Il cuoco delle mosche

La portata principale è a base di cacca.
Il resto è anche peggio.

Quando finisce la carta igienica (parte 3)

Vorrei credere che il mondo in cui vivo sia migliore di come appaia, ma poi mi sveglio e capisco quanto il film “Idiocracy” si avvicini sempre più a rispecchiare il nostro immediato futuro. E ogni volta mi arrendo all’idea che viviamo in un mondo stupendo…

  • …ma lo stiamo riempiendo di merda.
  • Ho di recente scoperto come si compila un modello 730 (sto diventando un ometto!). Praticamente, se non ho capito male, si porta il modulo in bagno quando si ha la certezza di avere un qualche problema di natura gastro-intestinale e lo si usa come carta igienica. Una volta finito, lo si porta alla signorina della CGIL (che sta per…ehm…Comitato…Gestione Indipendente…Lav…ehm…Lavanderie) la quale lo infilerà in una macchina, farà un paio di calcoli (renali) e infine ti dirà che c’è qualcosa di sbagliato nella compilazione. E allora stai lì a controllare che non ti sei pulito bene o che ti sei pulito il culo nello spazio non indicato. Una volta sistemata la falla, ti porgerà un foglio con su quanto lo Stato ti restituirà da tutte le tue spese fatte l’anno precedente.
    In quel momento capirai che era meglio tenersi tutto dentro l’intestino, che si soffriva di meno.
  • Nell’edilizia italiana si attuano da anni delle tecniche costruttive particolari, atte ad agevolare le finanze degli imprenditori: il cemento viene sostituito con la merda, la malta sparisce per dar spazio alla diarrea e i ferri dei cementi armati sono fatti con le persone. Ma tanto, una volta che hai gettato e ricoperto tutto, chi cazzo è che vede come sono costruite le case?
  • Per molte persone il concetto di “amore” viene anagrammato in “meroa”. Poi alla “o” spunta una gambetta e diventa “d”.
  • Le mode del selfie e di bere il sangue umanodicono gli esperti, verranno a breve sostituite dalle foto scattate agli escrementi di cane lasciate in giro per strada (i doggie, da non confondersi con il doggie style) e dall’assunzione per via orale degli stessi (il giannimorandismo sta sempre più prendendo piede, tant’è che il vampirismo è già diventato “vecchia scuola”).
  • La mia fotogenia.
    Probabilmente non è colpa della fotogenia se vengo sempre di merda nelle foto… ma è un ottimo capro espiatorio per non ammettere altro…
  • Errare è umano. Non ammettere l’errore è da merde.
  • Gli avvocati, quando vai a domandargli perché è così alta la loro tariffa, si comportano da perfette merde.
  • Fin da bambini siamo abituati a farcene una ragione sull’esistenza della merda e, siccome dobbiamo conviverci, prenderla poco seriamente può essere un buon metodo. Basta vedere Dr. Slump e Arale, nel cui cartone animato la bambina-robot non faceva altro che passare le giornate a picchiettare con un bastone ciò che lei non poteva produrre: quella tenera caccona rosa che pareva un gelato senza cono.
    Ora che ci penso sembrava quasi invogliare il bambino a toccarla e mangiarla…
    Sto rivalutando il permesso di far vedere quel cartone alle future generazioni, o mi diventano tutti come Morandi…
  • Ogni volta che vado a Milano, non faccio che pensare a quanto quella città sia una vera merda. Ma son gusti. C’è a chi piace. Non dico nulla a riguardo, anche perché costoro sono un po’ come me, quando annuso piacevolmente l’odore di benzina o di vernice. Mi piace inalare quei gas tossici che sanno di industria chimica, eppure sono consapevole che è merda quella che respiro.
  • Il terriccio non è altro che un derivato della merda. Fatevene una ragione.
  • Per me, anche la letteratura futurista rientrerebbe in questo elenco. Poi c’è chi mi vuole contestare. Ok, infatti ho detto PER ME. Per te può essere bello leggere “KAbum bombàzz skratok bluAH”, scritto inoltre tutto storto, e capirci “Bombardamento aereo: uno cade per il colpo e vomita”.
  • La pubblicità della Pittarello con Simona Ventura.
  • La pubblicità della Sitroen con Simona Ventura.
  • Simona Ventura.
  • In questo argomento sono inattaccabile! Nel senso che le asserzioni che sono semplicemente delle cagate sono in linea con l’argomento, mentre le altre possono considerarsi “serie”. Sta al lettore la scelta se vederle o meno come stronzate.

Per chi non avesse ben chiaro che cosa ho scritto, può cliccare qui a fianco (sulla destra, cosa guardi a sinistra che non c’è un cazzo) dove c’è scritto “Il cuoco delle mosche”. Lì trovate la prima e la seconda parte, che di andare a rimettere i link non se ne parla.

Ringrazio la crisi che mi consente di scrivere cagate su cagate senza sosta.
Ringrazio padre Pio, perché per dire così tante cagate mi ispiro spesso a lui.
Ringrazio i miei genitori, che sono all’oscuro di questa mia deformazione cerebrale.
Ringrazio le imprese di pulizie degli scarichi fognari, perché senza di loro non avrei necessità di scrivere tutto ciò.
Ringrazio lo Stato, perché partorisce più idee di merda di me, spingendomi quindi a migliorare costantemente.
Ringrazio gli amici, perché coi loro scherzi di merda ho del materiale per le mie ricerche.

bender caga mattoni
Grazie a Bender capiamo che l’espressione “Devo fare un mattone” sussisterà anche nel futuro.

Detto questo, saluterei. Da

Emiliano Ventilazzi, detto Collione

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Quando finisce la carta igienica (parte 2)

Continua la sagata. Per chi si fosse perso le prime cagate clicchi QUI (sulla parola qui maiuscola, ma non qui nella parentesi, giusto per evitare quiproqui):

  • Re Mida trasformava qualunque cosa toccasse in oro. Non per paragonarmi a questa figura leggendaria, ma io modestamente trasformo qualunque cosa mangi in merda.
  • Steve Jobs disse che la tecnologia smartphone è un ottimo investimento. Per lui, visto che aveva stabilito una vita media di 2 anni. Bella merda.
  • Sempre in fatto di cagate tecnologiche, leggo che l’ultimo Metal Gear Solid (il quinto di una saga che non ho mai avuto modo di provare, siccome non ho mai avuto una consolle di gioco diversa dal PC) si completa in 3 ore. Nulla da dire sul fatto che è un titolo fighissimo, con una grafica pazzesca, però ribadisco i giochi “di una volta”, seppur con la grafica sgranata a 8 bit, avevano alle spalle un gameplay pauroso che impegnava seriamente l’utente giocante. Ora i videogiochi sono delle merde costose che durano il tempo di una sigaretta. E che anche la mia defunta bisnonna sarebbe in grado di finire.
  • La tavoletta del cesso viene usata ANCHE per poggiarci il sedere. No, lo dico giusto per chi ha altre abitudini e la vede da più vicino. Con il naso.
  • Se feci delle feci, farò delle farò?
  • Il 71 nella Smorfia è la merda. Effettivamente se qualcuno vede della merda, sicuro scappa una smorfia.
  • I coprofagi apparecchiano la tavoletta.
  • I coprofili sono quelli che guardano “2 girls 1 cup” e si mordono il labbro inferiore, ansimando.
  • I coprofobi non riescono ad arrivare a leggere fino a qua.
  • La coprolite è la cacca dei dinosauri che fa eccitare i paleontologi (noti feticisti di antichità).
  • La sindrome di Tourette può manifestarsi nel soggetto affetto con uno sproloquio di oscenità. Nel caso specifico esso parli spesso di merda e altre volgarità simili, il termine assunto è coprolalia. Più proseguo con questo blog, e più mi convinco che devo andare a farmi vedere da uno specialista.
  • C’è una statuina catalana che rappresenta un tizio che fa la cacca. Si chiama Caganer. Avrò una mentalità fanciullesca e una prodezza intellettuale di un infante, ma mi fa crepare dal ridere.
  • Enrico Lando.
  • Gli spettatori dei film di Enrico Lando (soprattutto).
  • Quando parlo di feci, non so perché, ma mi vengono in mente solo sponsorizzazioni ad amici. Tralasciando questo mio collegamento mentale, vorrei citare il marchio di alcuni cessi chimici: Miss Cup. Il geniale logo è stato pensato, ideato e disegnato da 2 grafici che… non saprei come definirli… forse è meglio se vi andate a vedere direttamente il loro sito per capire con chi ho a che fare spesso e volentieri: MenoPausa.
  • Non si tratta di una persona che conosco direttamente. In verità è stato lui a “scoprire” me. Anch’egli ha un blog, e ve lo consiglio vivamente perché fa ridere. Fa davvero tanto ridere. Si chiama Ventunosu21 ed è davvero una sagoma, almeno per quello che scrive. Continuando quindi con le sponsorizzazioni, pur restando nel campo delle feci, vi rimando ad un suo interessante punto di vista per un nuovo tipo di bar/ristorante.
  • È passato di moda, o perlomeno non lo sento pronunciare più così spesso, il termine “chiavica”. Generalmente usato come vezzeggiativo per riferirsi a persone non troppo sveglie, soggetti brutti o personaggi generalmente odiati, in realtà si tratta di un modo volgare per definire la fognatura cittadina. Poi non dite che non ci sia della cultura nel mio blog.
  • Consigli contro il bullismo o lo stupro (tratto dal Caro Diario di Paolo Fox): “…un buon metodo è quello di cagarsi letteralmente addosso, così da creare disagio e sconforto negli aggressori, i quali se ne andranno abbastanza inorriditi.”
  • La nota marrone esiste, ma è coperta da segreto militare.
  • Nel film Dogma di Kevin Smith, c’è un mostro composto interamente di merda. Non è stato usato alcun pupazzo, né computer grafica, bensì si trattava della Mussolini senza trucco.
  • Se si educano i figli dandogli sempre ragione, soprattutto sui torti, crescendo diventeranno delle merde umane. Come i genitori.
  • Le persone che tagliano la strada (piccolo sfogo personale).
  • Ah, quasi dimenticavo almeno una barzellettina sulla cacca. Dunque, vediamo… Ah! Un “capolavoro” di battuta ripescata direttamente dalle elementari!
    Nel medioevo un sarto bussa alla porta di un monastero. Apre un monaco e il sarto tutto eccitato gli fa:
    “Buongiorno! Ho un’invenzione spettacolare da farle vedere: le mutande!” e gliele mostra tutto fiero.
    Il monaco, inizialmente un po’ scettico le prova e trovandole molto comode decide subito di acquistarle, chiedendo al sarto di lasciargli anche tutta la stoffa che si era portato, per mostrare la fantastica invenzione anche alle suore. Concluso l’acquisto, il monaco si dirige con il carretto pieno di stoffa e con su le mutande verso il convento, solo che nel tragitto gli scappa la caccona. Si ferma a farla, levandosi giustamente le mutande. Ma, non essendo abituato, se le dimentica. Arrivato al convento, bussa e gli viene aperto dalla suora superiore.
    “Ho una cosa da farle vedere, guardi qua!” disse il monaco tutto euforico alzando il saio.
    “Oh mio Dio!” rispose la suora.
    “E non è finita! Ne ho altri quattro metri nel carretto!”(Giuro che mi aveva spezzato dal ridere la prima volta che l’ho letta. Da bambino.)

Immagine
Il tipico accendino usato per dar fuoco a quei sacchetti posti fuori dall’uscio, per gli scherzi ai vicini di casa.

Non ho altre proposte di merda da offrirvi, quindi ci si sente la prossima volta.

Uella buonasera, da
Gino Paolo, detto Darkwing Duck

Quando finisce la carta igienica (parte 1)

Voglio parlare di cacca. E così sia:

  • Le donne dicono che non la fanno, ma quando NON la fanno odora di merda. Incredibile.
  • Gli uomini dicono che la fanno, ma quando la fanno puzza peggio della merda.
  • Le donne passano 2 minuti a farla, riproducendo i versi delle balene dal cellulare per coprire i propri rumori, e 10 minuti ad aerare il locale.
  • Gli uomini si soffermano prima a cercare un passatempo per la permanenza (giornale, libro, porno), dopodiché passano un paio di giorni tra i propri rumori che assomigliano a quelli dei film di Michael Bay. Anche l’odore è lo stesso dei film di Michael Bay.
  • Anche Dante parlava di merda nella sua Divina Commedia. Questo prova che esiste da prima del 1400.
  • Le tette in questo argomento non c’entrano nulla, ma è sempre bene citarle.
  • Uma Thurman fa la cacca, ma poi la colpisce con dei pugni e la uccide.
  • Gesù bambino è stato scaldato dalle feci del bue e dell’asinello, mica dall’alito.
  • Justin Bieber.
  • Quando mangi una pizza che fa schifo, pensa alle tartarughe ninja che vivono nelle fogne.
  • Chi vive sperando muore cagando. Chi è stitico spera di cagare. Chi è cagone spera di non morire cagando.
  • Nella prossima puntata di Masterchef ci sarà Morandi.
  • Il modo di dire “Mi sento una merda” non ha senso. Al massimo sono gli altri che ti sentono come una merda. E ti stanno lontano.
  • Queste frasi sono tutte cagate.
  • Se piove c’è un tempo di merda. E se piovesse merda c’è un tempo di acqua?
  • Una montagna di merda è il paragone più usato quando si parla delle canzoni di Gigi d’Alessio.
  • I cani, dopo aver fatto la pupù, spazzano il terreno con le zampe, non per coprirla come pensano molti, ma perché hanno lasciato la marcia in folle prima di partire.
  • Guarda che la cacca non cresce mica sugli alberi! Ma sotto.
  • Purtroppo può capitare che con l’anal…
  • L’evoluzione del “pezzo di merda” è lo “stronzo”. Ma le “merde” sono fuori categoria.
  • Ho di recente scoperto che le balene cagano come balene.
  • Direttamente dalla terza elementare: Chicago.
  • Le capre defecano del caviale un po’ più grosso.
  • La tecnologia “touch”.
  • Il saggio consiglia: Mai scoreggiare se sei in diarrea.
  • Ai tossicodipendenti nei film viene detto spesso “Smettila con quella merda”. Ma scusate, sono drogati, mica coprofagi.
  • Gli stercorari li ho sempre considerati animali spassosissimi.
  • Il gorgonzola puzzerà anche di merda, ma è così buono.
  • Se si presta attenzione agli ultimi testi scritti da Vasco, si può sentire ripetere più volte la parola merda. Solo che biascicata da lui mentre canta sembra che dica Maria De Filippi.
  • Se si anagrammano le lettere del nome dell’onorevole Lupi, si ottiene la parola supermerda.
  • La brutta piega che ha preso l’hip-hop italiano negli ultimi anni (che rinominerei con il termine hip-pop) è una pioggia di letame per le orecchie, eccezione fatta per casi rari al di fuori dei tipici canali di trasmissione mediatici, e vorrei citarne uno (anzi, duo) a me molto vicino: MOOSKIO & TRIPLEX.
  • A proposito di sponsorizzazioni musicali locali vi consiglio un gruppo punk-core, i SUPER GIFTED ARMADILLOS. Rimanendo sempre in tema di cacca (e non mi riferisco al loro modo di far musica, perché sono a dir poco spettacolari), vi invito a sentire il loro brano con le tinte marroni, “Il gatto beve dal bidè”. Ma sentitevi anche le altre che meritano!
  • Una pratica molto comune per evitare figure di merda è quella di nascondere i colpi di tosse con forti peti.
  • Ho aperto il vaso di Pandora e ci ho trovato dei cioccolatini. Ah, non erano cioccolatini…
  • Una persona piccina e posata è un cucchiaino. Questa l’ho inserita solo perché è una simpatica cagata.
  • Progettati nuovi bidet high-tech che elimineranno l’utilizzo della carta igienica. E non dovremo nemmeno usare le 3 conchiglie di “Demolition Man”.
  • Per la serie “I grandi classici”, Shocker: two in the pink, one in the stink.
  • Due mosche al ristorante: “Questa zuppa sa di merda” e il cameriere: “Grazie”.
    Questa non mi ha mai fatto ridere.
  • Due pastori padre e figlio decidono dopo anni di solitudine in montagna di scendere in paese il giorno della festa patronale. Mettono nella bisaccia pane e formaggio e scendono a valle. Arrivati in paese si piazzano sul muretto della piazza della chiesa e fanno colazione mentre guardano la processione. A un certo punto il padre estrae una tazza dallo zaino e dice al figlio: “Vai in quella osteria e riempila d’acqua”. Poco dopo il figlio ritorna e bevono avidamente. Ma la sete persiste e allora manda ancora il figlio con la tazza a prendere altra acqua. Poco dopo ritorna con la tazza vuota: “Perché non hai preso l’acqua?”.
    “Non potevo.”
    “Perché non potevi?”
    “Perché c’era un tizio mezzo matto senza calzoni seduto sul pozzo.”

Immagine
Donna a cui scappa tanta caccona.

Lavatevi le mani, schifosi, che questa è solo l’inizio della saga.

Una vera sagata.

Tante care cosse, by
Francescoppolo Di Odino, detto per. ind. Mattioli