Fraintendimenti linguistici

Mi bastano della parole arzigogolate (ma anche normali) e sono felice.
Mi diverto con poco.

In the name of the father, the son and the holy spirit. Yo bro!

Fraintendimenti linguistici anche in Olanda.
Parlavo con il mio coinquilino del segno della croce (non chiedete) e lui conclude con un Amen. Pronunciato ovviamente in inglese, quindi Eimen.
Io d’istinto scoppio a ridere, convinto che loro dicessero “Nel nome del padre, del figliolo e dello spirito santo. Hey maaan!”. Una volta finito il segno della croce, alzano la mano a forma di pistola, ondeggiandola mentre dicono “God bless you, bro!”.
Sì, cioè, sarebbe figo se lo facessero davvero nelle chiese americane. Sostituire l’amen, con l’hey man! No?

Vabbè, andiamo avanti che la sto tirando per le lunghe:

  • Tutti
    Entro in un bar con mio amico l’altra sera e ci troviamo a prendere entrambi una tazza di tè. Quindi ordiniamo “two tea”.
    Per uno? No, “two tea” per tutti.
    (Oh oh oh)
  • Altitudine
    L’abitudine di essere alti.
  • Longitudine
    L’abitudine di essere longevi.
  • Marzabotto
    Comune italiano dove non sanno cucinare il marzapane. Cioè, ci provano ma non hanno ancora capito che nell’impasto non devono usare la polvere da sparo al posto dello zucchero.
  • Loculo
    Cadiamo nell’infantile parlando di questo grazioso spazio dedicato ai sederi dei morti. Ma perché il resto del corpo no? Perché è stretto e ci sta solo lo culo.
  • Oculo
    In architettura è la rappresentazione geometrica di un ovale.
    O di un paio di natiche.
  • Mesopausa
    È il periodo in cui la Mesosfera è intrattabile. Dura circa una settimana, poi le passa.
  • Solcassi
    Io non sono pratico di navigazione, infatti se solcassi il mare sarebbero solo cassi.
    (Lo so che a questo punto vi è partito un “Ma vaffanculo!”. Se non lo avete fatto, questo è il momento giusto per pensarlo. Se invece lo avete GIÀ pensato dalle 3 alle 45 volte… chiedo scusa).
  • Innocenza
    Si tratta del componimento musicale dell’associazione di infanti C.E.N.Z.A. (Caca Eeeh Nununu Zzzprrr Abababa). Vi evito il testo perché mancano alcune parti che sono coperte di vomito e omogenizzato.
  • Calcificare
    Santificare le partite di calcio.
  • Lealtà
    Una virtù delle persone non basse (quindi le persone altitudini).
    Come perché? Eh, non è colpa mia se l’è altà!
  • Quirinale
    “Scusi generico stereotipo del signore cinese, mi sa dire dove è il bagno?”
    “Zì, zì. Plego seguile. Qui, qui! Qui urinale.”
  • Natale
    E quale, come ogni anno.

 

Comunque ci sto provando a fare i giochi di parole anche in inglese, ora che sono obbligato a parlarlo più spesso. Ma sono ancora agli inizi e mi vengono cose orribili. Ad esempio ero al lavoro e la mia collega recupera un fungo che era caduto da un piatto e gettandolo via mi dice: “Escape mushroom”. E io aggiungo: “It was in hurry. It is a RUSHroom.”

Non so come faccia a lavorare ancora lì a tuttora, ma penso che mi vogliano un pochino bene, quindi fanno finta di niente su certe puttanate che dico.

Non saprei che aggiungere, quindi vi auguro un buon Natale.
Ma soprattutto buona vigilia di Natale che è uno dei giorni più importanti dell’anno (e chi mi conosce lo sa bene).

Vi lascio con un’ultima immagine del culo di 3 renne, giusto per farvi capire che cosa si deve sopportare Santa Claus in volo sulla slitta:

Culo renne

“Ehi Rudolph, com’è che io so parlare invece che bramire?”   “MEEEEEE”   “Chiaro.”

Come consueto porgo distinti saluti, da
Frank & Stein, detto Kebabbo Natale

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Qui IJ si pronuncia AI (ma non ne sono così sicuro)

Quindi Haarlemmerdijk si legge HaarlemMERDAIk… Pff… volevo aggiungerla alla lista delle parole che mi fanno ridere, ma andava prima spiegata. A proposito:

  • Tulipani
    Io li pesci.
  • Estimatore
    Persona appassionata nell’estinzione degli incendi.
  • Polka
    Non è rimasta tanta gente a praticare ancora questo balletto.
    Come si suol dire, polka ma buona.
  • Bali
    La nota capitale dello Schri Lankaster, nella quale tutti i cittadini sono sempre ubriachi, felici, impasticcati e vogliosi di Bali di gruppo!
  • Pendant (pandàn, io dico)
    Se prendi un orso e lo vesti tutto preciso, non alla cazzo come fa lui di solito, diventa un pandan (pendant).
  • Barbados
    No dai, siate seri. Sapete che ho un grosso problema con la geografia, quindi non prendetemi in giro. Esistono davvero queste isole chiamate Barbados?
    Pff… Barba… dos…
  • Quadriglia
    Una griglia da barbecue atta a contenere un poker di bistecche.
    No, scusate.
    È la chimica.

“Non puoi saltare fuori dopo tutto questo tempo senza dirci nulla: che cosa hai fatto finora? Come ti trovi? Lavoro? Casa? Ragazza? Mignotte? Droghe? Party? Trans? Il mio fiato sul tuo collo come ti sembra? Fa un po’ di condensa salivale? Mangi? Usi il preservativo? Spacci droga o fai attraversare la strada alle signore anziane, da bravo boy-scout?”

Innanzitutto io odio i boy-scout. Ma l’anziana la farei attraversare ugualmente.
Stavo scherzando riguardo il fiato sul collo. Un ringraziamento a tutti i miei amici e genitori e persone che ho potuto conoscere attraverso ‘sto coso.
Che è il blog.

Io tutto bene, comunque. Per alcuni giorni ho trovato lavoro come cameriere e capro espiatorio per ogni danno (anche non commessi da me) che succedeva in cucina o in sala, in un ristorante italiano. Sono due giorni che non mi chiamano e siamo entrati nel weekend, periodo con una più alta probabilità di affluenza di clienti. Questo mi lascia dedurre che il ragazzo che è arrivato dopo di me sia entrato meglio nelle loro grazie.
Pazienza. Se avranno bisogno ancora mi chiameranno. Il mio numero ce l’hanno. Comunque, che piatti che fanno, ragazzi!
‘i en töch terun, chiaro, ma brave persone. 🙂

Sto ancora cercando casa. La ricerca più difficile. Perlomeno ora ho un po’ di tempo per cercarla che non sto lavorando, seppur non abbia ancora l’internet in casa. Quindi sono costretto a muovermi verso Bagels & Beans, la catena di caffetterie che abusa della cannella come se non ci fosse il giorno dopo domani. Hanno un’ottima connessione! E dei brownies belli pesanti, come piacciono a me.
A parte questo, non voglio dirvi altro. Voglio far crescere la curiosità. Un modo come un altro per attirare alla lettura persone del gentil sesso.
Sapete no, la curiosità è donna. Ma la curiosità uccise il gatto. Le donne uccidono i gatti. Quindi, usando lo stereotipo che la donna deve stare in cucina, uccide i gatti… mmm…
Ci sono!
Le donne lavorano nelle cucine dei ristoranti cinesi.

A proposito di gatti, sapete perché i gatti soffiano?
Per spegnere le candeline.

Sono in vena di puttanate, si capisce? Però solo in italiano a ‘sto giro. Non si possono ritradurre i giochi di parole in italiano (sì, è una scusa del cazzo pur di non fare un po’ di allenamento con l’inglese).
Anyway, per chi si fosse perso un passaggio, mi sono trasferito ad Amsterdam per una nuova esperienza di vita, lasciandomi alle spalle tutto: i genitori, gli amici, le montagne, il lago, l’orto botanico, la pioggia forte 8 giorni su 7, il gorgonzola (sigh), il taleggio (sigh), Cristina D’Avena e buona parte dei miei fumetti.
Ad Amsterdam ci sono le donne nelle vetrine, sapete. Ogni tanto mi domando, ma perché le chiamano lucciole? Quegli strani insetti fosforescenti non assomigliano per niente alle puttane! Eppure continuano a chiamarli lucciole.
Mah.
Sempre in tema di animali fantastici, tipo le vergini, sapete cosa dice un maiale, riflettendo sul proprio futuro?
Speck io.

E lo sapevate che la Chiesa Cattolica ha aiutato la riunificazione dell’Italia con l’8 x i Mille?

O che le fiabe per bambini in Russia iniziano tutte con “C’era una vodka…”?

No, perché io non lo so.
Io non so nulla.
Nemmeno di come mi stanno andando le cose. Non finché non trovo casa. E quando mi sarò sistemato, accasato, dato un tono (pensavo sempre al fa#), dato uno stile di vita che mi si addica, con la giusta dose di organizzazione, allora saprò riprendere le conversazioni con tutti voi, miei cari. Per il momento sono ancora in fase transitoria.
Alla fine non è molto che sono qua. 20 giorni? Poco più?

Boh. Non ci ho già fatto più caso.

Comunque è un posto magnifico dove vivere! Consigliatissimo anche su tripadvisor e su tripmentale.

Tot ziens a tutti, da
Tits Iano, detto Davvìdde

Parole che mi fanno ridere (parte 5)

Continuo a capire Coma per Koma.
Alcuni esempi:

  • Scommessa
    Si tratta di quella ragazza che sfida la sorte sulla sua assunzione in un supermercato. Se vince diventerà commessa.
  • Calgary
    Il capoluogo della Sardegna, no?
  • Beirut
    Va beh, dai. Questa è facile. Si tratta di quella città nella quale si odono richiami gutturali di digestioni in atto. Però di una bellezza disarmante.
  • Serie televisive
    Io non riesco più a vedere le serie televisive perché si tratta di trasmissioni poco serie.
  • Cacciavite
    Lo sport più noioso del mondo che vede coinvolti un gruppo di cacciatori alle prese con una preda immobile: una vite. Che poi gli sparano addosso, voglio dire, e l’uva non è più neanche buona da mangiare. Bah…
  • Meteo
    Si tratta di quella persona che per vedere che tempo fa in un posto si sposta di continuo. Si fissa quindi diverse meteo gni volta.
  • Gabbiano
    Il volatile che fa un baffo a Lupin III, visto che lui in gabbia no. Ma proprio mai.
  • Vancouver
    La città dove vanno tutti quelli che fraintendono quando gli si dice: “Ma va a Vancouver, va!”.
  • Labrador
    Il cane col rossetto color oro.
  • Candelabro
    Uno dei due orli che contornano la bocca del signor Cande.
  • Conteggio
    “Vai su da solo?”
    “No, vengo con te, Gio.”
    “Ah, ok.”
  • Faber-Castell
    Pochi sanno di questo maniero tutto colorato che si è fatto costruire Fabrizio De Andrè.
  • Tagliolino
    Ma no! Perché? Che ti ha fatto di male il povero Lino per volerlo tagliare?
  • Menù
    “Ha deciso il signore cosa prende da mangiare?”
    “Mmm… a dire il vero non ancora…”
    “Signore, sono 2 ore che è seduto a sfogliare la lista. Sicuro che non ha deciso?”
    “A dire il vero ho bisogno di ancora un po’ di tempo.”
    “Aò! TE MOVI?! Guarda che se non ti decidi te metto le mani addosso! TE MENÙ!”
    (Mi scuso per questa, volevo ometterla, ma poi l’ho messa. Senza ritegno.)
  • Sean Paul
    Il noto “artista” che per lavarsi i capelli usa lo SeanPaul.
  • Art Attack
    Il noto programma televisivo è arrivato ad un punto di svolta. Nel mio immaginario l’arte (in Italia) sta organizzando un esercito pronto ad attaccare e distruggere chi la distrugge. Ossia gli stessi italiani. Quindi vedremo Giovanni Mucciaccia che, intento a spiegarci come fare la Venere di Milo con la carta igienica, le sue famose forbici a punta arrotondata tenteranno di tagliuzzarlo.
    Questo sarà solo il primo segno del cambiamento. Poi tutto il mondo cadrà per mano dell’arte.
    “Art… Attaaaaaack!”
  • Equatore
    No, è su da Merica (questa è un grande classico che mi porto dietro dalle elementari e che ancora adesso mi fa odiare dagli amici quando la dico).
  • Impianti
    Quando il signor Im scoppia in lacrime.
  • Pendìo
    Condìo e indìo. A tedìo, padre onnipotente dedico ‘ste stronzate.
  • Fregna
    Che voglio andare al mare. Freeegna, che ho voglia di sc…
  • Illuminati
    Gruppo massonico di cui hanno fatto parte Thomas Edison, Gautama Buddha e Giuseppe Ungaretti, per ovvi motivi tecnico-spiritual-poetici.
    (Per chi non l’avesse capita, il primo ha inventato rubato l’invenzione della prima lampadina, il secondo è di fatti un illuminato e il terzo s’illumina d’immenso già di prima mattina).
  • Iran
    Paese di gente arrabbiata.
  • Iraq
    Anche qui. Tutti iracondi.
  • Garza
    La benda palestinese da applicare sulle ferite da arma da fuoco per evitare il formarsi di infezioni. Di solito è una fascia non tanto grande, una striscia di garza.
  • Angelo
    Sono contrario alla tipica raffigurazione dell’angelo come un bambino nudo con le ali. Và che è proprio una fissa della Chiesa pensare al bambino nudo! Io gli avrei messo un bel cappotto pieno di piume (non le sue, chiaro). Stando in paradiso e sapendo che è nell’alto dei cieli, penso faccia parecchio freddo lassù. Lo dice il nome stesso, che sembra essere un grido di aiuto: “Qualcuno mi dia una coperta, per favore. Sono qui al freddo e an gelo.”
  • Mutuo
    La tipica ed omertosa minaccia che ti fanno le banche quando ne apri uno: “Non t’azzardare a proferire parola con nessuno di questo contratto. Mutuo devi stare, ah.”
  • Profeta
    Tizio che ama e preserva la cultura del formaggio greco.

 

Basta per oggi.
Basta al sugo.

No, ok, giuro che ho finito.

Saluti, da
Le Regine dell’Età della Pietra (in cuffia), detto l’olandese.

Cos’è l’INAIL?

Molti dicono che è un acronimo che sta per “Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro” (e mi domando allora perché non si sia chiamata INPLACGISL, che suona anche meglio).

Fin da piccolo ho sempre buttato l’occhio su quella scritta gigante, capeggiante sui suoi uffici, e mi chiedevo ogni volta cosa ci fosse scritto. Leggevo la I e la N, ma arrivato alla terza lettera non riuscivo a leggere nessuna A. Tanto che ho capito veramente cosa vuol dire quel logo. Non è una A quella nel centro.

Mi spiego meglio:

inail

Il logo originale

in cul

Sto dando degli ottimi spunti per i complottisti

 

 

L’INAIL ti aiuta o te lo mette dove non dovrebbe?

 

 

Un piccolo post al sole, un grande passo per le denuncie.

 

Baibai, da
Giancarlo Magari, detto Dauid

 

PS: in realtà da bambino ero convinto ci fosse scritto INCIIL. Poi col tempo ho capito che mi autocensuravo.

Parole che mi fanno ridere (parte 4)

I miei personali Fraintendimenti linguistici.
Si tratta di parole che mi vengono dette in determinati contesti e discorsi, ma che sfortunatamente vengono subito rielaborate dal mio illustre cervello, il dottor Vuoto Cosmico:

  • Convoglio
    Si tratta di un treno tutto matto che può essere guidato solo da una soggetto in particolare, il signor Cesare Voglio. Se ci fosse qualunque altra persona dietro i comandi di marcia non partirebbe mai. Mentre con Voglio mette in moto.

  • Sentinella
    Ma perché devo sempre sentirla io? Per una volta potresti chiamarla anche te! 

  • Tattoo
    In effetti sono poco delicato. Non ho tattoo.

  • Suicidi
    Questa macabra parola mi fa pensare a un brano musicale che ti mette la depressione.
    Perché proprio ad una canzone? Perché quasi certamente è stata incisa sui CD.

  • Fucina
    Dove lavora il fabbro cinese.

  • Cucina
    Dove lavora il cuoco cinese.

  • Macina
    Macchina per la frantumazione del grano “Made in China”.

  • Forcina
    Hip hip! Hullà!

  • Camorra
    Un’organizzazione a delinquere.
    Cinese ovviamente.
    Hanno in mano il giro delle bische clandestine. In particolare gestiscono tutte le scommesse intorno alla (ca)morra cinese.

  • Flauto traverso
    Dannata Mulino Bianco! Per poco non mi strozzavo con quel Flauto che mi è andato di traverso.

  • Lozioni per capelli
    Tenute dall’illustre professor Parrucca Biagio.
    A seguire le lozioni per mantenere una piazza grande, di Giancarlo Magalli.

  • Aquisgrana
    Se ne sento pronunciare il nome, non riesco a pensare alla famosa città dell’America Latina, o al noto Trattato di Aquisgrana. Bensì mi viene in mente un grafico pubblicitario che sta insegnando allo stagista il mestiere. “Ok. Prova magari a stringere un po’ sul bordo e a lasciare la scritta più sfocata. Perfetto. Ah, qui sgrana un po’. Ok, così ci siamo!”

  • Dedicata
    “Sì, sono stata io. Te l’ho dedicata! Non sei contento?”
    “Ma è Poker Face…”
    “Appunto te l’ho Lady Gaga! Che avevi capito?”

  • Dimenticarlo
    Povero Carlo. È che non ci siamo accorti che non era salito in macchina.

  • Capezzale
    Lo sapete che ho la fissa. È normale quindi che veda un seno femminile se sento pronunciare questa parola.
    No?

 

Spero che nessuno mi chieda di spiegargli quella sui CD perché non l’ho capita bene neppure io.

Ve salùdi, dunque. Da,
Michele Di Granchio, detto Tiolyiyyiyiy!!!11!!!!

Parole che mi fanno ridere (parte 3)

A me mi piace un sacco l’itagliano.
Di seguito, Fraintendimenti linguistici di spessore.
Circa 30 millimetri. Non di più.

  • Fare lo gnorri
    Si tratta di una figura leggendaria, un coltivatore di ortaggi, piuttosto basso e con la barba lunga. Porta un cappello a punta, capisce poco o niente di quello che gli viene detto e mangia solo porri. Lo chiamano difatti lo gnomo dei porri, o “lo gnorri”.
    Ha anche una moglie chiamata “la gnocca”, perché sarà anche molto bassa, ma tanto, tanto profonda.
  • Calderoli
    Basterebbe una sua foto per creare ilarità generale (o morte per spavento, che uno mica se l’aspetta che non è un’immagine ritoccata), ma solo perché lui, in realtà, non è umano. Era una pentolaccia enorme, un paiolo di quelli belli grossi, usato da uno stregone durante un esperimento per la creazione di una creatura malvagia e piena di odio. L’alchimista mago scoprì che la sua pozione agiva a contatto con qualunque oggetto, trasformando quindi lo stesso calderone in un mostro deforme: il Calderoli! La sua scatola cranica è composta da uno spesso strato di ghisa, mentre all’interno c’è solo rutto di topo, intestino di lucertola e acqua del Po.
  • Cime tempestose
    Si tratta del famoso romanzo scritto da Cracco, in cui vengono narrate le vicende di un piatto di pasta alle cime di rapa che provoca tremendi gonfiori a chi lo mangia. Da qui tempestose: una volta digerito, altro che tuoni!
  • Spalmare
    È il nuovo palmare della Nutella.
  • Scarso
    È quell’altopiano calcare che si estende tra Italia, Slovenia e Croazia, ma con basso valore turistico. Difatti uno s’aspetta una figata pazzesca, invece è un ambiente piuttosto sCarso.
  • Allegato
    Se uno riceve una mail con dentro una foto di un cadavere con le labbra cianotiche, significa che è morto allegato.
  • Soffritto
    Si ha quando il solaio superiore di una stanza è macchiato d’olio. Esistono anche quei solai che hanno dei pannelli interni (come negli uffici), sporchi di unto. In quel caso si parla di controsoffritto.
  • Google
    “Ed ecco che il numero 8 della squadra degli Yahoo perde palla. Subito intercettata dall’attaccante della squadra avversaria! Liberatosi dei due difensori, procede verso l’area di porta. È pronto a tirare. Un tiro eccezionale! Ed è Gu-GOAL! Gu-GOAL!”
  • Scollega
    Girati.
    Vedi quello che lavora con te?
    Hai visto cos’ha sul collo?
    Esatto, è uno spinotto. Se provi a staccarlo, vedrai che si s-collega.
  • Terrano
    Quel bestione di macchina è in grado di arrancare su pendii rocciosi, guadare grossi corsi d’acqua, schiacciare le altre macchine, ma proprio non ce la fa a stare con le ruote attaccate al suolo.
    Va praticamente ovunque, ma sulla Terra no.
  • Giovanni Bertacchi
    Personaggio storico vissuto tra la seconda metà dell’800 e la prima del ’900. Un poeta e critico letterario con la passione per le scarpe da donna, tanto da essere soprannominato il “Bertacchi a spillo”.
  • Alluce valgo
    L’unico dito del piede che protesta attivamente per i suoi diritti di dito (che vengono spesso calpestati): “Anche io valgo!”.
    Siamo con te, alluce.
  • Puttane
    Tra tutte le parole compare sempre quella a cui non riesco a trovare un doppio senso, ma che mi basta sentirla pronunciare per farmi ridere copiosamente. E tanto per citare lo slogan di un amico: “Che figata le puttane”.
  • Baldacchino
    Un cucciolo di baldracca, nato su di un letto di certa classe.
  • Frutti
    I prodotti della natura che portano a sfiati d’aria orali. Da qui ne deriva il verbo “fruttare“, ossia digerire con dei tonanti rumori di bocca tutti i prodotti biologici consumati.
  • Baule
    Un grosso bagaglio, con chiuso dentro un cane che abbaia incazzato.
    Beh, come biasimarlo?
  • Farabutto
    È quel metereologo pessimista che annuncia solo la pioggia.
    “Farà brutto” ripete ogni volta.
    (Ed abita nella provincia di Lecco)

 

Penso di non aver mai scritto così poco da quando ho aperto il blog.
Ed era ora, porca puttana!

Ahahahahahahah!

Puttana! Ahahahahah!

 

Saluti, da
Giuda Basso, detto Dagherov

Parole che mi fanno ridere (parte 2)

Senza perdermi troppo via, do subito il via all’elenco, senza passare dal via e ritirare le ventimila lire:

  • Motorino
    Seppur non possieda una macchina e il mio mezzo di locomozione rimane uno stupendo Ovetto MBK della Yamaha (di cui la foto sotto), sono convinto che il motorino si possa utilizzare solo nel capoluogo piemontese. Difatti mo-Torino.

 Immagine
Di recente si trovano strane sorprese negli ovetti Kinder. Mai che trovi però il tanto agoniato corso per modificare le foto senza usare Paint.

  • Epoche
    La storia riporta diverse tacche lungo il suo immenso percorso temporale. Eppure, a contarle tutte, non mi sembrano così tante. Un po’ ridotte di numero.
    E, poche, insomma.
  • Caditoia
    Detta anche bocca di lupo, per me non si tratta di un sostantivo, ma di una vera e propria frase. Sentirla pronunciare mi fa pensare al marito che scopre la moglie a letto con un altro e, in preda ad un delirio di follia omicida, cerca di gettarla giù dal balcone. Ma lei si salva, appendendosi alla ringhiera. Lui allora le si avvicina, cercando di farla cadere e le grida “Cadi, toia! Maledetta puttana!…” e così via.
  • Profitterol
    Non sono un amante dei dolci. Mi viene voglia di mangiarli solo se sono in chimica (dicesi chimica, quello stadio di fame incontrollata che si accompagna ad un rossore degli occhi). Però, nel caso ipotetico mi trovassi davanti una teglia di bignè ricoperti di spumoso cioccolato lasciata completamente incustodita, sicuro ne approfitteròl.
  • Can-can
    La famosa danza dell’accoppiamento tra due bulldog francesi (Wikipedia riporta che bulldog si debba scrivere bouledogue, ma siccome questa cosa che i francesi debbano sempre cambiare a piacimento i nomi per farli più personalizzati mi sta sul cazzo, quindi bulldog).
  • Tartare (o tartara)
    Il piatto di carne macinata che provoca la formazione di placca batterica sui denti.
  • Approccio
    Se un omosessuale si accosta molto ad un romano eterosessuale, quest’ultimo gli griderà “Approcio de merda!”.
  • L’imene
    Con tanto di articolo apostrofato, siccome così pronunciato suscita in me immagini di vagine ancora vergini (so che è impensabile, ma fate un piccolo sforzo di fantasia) al sapore di limone.
  • Pediluvio
    Vabbè, sarò banale, ma una pioggia di piedi mi fa sempre ridere.
  • Islamabad
    La capitale del Pakistan sembra sollevare una domanda sul fatto che i famosi animali sudamericani siano piuttosto cattivi. Infatti chiede “Is lama bad?”.
  • Riga
    Siccome l’ignoranza geografica è intrinseca del mio essere, è facile capire come mi facciano ridere la maggior parte dei nomi dati a città e paesi. La capitale della Lettonia, ad esempio, mi pare un posto pieno di cocainomani. Chi ama la figa, tiri una riga! E sniff, giù di naso.
  • Tafani
    Quegli odiosi insetti. Non che ci trovi dei doppi sensi questa volta. È che mi fa proprio ridere la parola tafani. Sono un ragazzo dal cervello semplice, che volete.
  • Calimocho
    Recente scoperta, fatta grazie ad amici che sono stati in Spagna. Si tratta del tipico pestone di vino e cola, presente nella maggior parte dei botellòn. Dicesi “pestone” l’intruglio alcolico a basso costo, autoprodotto, che uno si porta in giro durante una serata per evitare di spendere soldi al bar, ubriacandosi lo stesso (se non di più). I “botellòn”, invece, sono quei raduni pubblici di ragazzi universitari, nei quali ognuno si porta qualcosa da bere durante la serata, mentre si conversa e si fa amicizia (a mio parere, una figata).
    Comunque sia, il calimocho mi ricorda il famoso pulcino nero della pubblicità del detersivo che si sente parecchio giù di morale. Calimero tutto mogio. Calimogio.

 

Se cercate la parte 1 di questo obbrobrioso elenco, cercate nella categoria Fraintendimenti linguistici.

Per il resto, saluto calorosamente tutti gli amici al lavoro che perdono tempo leggendomi, da
Sara C. Nesca, detto Titoli

Parole che mi fanno ridere (parte 1)

Troppe cose, tutte assieme.
Come ad essere nell’occhio del ciclone.
Come a cacciare un dito nell’occhio del ciclope.
Come ad essere nel centro di un bukkake.
Come prima, più di prima.

Ho tanti argomenti per la tetta…

Testa.
Scusate, sarò pieno di pensieri ma ce n’è uno che scava sempre più degli altri.

 

Dicevo che ho molte idee, nate dalla mia mente legnosa e tarlata, partorite nei discorsi con amici o nei miei momenti in cui vado in fissa e guardo una parete in cartongesso come fosse una vagina.

 

Pulitami la bava, riprendo rapidamente l’ormai consueto discorso dei termini di ricerca, perché in soli due giorni sono apparse nuove frasi che mi hanno fatto lacrimare:

  • arnoldo scuzinegro
    Io davvero… non so che dire.
  • yuporn mamme spiano figli quando si fanno le seghe
    Ah, che belle le perversioni. Non è una critica, anch’io ho le mie.
    Certo, non ho mai fatto una ricerca simile…
  • porno donne si fanno pisciare in faccia
    È il caso che mi faccia delle domande sul perché i depravati finiscano sempre sul mio blog? Sono un raccoglitore di letame e stronzate, lo so. Però qui si sta cadendo in argomenti che non mi competono e che temo con ribrezzo.
  • se hai le tette hai tutto
    Vero.
  • sei una rompicoglioni ma tvtb
    Finalmente un po’ di romanticismo.
  • video ragazza che si infila il caciocavallo nella fica
    L’ho lasciata per ultima di proposito. Perché è appena finita sul podio, con un oro sul petto. Questa frase è un capolavoro di pornografia casereccia. Un tripudio di odori erotici che sanno di piedi non lavati da mesi. Un’immagine che non puoi smettere di guardare (la fortuna della telematica è che non trasmette gli odori, sennò smettevi subito). Insomma, ho riso per diversi minuti nel leggere questa meravigliosa ricerca.
    Grazie, chiunque tu sia.

 

 

Passando velocemente ad un altro degli argomenti, tratto comunque di minchiate. Seppur vere e documentate.
Ora, c’è chi potrebbe offendersi perché userò lo stesso tatto di un gorilla nella stagione degli amori, però a me fanno ridere. Davvero. Non voglio offendere nessuno, non voglio urtare la loro sensibilità…pff…però dai, sono così carini. Tanto piccini. Come si può non volere bene ai nani?

Perché parlo di nani, quando il titolo riporta tutt’altro? Perché poi ci arrivo, al discorso del titolo, però prima lasciatemi sponsorizzare un gran sito che parla di notizie stravaganti, e quindi interessanti.

Oddity Central, un sito consigliatissimo (è in inglese, quindi per coloro che comprendono solo le lingue slave mi dispiace, ma non c’è una versione ritradotta in serbo per voi). In particolare, nel link che vi ho girato, potrete trovare questo articolo che parla di un particolare paesino cinese nel quale, sugli 80 abitanti totali, 26 sono nani!
Vi allego la foto che mi ha commosso (fonte: Oddity Central, appunto).

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Oddio che belli! Tutti lì, seduti intorno alla tv, sulle loro seggioline. Non sono teneri?

 

Detto questo, arriviamo finalmente all’argomento topico. Apro una nuova categoria, oltre a quelle solite, che metterò qui a fianco. Quella dei Fraintendimenti Linguistici. Si tratta delle parole che, un po’ per come sono scritte, un po’ perché ho una mentalità da bambino dell’asilo, celano doppi sensi idioti o hanno una fonica assurda che scatena in me pensieri strani.

  • Daihatsu
    Ogni volta che leggo il suo marchio riportato sul paraurti posteriore, mi viene sempre in mente uno che mi dice in tono concitato “Dai, hatsu!”, dove “hatsu” sta per “cazzo”, in nipponico. Quindi è un’incitazione a muovere il culo.
  • Benfica
    La mia totale mancanza di conoscenza calcistica è spesso legata a fenomeni di ilarità incontrollata. La quale, però, è vista solo da me come divertente. Gli altri mi guardano come per dire “Eh, allora? Che ti ridi? Guarda che è una cosa seria”.
    Sarà, ma a me Ben-fica fa ridere. Per non parlare di certi nomi di giocatori, tipo Costacurta (è un giocatore, vero?), il cui nome ricorda un lido piuttosto breve o una verdura colta ancora giovane.
  • Minnesota
    Cosa mai ci sarà da ridere nel Minnesota? La radice del nome: Minne. E siccome la mia conoscenza geografica è pari a quella calcistica, per me questo posto (ovunque esso si trovi) deve essere una specie di paradiso.
  • Casal Pusterlengo
    Restando in tema geografico, questa città italiana ha un secondo nome che mi ricorda un lazzaretto. Pusterlengo. Non chiedetemi altro. So che ho qualcosa che non va.
  • Cappadocia
    Continuiamo a prendere in giro la geografia. In questo caso, questa regione (se non sbaglio si trova in Abruzzo) mi proietta nella mente un posto fresco e pulito. Penso che abbiano anche un buon sistema di aspirazione dell’aria nei bagni, posto sopra il plafone della doccia.
    E con questo confermo le mie problematiche mentali.
  • Toronto
    Ahahah. Uno che non capisce niente è un po’ Toronto.
    Tipo me.
  • Puleggia
    Per me questa parola può voler dire qualunque cosa, tranne che carrucola. Ad esempio mi viene in mente l’ozio totale (il “polleggiare”), un dislessico che parla di una bella ragazza con un fisico pazzesco (“Guargia chella che puleggia!” che in italiano sarebbe “Guarda quella che puledra!”) o anche il gesto di coprire qualcuno (spalleggiare).
    “Aiutami a sollevare quel secchio attaccato alla puleggia”
    “Tranquillo, ti copro io”
    “In che senso?”
    “Ah, scusa, non avevo capito. Parlavi di qualche bel pezzo di figliola. Dove, dove?”
    “Tutto bene?”
    “A dire il vero no…”
  • Guardingo
    Il canide australiano che scruta tutto ciò che è sospetto.
  • Felce
    Pianta boschiva utilizzata per tagliare l’erba. Viene spesso abbinata alla figura della morte.
  • Foraggio
    Prodotto di caseificio, al sapor d’erba, tutto forato come l’emmental. Ha la proprietà di trasmettere spirito d’animo (infonde coraggio).
  • Nababbo
    Il papà di Na.
  • Tanduri
    Un pollo poco cotto, per nulla tenero.
  • Farisei
    Non sono un così grande conoscitore di questo antico popolo e non voglio certo denigrarli. Per spiegarmi meglio sul perché mi faccia ridere il loro nome, propongo una foto:
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    Fari sei.

 

Per il momento ho finito le parole, anche se ce ne sarebbero decine di migliaia.
Cari blogger che leggete queste mie minchiate, non c’è neanche bisogno che ve lo chieda esplicitamente, sapete cosa fare. Divertitemi, dunque.

 

Ciao, da
Davide e Goliardia, detto Marco Columbro (anche se non gli somiglio per niente! :D)