 730. Usiamo parecchia carta in Italia, se ci pensate.
La stessa quantità di carta che uso io qui per pulirmici il…

Qui c’è l’opportunità di fare parecchia esperienza e magari, pensando di stabilirvisi, avviare anche un’attività in proprio è molto facile. C’è un’ottima economia qui (9).

Ma soprattutto ci sono le tette (2).

No, volevo dire, come decima ed ultima differenza in confronto all’Italia è che qui sto bene (10).

Qui sto fottutamente bene.

Va beh, vado di altra carrellata di ultime foto fatte in ‘sti giorni:

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Vista dal traghetto sulla centrale dei treni di Amsterdam. Nulla di che, solo una foto che m’andava di fare.

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Vista dall’ultimo piano di una casa in centro. Terrazza paura. E nulla, un’altra foto che m’andava di fare.

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Mancano i petali di rosa, ma l’ho comunque intitolata “American Bear-ty”. Come che c’entra con l’Olanda? La coperta pelosa e rossa è olandese, no!

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“Ciao, sono italiano. Si capisce?” (3)

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Boom, sempre la centrale vista da dietro, mentre sono sul traghetto. Questa merita, dai. No?

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Un panoramico con amici che mi sono venuti a trovare ma si vede poco un cazzo. Va beh.

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“La gente di Amsterdam aiuta la gente di Amsterdam”. Anche se non so ancora parlare in olandese?

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Il mio coinquilino è nerd quanto me. E’ un problema, visto che poi passo il sabato sera a giocare con lui a EXPENDABROS! AHAHAHAHAH…oh cazzo. Expendabros… fantastico nome.

Ti saluto Car…Modesto Diario, che ora qui ho da fare, specialmente domani che ho un altro colloquio di lavoro. Vai così!
Certo, devo solo capire dove sia il posto e che lavoro dovrei fare, poi sono ancora più contento.

Va beh, ti saluto. Da
Braga (che sembra riuscire facile da pronunciare agli olandesi. Il prossimo passo è farmi chiamare Giancarlo Magalli).

Amsterdam, 01/12/2014

Olanda – Parte 1

Aggiungo un’altra etichetta, lì sulla destra.
La vedete? C’è scritto “Diario dall’Olanda”.
Parto con questa nuova rubrica. Avevo in mente di aprire un altro blog dedicato alle mie esperienze in Olanda, ma poi mi sono detto: “Che palle”.

Si tratta di una specie di diario delle mie avventure ad Amsterdam, città dove tuttora risiedo, con fissa dimora e in cerca di un lavoro fisso.
Preambolo per chi mi legge solo ora e non sa una beata fava di me, o per chi mi legge normalmente ma non sa comunque una beata fava di me.

Sono un coglione, nato in Italia e trasferitosi nell’ottobre del 2014 ad Amsterdam. Il perché è presto detto: in Italia non funziona più un cazzo e visto che fare un po’ di esperienza all’estero conviene sempre, ho deciso di partire per andare ad abitare ad Amsterdam. Ho scelto i Paesi Bassi perché sono messi economicamente bene.
O almeno, così dicono sull’internet. Ah, questo internet qua!
Inoltre ho diversi contatti che mi hanno dato una grossissima mano con i primi passi, quindi…

Ed ora qui, parto col primo capitolo di questa specie di “Caro Diario” delle mie esperienze olandesi. Ma in versione risparmio.

“Modesto Diario,
Sono in Olanda.
Hai presente l’Olanda, no?
Oh, ma mi rispondi?
Diario? Perché non parli?
Ah, già, sei quello in versione economica, dimenticavo.
Comunque sia, ora mi sono trasferito in un altro Paese, partendo da zero.

E una carta di credito, ovvio.

Ma ciò non significa che sono qui ad Amsterdam a spendere tutti i soldi che ho da parte per alcol, droga e puttane. Lo sai anche tu che non sono un coglione. Oh meglio, sai che non sono così tanto coglione. Quindi sono costantemente dietro alla ricerca di lavoro per guadagnare il giusto per potermi permettere l’affitto e il mangiare:
Le puttane e l’alcol.
O beh, giusto, anche la droga.
Però prima devo trovare un lavoro. Anzi, un altro lavoro, visto che uno (se tutto va bene) potrei già averlo. In un ristorante. E qui arriva la parte divertente: ristorante carinissimo, molto intimo, pochi tavoli e cucina argentina / spagnola e la manager… La manager… Argentina. Fisico pauroso (hai capito esattamente a quale parte del corpo mi casca l’occhio tutto il tempo, Diario). Carattere dolce. Viso stupendo.
Insomma, una topa stratosferica. Sta di fatto che ero lì a consegnare curriculum e mi fermo davanti a questo posto. Noto lei, noto lui. Inizio a parlare con lui convinto fosse il proprietario, lui mi dice di parlare con il boss e indica la giovane ragazza. Io allibito chiedo un paio di volte se fosse vero e me ne esco splendido con un “Non pensavo che tutti i boss fossero così carini da queste parti”.

O almeno questo è quello che ho pensato di dire, poi in inglese non so cosa mi fosse uscito in quel momento.
Però ha sorriso. Buon segno.

Ottimo segno quando mi ha richiamato la sera stessa, chiedendomi se potessi presentarmi il giorno dopo per lavorare come lavapiatti. E con oggi siamo a 5 giorni! Però come dicevo, non basta questo per sopravvivere. Quindi devo cercare un altro lavoro, da fare magari la mattina, visto che questo m’impegna poche ore la sera e il lunedì pomeriggio, concedendomi tanto tempo libero durante il giorno. Quindi tempo che dovrò convertire in denaro.

Mioddio. Cosa sono diventato? Questo viaggio mi sta cambiando.
Una volta non avrei scritto un intero paragrafo senza una minchiata dentro. E ora guarda qua! Neanche un “cazzo” o un “tette”.
Tutta questa mia serietà mi preoccupa.

Comunque sia, Modesto Diario, oggi è il mio terzo giorno nel nuovo appartamento dove risiedo, condiviso con altri due ragazzi: un olandese e una iraniana, se non ricordo male, visto che quest’ultima non è ancora entrata. L’altro ieri ho conosciuto l’olandese, Martin. In realtà il suo nome è tipo Martt… Mhoartt… Mahatt… non ho capito bene come si pronuncia, però dice che tutti lo chiamano Martin perché è più facile da dire. Tipo simpatico e sembra in gamba. Ho trovato in frigo una Punk Ipa, quindi andremo d’accordo.
L’appartamento è pulito, praticamente nuovo, da poco ridipinto e con tutto l’arredamento appena comprato. L’unica cosa che ho appena scoperto è che il fornello ha le griglie sopra le piastre troppo larghe per la mia caffettiera, dunque devo comprare il riduttore da appoggiarci sopra. Come cazzo lo trovo quel pezzo? Esiste un nome specifico per quel coso?
Mi verrà in aiuto l’internet, come sempre. Poi guardo.

Dunque, che m’è successo questo mese?
Appena sono arrivato ero pronto a cercare subito un lavoro, deciso come un treno dirottato da dei terroristi e che quindi non ferma a nessuna stazione, ho iniziato con fare tre giorni consecutivi di party. Gli unici, però, che ho fatto finora, anche se devo dire che uno solo è bastato per tutto il mese di inattività: l’housewarming più epocale della storia.
L’housewarming è una festa tipica che si fa quando ci si trasferisce in una nuova casa, organizzando un party privato nell’appartamento. Quindi di solito si invitano un tot di conoscenti. E al massimo i loro amici. Pochi intimi, insomma.
Ecco, al secondo housewarming a cui ho partecipato saremo stati in 80. Sono uscito da quella casa alle 7 di mattina.
Quindi definirlo epocale è abbastanza corretto.

Ovviamente non ricordo tutto della serata, ma è un classico delle belle serate.

Durante il resto del mese, invece, ho lavoricchiato un po’ qua e un po’ là, ma soprattutto mi sono sbattuto non poco a cercare casa. Una fatica.
Avevo letto sull’internet che molti dicevano che era la parte più difficile. Ed effettivamente lo è stato, visto che trovare un buon posto, in rapporto qualità / prezzo non è facile da queste parti.
Ora però sono a posto, vivo al nord!
Tipico di noi polentoni vivere al nord. Però non ci sono montagne qui. E va beh, basta passeggiate in altura, ora solo grandi biciclettate nei parchi!

La bici, elemento vitale nella vita olandese. Spero lo sai bene, Modesto Diario, visto che qui quasi nessuno ha la patente. Me compreso.
Ma questa è un’altra storia di leggi italiane, che non desta più il mio interesse (la mia rabbia, più che altro).

E quindi? Tutto qui? Non ho nient’altro da dire?
Magari da dire no, ma da far vedere sì! Potrei partire a farti vedere le mie foto che ho fatto finora qui in Olanda. Eh, Modesto Diario, ti va?
E non risponde…
Va beh, chi tace ha consorte, quindi io parto:

2014-10-03 01.56.53

Questa è la prima foto. Fatta solo perché mi serviva ricordarmi il nome del posto, The Minds. Se non ricordo male c’è la birra che costa poco qua. Però ricordo bene la quantità e la qualità della gente che lo affollava!

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Primi giorni incontro dei sardi che offrono un pranzo a casa del mio amico. Questo è uno dei loro vini. Una bomba! Tutti prodotti fatti da loro. Ora non ricordo bene il posto esatto della Sardegna, ma come ben sai, Modesto Diario, il mio livello di conoscenza geografica è equiparabile al mio amore verso le zanzare: meno di zero.

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Ehm… Una passeggiata nel mercato di Waterlooplein. (Cazzo, l’ho scritto giusto Waterlooplein!)

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Si chiama Kubb. E’ un gioco di origine svedese, un misto tra gli scacchi e le bocce. Molto tranquillo e divertente. Scoperto grazie ad un amico. Da giocare all’aperto, perché richiede un prato e diverso spazio. Quello che vedete in questa foto è l’area di gioco…

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…mentre in quest’altra foto potete notare la tipica posizione da assumere (per davvero, è una regola) quando bisogna colpire il re, per chiudere dunque la partita. Un po’ come la palla numero 8 del biliardo, stessa meccanica di gioco. Solo che a biliardo non ti metti in piedi sul tavolo, con la stecca tra le gambe per cercare di mandare in buca l’ultima palla. A Kubb sì.

2014-11-04 09.58.07

Nuovi tipi di bestemmie, usate come marchi per prodotti: “dio mooi gezond!” e “dio josefien”.

2014-11-06 14.44.37

Qua è un problema quando gioca l’Ajax. Io, grazie a questo avviso, ho scoperto che l’Ajax è una squadra di calcio olandese e non un detersivo per i piatti.

2014-11-08 09.15.48

Il giardino sul retro della casa in cui ho vissuto il primo mese. Non chiedetemi che ci fa il carrello della spesa lì fuori.

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“Ciao, sono italiano. Si capisce?” (1)

2014-11-15 17.26.21

“Ciao, sono italiano. Si capisce?” (2)

2014-11-16 00.23.13

Se guardate bene, potete notare due figure sinistre nell’ombra. Non si tratta di conigli, ma bensì di alieni. Eh già. Difatti è pieno di alieni dove abito io, che saltellano in mezzo al prato durante la notte e si riproducono come conigli. Ma non sono conigli. Lo potete vedere da questa foto fatta male. Nelle foto sfocate e con i soggetti principali poco chiari, si sa, si tratta quasi sempre di alieni. Anche se stavo tentando di fotografare dei conigli.

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Nella mia nuova casa c’è uno strumento atto all’erotismo personale.

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Come potete vedere, questo aggeggio è puro erotismo. Oh sì… toast… oh yeah… oh my god, yeah… cheese… yeah…

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Ma veniamo alla droga, visto che l’Olanda è famosa per la sua alta tolleranza all’uso di certe sostanze. Tipo questa cazzo di torta che vendono all’Albert Heijn (nota catena di supermercati olandese). Da quando l’ho provata la prima volta non ho smesso di comprarla. Merda, sono sicuro che ci mettono la droga. Cioè, guardatela: crema di pudding, croccante sopra (non so esattamente che sia, ma è croccante) e dipendenza assicurata.

E con questa mini serie di foto inutili, ti saluto mio Modesto Diario e a risentirci la prossima volta che mi torna la voglia di scrivere, ok?

Niente.
Non una singola sillaba.
Ciao, né!
Braga Van Tiols

Amsterdam, 17/11/2014