Tecnologia

Chiacchere 2.0 e altre cose da nerd sfigati.

Il sogno di un nerd

Sono consapevole che con un argomento simile andrò incontro ad un calo di popolarità femminile. Però le statistiche trattano valori assoluti, quindi non rischio di andare in negativo!

(E fu così che con questa battuta matematica Tiols riuscì ad ottenere valori negativi)

Ciò di cui voglio parlare è una fiera. Ma non la sagra dell’alborella di Inverigo, bensì quello che viene considerato il più grande festival nerd… volevo dire, il più grande festival dedicato al mondo dei computer.
Per davvero. Lo dice persino Wikipedia! Chiamata anche la “Digital Woodstock” da chi ama esagerare, è davvero un sogno per i videoludici e gli appassionati informatici.

Non a caso si chiama DreamHack.

La prima fiera fu fatta in Congo, ma accortisi che avevano fatto la cazzata, l’hanno poi spostata a Jupiter, in Svezia. Nel corso di questo festival ci sono concerti (dalle t.A.T.u. al coro dell’Antoniano), campionati di lancio del Diablo sulle grondaie e 2 o 3 computer con lo sfondo di Stonehenge (fonte: il Twitter di G. R. R. Martin).

Ovviamente queste sono tutte minchiate, frutto di un problema mentale a cui devo ancora dare un nome, però vi giuro che la fiera si tiene a Jupiter.
Cioè, non si chiama proprio Jupiter, ma mi sembrava difficile da pronunciare Jönköping, quindi ho optato per il nome di una delle Sailor Moon.
Durante l’anno la fiera è itinerante e, di recente, si appena conclusa la terza tappa tenuta a Valencia.

Tutta questa manfrina per anticipare una recensione ad una fiera a cui non sono stato!

Eh, che grande!

“E allora cosa vuoi recensire se neanche ci sei stato?”

Io no, ma il mio fotografo ufficiale sì! Vi introduco il Morrolo, un bravo fotografo, un folle amico, un personaggio simpatico e carico come una molla.

 

È anche un appassionato di Stargate II. Sebbene sia Starcraft II il vero nome, la prima volta che ne parlai con lui mi confusi col film e da lì per me è rimasto Stargate (tirandomi addosso l’ira dei fanatici).

Chiedendomi se poteva utilizzare il nome del mio blog per ottenere un pass da giornalista alla fiera, ho acconsentito più che volentieri. Non credevo l’avrebbe fatto davvero. Ora quindi lo considero il fotografo ufficiale del mio blog.
Sì, beh, poi sulla retribuzione dobbiamo ancora metterci d’accordo, tipo una birra o cose simili.

Comunque sia, ce l’ha fatta ed è andato per davvero. Quando mi ha girato le prime foto non sapevo neanche dove fosse e di cosa stesse parlando. Lo credevo ad una fiera a Milano. E invece era a Valencia!
In Belgio!
Ma cosa posso dire a riguardo se non ci sono andato? Beh, innanzitutto potrei dire la verità, ossia che si tratta di una fiera sponsorizzata da grandi hardware e software house (Razer, Eizo), in cui si organizzano concerti, campionati dei videogame più in voga (StarGATE, Counter Strike, League of Legend e molti altri), presentazione di prodotti e competizioni demoscene (fatte dai demosciati, oh oh oh, come sono simpatico).

Per esporre come è andata questa fiera riporterò parte delle discussioni che ci siamo scambiati io, Morrolo e Rotto1 (un altro amico che non ha partecipato, ma era dentro nella conversazione), edulcorando il tutto con foto e chiazze di sugo.

Giorno 1: appena arrivato, il nostro, esprime tutto il suo stupore dichiarando un “livello di nerdismo FOTTUTAMENTE ESTREMO”.
A giudicare dalle prime foto, il nerdometro inizia a segnare “Pacchetto di patatine e bibita zuccherata”.

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Ecco un gruppo di nerd appena approdati. Si può cogliere il loro sguardo impaurito dal mondo esterno.

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La scritta DreamHack capeggia dietro le valige piene di computer.

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Immagini erotiche per veri nerd.

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“Dove devo cliccare per salvare il mio bagaglio?”

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Le schiene di due tizi. Nel mezzo altri tizi.

La discussione prosegue sull’odore emanato dai suddetti nerd e sul fatto che Rotto1 se l’aspettava, siccome “quella è gente che non mangia per finire le partite, figurati se si lavano”.
Ciò spiega l’inflazione di figa in questi contesti.

La discussione prosegue subito con consigli da parte mia e di Rotto1 sull’imboscarsi oggetti vari dagli stand. Morrolo, troppo buono, declina l’invito. Ci riferisce che ci sono “robe assurde”, “computer che vanno come una moto da 250cc” e “case enormi, ma proprio enormi!”. Non parlava ovviamente delle case, quelle col tetto, ma dei cheis, quelli con dentro un computer.

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“Ho di fianco dei tipi con uno schermo che sarà 40 pollici. E se lo sono portati dietro! Anche le sedie!”

 

La comunicazione dall’inviato viene interrotta fino al pomeriggio, quando ci aggiorna che sta giocando a SC2 con tastiera, mouse e cuffie Logitech. Intendeva SG2, StarGate, mica StarCate. Probabilmente un errore nel digitare.
Comunque il commento sulla strumentazione: “esticazzi”.
Logico, è Logitech!

 

Ed ecco che mi dice che lì stanno tutti giocando a LoL, che non vuol dire Lot of Laugh, ma League of Letame…
Legend, volevo dire. Lig of Legend.
Va beh, è uguale.
Ok, sono un po’ di parte, ma quel genere di giochi mi fanno venire l’erpes.
(E qui intere nazioni metteranno una taglia sulla mia testa solo perché ho preso in giro il loro gioco)

Ognuno è preso dalla propria passione, dal proprio programma o dall’unica tipa presente alla fiera, peraltro vestita da Lara Croft.

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Tette!!! YEEEEH!

 

Morrolo afferma che la maggior parte delle persone però sono “dei babbi”. Rotto1 li chiama “nerdini”.

La sera mi arrivano altre foto e il livello sul nerdometro si eleva a potenza, arrivando a toccare la soglia “Soffiare come i gatti alla vista di una fonte luminosa diversa da uno schermo”.
Le foto sono seguite da una breve descrizione: “Il livello è questo. Le foto fan cagare, c’è un buio pesto. Fuori, alle 21, c’è ancora il sole e qua tutti al PC da 20 ore”.

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Troppa luce fa distrarre i giocatori.

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Ma tu guarda! Dei computer! Chi l’avrebbe mai detto, ad una fiera così.

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“E’ come se fosse Natale!” preso alla lettera.

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In questa fiera c’è l’internet gratis e ultraveloce. E nessuno sta guardando i porno. Boh.

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Regole rigide anche per chi sta al computer. Non si può bere, altrimenti gli si fa il controllo del palloncino.

 

“E se vi chiedete: ma Morrolo sarà uscito almeno prendere aria? Beh ovvio che sì!”.

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Che palme!

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Fiorellini! Quelli veri!

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Tanta roba.

 

Giorno 2: il reporter / fotografo / giocatore / supereroe Morrolo ci avvisa che è iniziato il megatorneo di Stargate II.
E qui una parentesi divertente su quello che è successo al nostro inviato.

“Ieri notte mi sono iscritto ad un torneo di Starcraft qua nella zona LAN (quella con milioni di stronzi e i loro computer). Però serviva un PC per partecipare. Io ho qua il mio portatile. Avrei dovuto chiedere se qualcuno mi prestava il suo per giocare, ma solo oggi ho incontrato altri italiani (siamo in 4 in totale, credo). E così mi sono loggato in Battlenet, ma non ha riconosciuto il mio IP classico. Mi hanno bloccato l’account, quindi mi sono fatto mandare sul telefono un codice per sbloccarlo. Quando ce l’ho fatta ho installato il gioco su questo portatile, pur sapendo che non avrebbe funzionato bene. Ho scaricato una cosa come 12 giga. In pochissimo tempo però! Tipo un’oretta. Poi faccio partire Starcraft… e crasha il PC. Schermo blu. Ho riprovato tipo 3 o 4 volte. Indovinate? Scheda video 256 megabyte. Fantastico. Beh, comunque ho fatto vedere agli amministratori che avevo PC e gioco. A tutti gli effetti ero iscritto. Vado a pisciare, fumo una sigaretta, torno e scopro di avere perso a tavolino perché ero risultato assente. Li ho mandati tutti a fare in culo. In modo scherzoso, non mi pesava la cosa. Avrei perso comunque! Ahahah!”.

Da questo racconto ho capito il motivo che spinge i veri supernerd a non uscire mai di casa. Perché è una regola del gioco: se ti alzi dalla sedia sei fottuto.

 

Mi arriva un altro carico di foto del nostro inviato insieme ai suoi idoli. I più grandi giocatori al mondo di Stargate. La maggior parte sono ovviamente asiatici.

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“Il pacioccone è il più forte del mondo […] è in testa alla World Championship of Starcraft Two ed è lo […] che ha guadagnato più soldi di tutti in 3 anni e mezzo.”

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Morrolo (quello con la barba), che sponsorizza la sua band anche dalla Spagna, e un tizio che è forte a fare qualcosa. Non so bene cosa, ma è bravo.

Una super sponsorizzazione alla band di Morrolo, i SuperGifted Armadillos. È la terza volta che ne parlo sul mio blog, ma gli voglio troppo bene per non farlo. Difficile non ballare sotto le loro tracce. Andateveli a sentire (cliccate sul nome) seppur la qualità audio fa cagare. A breve uscirà il loro primo album e lì la qualità sarà tanta.

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Tutti che si prestano per rilanciare un grande gruppo! Bravi supernerd! Così si fa!

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Morrolo in mezzo a due persone che, penso, siano sponsorizzati dalla Logitech.

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Dovrebbero trattarsi di personaggi estremamente forti nei giochi gestionali, ma sinceramente non so chi siano. Però c’è il mio fotografo preferito anche in questa foto!

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Figa, questi sì che sono dei grandi! Credo…

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Va beh, avete capito che non so chi siano i personaggi fotografati con il nostro inviato, però sono famosi nel mondo di Starcraft. ODDIO! L’ho detto giusto! Stargate!!! Ecco…

 

Ok, torniamo alla fiera degli scacciafiga.

Giorno 3: il nostro fotografo finisce su un video di Twitch e manda uno screenshot, proponendo il gioco “Trova Morrolo”. Un suggerimento, vi avevo detto che è l’uomo con la carica nel sangue. Ecco. Ora trovatelo.

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Un grande. Non peraltro è il mio fotografo!

 

Mi invia le ultime foto. Vedo quindi che il nerdometro s’è ormai stabilizzato al livello massimo “Riesco a leggere le schermate verdi di Matrix. Anche ad occhi chiusi.”

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Una stretta di mano è il massimo contatto fisico concesso ad un vero nerd.

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Penso si tratti di una schermata di Stargate 2.

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Sì, ok, ho vinto. Ma ora basta con queste strette di mano, eh.

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A naso, penso si tratti del gruppo che ha vinto il torneo di Stargate 2. Mi domando solo che portafoglio abbiano per portare un assegno così grande in giro.

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Il signorino MC (il pacioccone campione del mondo di Stargate) ha perso la finale ed è visibilmente incazzato. La tipica faccia di chi tiene in mano un assegno da 5000 dollari.

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Festeggiamenti e cameraman. No, scusate, volevo dire camerawoman.

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Twinkle, twinkle, black star…

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Ho un debole per le asiatiche. Ve l’avevo mai detto? Soprattutto quelle che tengono in mano i microfoni.

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Incabinati…

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…e concentrati. E se tenti di uscire ci sono dei cecchini posizionati lungo tutto il perimetro.

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“Ok signora. Le assicuro che non possono vederci. Ma adesso mi dica se vede tra loro il sospettato.”

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Poi non dite che non c’erano tipe! Ah, sono stato io a dirlo? (Comunque c’è il tipo sulla sinistra che sta facendo la foto al culo della tipa. Tutti gli altri, invece, devoti al grande schermo.)

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Pronti?

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ORA! Agitate tutti i vostri dildo verdi!

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Oddio! Fermate questa cosa che spruzza! Non so cos’ho combinato, ma non volevo arrivare a tanto!

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“Ching yuh nuh?” “Ni ahy cha!” “Oooh! Ni ni!”

 

Si conclude così la grande avventura nel mondo del digitale.

Ora scusate ma devo uscire a vedere la luce del sole…

AAAAAAAH. ODDIO. NON CI VEDO PIÙ!

STO BRUCIANDO!!!

AAAAAAAH… Da
Harry Vederci, detto Il Nerd Atipico

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ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!! Ma questi titoli idioti funzionano ancora?

QUESTO VIDEO È STATO CENSURATO IN DIVERSI PAESI DEL MONDO TRA CUI LA CINA E LA FRANCIA GUARDATE E DIFFONDETE IO ODIO LA PUNTEGGIATURA E MI SI È BLOCCATO IL TASTO DEL MAIUSCOLO!!! ECCO VA CHE BELLO OGNI TANTO CI METTO I PUNTI ESCLAMATIVI PERCHÉ NON BASTA TUTTO QUESTO MAIUSCOLO È ORA DI FARE QUALCOSA PER QUESTO.

Questo cosa? Chi sei? Che ti urli?

Innanzitutto mi domando come certi messaggi spam possano ancora attirare l’attenzione. Speravo che ormai le persone avessero capito come funziona il mondo. Titoli enormi dove non viene spiegato nulla del contenuto, come quelli che scrivo io sul mio blog. Perlomeno io non sono uno di quelli che si diverte a mettere collegamenti a programmi virali o malware. L’unico virus che al massimo posso scatenare è quello intestinale (ma solo se leggete quello che scrivo sotto il titolo).

Senza troppi giri di parole, ecco l’elenco degli “scherzetti da hacker invasivo e rompicoglioni” che assedieranno il vostro computer se cliccate su uno dei link CHE URLANO COSE A CASO!!!:

  • Il virus delle apparizioni.
    Una volta richiuso il link che non funziona (“Ma come non funziona? C’era scritto GUARDA LA D’URSO MENTRE SI RADE LA PASSERA!!! ASSOLUTAMENTE VERO!!!”), vi apparirà sullo schermo Paolo Brosio che continuerà a ripetere con voce petulante “Ah ah ah, non hai detto la parola magica! Ah ah ah, non hai detto la parola magica! Ah ah ah…”. Non potrete più fare nulla: ogni programma o documento non salvati andranno persi, saranno cancellate le vostre playlist musicali che non saranno eticamente corrette (quindi addio Slayer, addio Foo Fighters, addio Alberto Camerini), saranno bloccati tutti i siti porno (brutta storia, lo so) e soprattutto non potrete più riattivare la corrente elettrica nei sistemi di sicurezza dei Velociraptor e dei T-Rex.
  • Il virus degli asparagi.
    Avete presente quando mangiate gli asparagi e andate a fare pipì dopo? Ecco, stessa cosa succederà al vostro PC. Vi starete chiedendo come può essere che un calcolatore elettronico riproduca un odoraccio simile.
    Una buona domanda. Dunque…
    Come? C’è la torta al kamut? Arrivo!
  • Il virus dell’incompetente.
    Dopo aver visto che non partiva nessun video dal link INCREDIBILE!!! GUARDATE COSA FA QUESTO GATTO CON LE PALLE DEL CANE!!! e chiuse tutte le pagine di pubblicità invasiva, potrete continuare tranquillamente a lavorare con il vostro computer. Ignari del fatto che però sia stato già infettato. Pian piano inizierete a capire che il computer è diventato più stupido (del solito): salverà i file di testo facili da ricordare, quelli con poche righe, mentre gli altri si scorderà buona parte del documento (riportando frasi come questa: “…Mmm, sì, ok. Ci sono…aspetta, qui avevi scritto… Contratto… dunque…contratto d’appalto. Giusto? Nel caso fermami se sbaglio qualcosa, né, che non sono molto pratico di pratiche edilizie. Ehi, ho fatto un gioco di parole! Forte! Ah, sì scusa…il documento. Eeeeh…non ricordo più nulla. Certo che anche te! È difficile ricordarsi tutte queste parolone così complicate! Semplifica, no?!”), imposterà Internet Explorer come unico browser e il sito di Calderoni come pagina iniziale, vi cambierà l’impostazione base della tastiera (col rischio di digitare “Spett.le Impresa Colazzo” e trovarsi scritto sul monitor “Spettacolare Sega col Cazzo”), vi girerà lo schermo (fisicamente però, rivolgendolo verso il muro, così che sarete costretti ad alzarvi e voltarlo di nuovo per vederlo) e sarà così disorganizzato che le celle nelle tabelle di Excel saranno triangolari.
  • Il virus di Tron.
    Una volta che il vostro PC sarà infettato da questo virus, vi renderete conto subito del danno. Dei ragazzini punteranno i loro stramaledetti laser contro di voi per darvi fastidio e in men che non si dica vi ritroverete vestiti di neon blu, a guidare moto elettriche e viaggiare in paesaggi monotematici. L’unico lato positivo è che questo virus si è evoluto e nella nuova versione avrete anche la colonna sonora dei Daft Punk.

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“Aaah, dannati ragazzini coi loro stupidi laserini!” 

  • Il virus dell’antivirus.
    Uno pensa: “Ho già pagato per il compiuter, la tastiera, il maus, lo schermo, il sistema operativo, i programmi offis, internet, la registrazione al sito di Ilona Staller e ora devo anche pagare per quel maledettissimo antivirus?”. E infatti i moderni sistemi operativi hanno incorporato un proprio antivirus, abbastanza funzionale e semplificato rispetto alla maggior parte dei sistemi a pagamento (o almeno così dicono). C’è chi comunque vuole sentirsi più sicuro e installa il più figo e costoso tra i modelli sponsorizzati. Peccato che basta comunque aprire “involontariamente” il solito link IMPOSSIBILE!!! GUARDATE COME SI COMPORTA QUESTA RAGAZZA ALLA RICHIESTA DI PRESTAZIONI SESSUALI DA PARTE DI ALFANO!!! ed ecco che il nostro antivirus verrà corrotto dal virus stesso. Il nuovo morbo infetterà il computer chiedendoci di aggiornare il nostro antivirus quotidianamente, pagando ogni volta la cifra di 49,99€. Se non lo facciamo, verranno a casa nostra due ragazzi con il motorino dell’azienda di antivirus, caschi integrali e spranghe, pronti a riscuotere. Se non paghiamo nemmeno in quel caso…beh, solito discorso di muratori-calzolai e bagno rinfrescante nel fiume.
  • Il virus di Carlo Conti.
    Se lo schermo diventa ad un tratto completamente bianco, ma di un bianco così intenso che è quasi accecante è meglio spegnerlo immediatamente e portarlo a far vedere. Il letale virus non solo non ci consentirà più di utilizzare il computer come tale, ma basteranno pochi minuti di fronte al monitor per un’abbronzatura estrema.
  • Il virus Troja.
    Hai voluto vedere ASSURDO!!! OCA MANGIA DEL FEGATO D’UOMO SENZA CIPOLLE!!! e ora ti è comparsa questa scritta “Attenzione: questo computer è sotto attacco da parte di troja”. Penserete che è il solito virus trojan, facilmente eliminabile. E invece no, perché potrà sembrare simile al suo predecessore, ma molto più potente. Chiamato anche “Figlio di trojan”, esso è una sua diretta evoluzione: si è abituato agli antivirus ed ora ha sviluppato degli anticorpi in grado di contrastare anche l’hacker più esperto. Ma cosa fa praticamente? A dire il vero niente. Sta lì e consuma un po’ di RAM. Ma giusto poca roba, così per dar fastidio.
  • Il virus delle tette.
    Se si aprono quelle mail che riportano nell’oggetto: “TETTE A IOSA COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI O CI SIA STATO UNO IERI!!!” vi ritrovate lo schermo invaso dalle tette, creando quindi una distrazione tale da non poter più proseguire con quello che si stava facendo. Per riuscire ad eliminare il virus…oh, mi è arrivata una mail. Scusate, eh…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frettolosamente ciao che devo fare delle…ehm…delle cose…

Hacker Bel Castello Marcondirondirondello, detto Tette

Arduino per donne, ossia come coinvolgere il sesso femminile in argomenti che parrebbero da sfigati

Assente giustificato. Un’assenza dal blog dovuta ad una nuova passione che mi sta portando via diverso tempo libero (mentre sono al lavoro, quindi). Per molti potrebbe essere una pecca non poter leggere le mie inutili cagate così spesso, visto che molti mi fanno notare quanto sia divertente ciò che scrivo. Ma io continuo a preferire le critiche negative e gli insulti. Li gestisco meglio. Di fronte ad un complimento non so come comportarmi. E rigurgito il pranzo. Siccome poi mangio parecchio, non è neanche un bello spettacolo da vedere. Quindi basta, eh.
Ritornando sul motivo per cui ho “mollato il colpo” (e visto che parlo spesso di cacca, vorrei precisare che stavolta non c’è nessun doppio senso), è perché mi sono messo dietro a studiare. Io che non ho mai studiato in tutta la mia vita, mi sono detto, alla tenera età di 24 anni: “Eh no! Ora voglio imparo qualcos’altro che non so, perché sennò perdo il senno.” E con la stessa determinazione (linguistica) di un bambino che scopre la sessualità, mi sono buttato sulla prima cosa che mi sembrava facile: la progettazione ed il funzionamento di circuiti elettronici cablati ed interfacciati con una scheda di memoria e sviluppo, collegata ad un terminale di calcolo.

Alcuni lo chiamano anche Arduino.

Molti penseranno che Arduino sia l’acronimo di Alito Robusto Di Un Individuo Non Ordinario, invece è solo il nome di un locale pubblico del piemontese. Più precisamente un bar, presso il quale si ritrovavano i fautori di questo strumento che mette in comunicazione un circuito elettronico con un programma scritto sul computer di casa. Tradotto in parole povere, si tratta di una scheda elettronica (come quelle che trovate dentro il telecomando, la macchinina radiocomandata, la nonna, ecc…), che può essere programmata per uccidere…
No. Scusate. Troppi film d’azione.
Può essere programmata per qualunque funzione le si voglia far eseguire.

E qui il coro di voci che fanno “Ooooh, sì, possibile! Tutto, ma proprio tutto è una cazzata. Gli potrai far fare solo determinate cose.”

Le “cose” è un po’ troppo generico come termine. E diciamo anche che non siamo troppo lontani dalla verità. In teoria questa tecnologia c’è sempre stata, però non era alla portata di tutti e non era così facile capirla come ora.

Quella che abbiamo sentito spesso pronunciare con il nome di Automazione (che non è un acronimo di AUTOmobile Metallica Azionata Zecondo Interruttori Onirici Nitronici Elaborati, che non so nemmeno che cazzo ho scritto), è il principio di funzionamento dei robottini (come i pesci da trofeo con gli occhiali da sole che iniziano a cantare “Oh my darling Clementine” quando gli si passa davanti) o di qualunque altra macchina che fa i calcoli, che si muove, che fa le lucine, che emette musica, ecc… E questa automazione è applicabile in qualunque campo della vita, bastano un po’ di buona volontà e voglia di fare.

Non mi metto certo a spiegarne il funzionamento, siccome non sono bravo e se lo facessi potrebbero seguirmi solo 4 ingegneri, 2 nerd e 3 programmatori, senza che si addormentino. Tutte persone che non hanno niente a che vedere con le tette. Capito?!
In merito a questo discapito, ho deciso di voler trovare un connubio tra “nerdata-che-non-frega-una-beata-fava-alle-ragazze” con “scarpe”. Ed eccomi con le mie solite liste della spesa, nella quale voglio illustrare le possibilità che Arduino mette a disposizione, ossia delle idee che potrebbero essere attuate per facilitare la vita alle ragazze:

  • Fard-uino
    Innanzitutto mi vado a vedere cos’è il fard. Ammetto di essere un po’ ignorante in merito ai trucchi che usano le donne. Gli unici trucchi per me sono quelli dei videogiochi. Quindi, scoperto che è quel cosmetico che serve per dare più colore al viso, tramite Arduino è possibile creare un doppio pennello sincronizzato che applica il composto rossastro sulle guance in maniera automatica. Certo, bisogna sbattersi non poco per creare e progettare questa macchina. Ed è anche altamente probabile che sia del tutto inutile e scomoda. Però trovatemi voi un collegamento tra il fard e l’automazione!
  • Hard-uino
    Uno strumento comunemente usato da moltissime donne: il vibratore. Questo attrezzo per la felicità femminile (alle volte anche maschile) può essere costruito con la nostra schedina elettronica. Le nostre vogliose ragazze potranno montarsi il proprio attrezzo (per poi montarsi l’attrezzo). Potranno regolare l’intensità anche da comandi remoti, come un cellulare o un telecomando. Potranno impostare anche un movimento lineare (su e giù, per intenderci) oltre che vibratorio. Se si desidera, potrà essere illuminato di vari colori. Potrebbe anche essere collegato ad un sensore che capta l’intensità del gemito per aumentarne la vibrazione. Più si gode e più questo porterà alla follia. Vi sto convincendo ora che queste nerdate non siano così inutili, eh?
  • CARduino
    Basta con questo “falso” mito delle donne al volante. MA, nel caso in cui aveste delle difficoltà nei parcheggi, può venirvi incontro Arduino. Tramite una buona progettazione (magari fate un po’ di moine per convincere qualche ingegnere e qualche meccanico) potrete applicare alla vostra macchina quel sensore di posteggio che si vede in molte pubblicità, quello che vi manovra da solo la macchina nei “temibili” parcheggi ad S. Oppure potrete mettere il blutut con riconoscimento vocale (consiglio altre moine ai sopra citati ingegneri), di cui molte macchine sono già dotate ora, ma se aveste una vecchia automobile potrete renderla più all’avanguardia. Attenzione: la capacità di guida non potrà essere migliorata con Arduino.
  • SGUarduFino
    State cercando il peggior difetto possibile nella ragazza che avete di fronte, che sta palesemente troieggiando con il vostro moroso? Nulla di solito sfugge all’occhio critico femminile, soprattutto se usato per disprezzare un’altra ragazza, ma se volete una mano per aumentare la probabilità di trovare il pelo nell’uovo, potrete progettare un “occhio” elettronico in grado di analizzare le doppie punte, la linearità e l’inclinazione del naso, l’allineamento degli occhi, la postura, le forme, l’abbinamento di colori dei vestiti e chi più ne ha più ne metta. Questa cosa sembra molto da fantascienza. E infatti non penso sia probabile attuarla a tuttora. Ma perché limitarsi con la fantasia?
  • LARDUiNO
    Problemi nell’indossare vecchi vestiti che ora non entrano più? Lo specchio sembra deformarvi troppo? Ovviamente il vostro partner non potrà mai giudicare il vostro aspetto fisico (perchè sa a cosa andrebbe incontro, quindi eviterà sicuramente la verità), e a questo c’è una possibile soluzione elettronica: tramite il nostro caro Arduino, si può progettare una bilancia in grado di calcolare l’esatto rapporto peso/altezza e sarà in grado anche di parlare, dicendovi: “Sei perfetta, bellezza” oppure “Stai bene così, non sei per niente grassa, anzi”… In teoria doveva dire se si è in sovrappeso o meno. Doveva incitare a fare attività fisica, ma siccome ve la costruite in casa, care signore, potete anche cambiare il range base del peso forma a vostro piacimento.

Immagine
Si può anche intrappolare il vostro uomo, creando una gabbia laser, in maniera tale da non farlo più andare in giro con gli amici la sera.


Una cosa importante che mi sono dimenticato di specificare su Arduino è che si tratta di uno strumento Open-Source, ossia che è aperto a tutti, è libero. Chiunque crei un programma può metterlo in condivisione gratuita sul web; se qualcuno ha dei problemi nel progettare può aprire uno dei mille forum che trattano l’argomento e cercare una soluzione o chiedere una mano. Qualunque persona può proporsi anche per migliorare lo stesso Arduino, anche se queste cose le lascio a gente con un po’ più di capacità. Io al massimo faccio brillare le lucine di natale. 
In agosto.
E le fulmino.

Spero di avervi un attimo incuriosito, anche se ho spiegato l’argomento come faccio di solito.
Col culo.
Però è stato tutto calcolato in maniera tale che io servissi solo da tramite, giusto per solleticare un po’ la curiosità. Lascio tutto nelle mani del potente Google, e affini.

E qui vi saluto. Da
Vide, detto Tioli

Etichetta tritata

Conosciuti con il nome di “hashtag”. Queste particolari parole precedute dal simbolo del cancelletto hanno abbondantemente stancato la vista. Prima di apparecchiare gli insulti, vediamo che cosa sono ma, soprattutto, a cosa servono.

Vado di corsa a cercare su Wikipedia cosa significa hashtag (se vi serve, basta cliccare sul nome per aprire la pagina esatta di wikipedia inerente) e scopro che non vuol dire tritare etichette come ho malamente riportato nel titolo, ma significa cancelletto (hash) ed etichetta (tag). Peccato, perché in fatto di traduzioni mi sembrava più appropriata quella di “tritare”, visto che hanno letteralmente sminuzzato i coglioni. Andiamo avanti.
A cosa servono queste etichette? Come qualunque altra targhetta, serve ad identificare con precisione l’oggetto a cui è associata. Nel nostro caso si parla del topic, ossia dell’argomento principale di un discorso. È la parola chiave di una discussione. Serve quindi a ripescare dal dimenticatoio vecchie memorie scritte, vecchie foto ad essa allegata, vecchie che attraversano la strada o vecchie citazioni di argomenti a cui abbiamo associato il nostro “tag”.

Ma quanti sono quelli che usano questa funzione per questo scopo? Secondo me NESSUNO. Il motivo è semplice: tutti scrivono cancellettomerda, cancellettobellalì, cancellettourinare, cancellettomialzolamattinaehoildurello, ma tanto poi queste, che sono volutamente minchiate, vengono lasciate a marcire nel corso del tempo, perché si tratta di inutilità che risultano divertenti solo al primo quarto di secondo in cui qualcuno posa lo sguardo. Dopodiché uno di certo non torna a pensare di cercare il tag utilizzato per quella specifica immagine o frase che gli torna in mente, e soprattutto voglio vedere quanti si ricordano quale nome hanno dato all’etichetta:
“Ma dove sarà la foto della mia caccona gigante? Cerchiamo tra gli hashtag! Dunque, cosa avevo scritto? cancellettocaccona? O forse cancellettocartaigienica? No, no, era cancellettooperazioneanale! No, nemmeno questo… Vabbè, ho capito, guardiamoci un bel porno e via…”

La comodità degli hashtag sono soprattutto le frasi intere scritteconleparoletutteattaccate. Comodo, no? Soprattutto da leggere. Non sono dislessico, ma a furia di trovarmi circondato da questi codici che alle volte mi paiono scritti in greco antico, rischio di diventarlo.

Non ho ancora capito il motivo che spinge a mettere il cancelletto. So che serve giustamente per attivare l’hashtag, ma non capisco perchè la gente metta l’etichetta sminuzzata. Per quale motivo? Perché almeno fate mente locale la prossima volta a quel tag?
No. È semplicemente questione di moda. Non ditemi che serve per catalogare una foto o un documento perché una volta esistevano i titoli e le descrizioni, che erano anche più facili da comprendere o da ritrovare.

I tag li uso anche io ogni giorno. O meglio, li scrivo per cercarli. E non sono l’unico. Tutti usano la ricerca per tag: su Google, su Youtube, su Facebook, ecc… La differenza è che per la ricerca non vengono citate le etichette tritate, bensì le parole normali, con i termini staccati l’uno dall’altro con uno spazio e senza cancelletto davanti. Per una buona navigazione nel www, passando tipicamente dai motori di ricerca, l’utilizzo delle parole chiave è necessaria per un ottenere il risultato sperato, in breve tempo. Ad esempio nel mio caso, grazie ai miei fantastici tag che riporto sotto ogni pagina del blog, chiunque può arrivare a leggermi.

Soprattutto chi non vuole o chi non mi cercava per niente.
“Cià, cerchiamo un po’ sui blog delle notizie storiche su Carlo III, che mi ha sempre appassionato!” e poi finisce per leggere argomenti sui gabinetti.
Tutto merito dei miei utilissimi tag!

Come spesso accade, includo un elenco puntato o numerato nei post che pubblico (una mia particolare caratteristica da buon maniaco). Come potrei chiudere senza il mio solito inutile elenco di minchiate? Oggi sto ponendo troppe domande retoriche. Vediamo quali sono gli hashtag più usati nell’internet:

  • cancellettocarloiii
    L’hashtag che utilizzo per confondere gli storici, indirizzandoli sul mio blog. Ho scoperto che in realtà non fui io a creare questa etichetta, bensì il dottor Carlo Iii, che lo istituì apposta per cercare persone con il suo stesso cognome a tre lettere. Ve lo sconsiglio vivamente perché è un permalosone. Soprattutto dopo che ha iniziato a ricevere proteste dagli  studiosi e dagli storici per via del suo tag, accusandolo di deviare importanti informazioni storiche su un blog puerile che parla solo di escrementi. Forse non avrei dovuto mettere la sua mail tra i miei contatti.
  • cancellettofarinaperilnaso
    L’etichetta sminuzzata più usata tra i consumatori abituali. Non sto parlando dei panettieri.
  • cancellettowlafiga
    Vabbè, dai, non è mai passato di moda questo, volevate che non subentrasse anche nella moda degli hashtag. Ci mancherebbe altro!
  • cancellettonoguardanonhopropriomonetemispiace
    Il tag che spopola nel mondo dei venditori ambulanti di cd e accendini, che si possono trovare spesso nei parcheggi delle auto o vicino ai semafori.
  • cancellettoastigmatismodovutoaquestifottutihashtagdimerda
    Chi, per quelli come me, perdono una diottria ogni giorno per via degli stessi hashtag.
  • cancellettoselarcivescovodicostantinopolisidisarcivescostantinopolizzassevidisarcivescostantinopolizzeresteanchevoi
    L’etichetta ripropone una domanda che sussiste da diverse generazioni, sull’arcivescovo di Costantinopoli e sulla nostra devozione nei suoi confronti.
  • cancellettospremiagrumiperitesticoli
    Prodotti sadomaso per chi ne ha piene le balle. Un argomento molto in voga tra gli italiani affetti da una grave forma di politica.
  • cancellettolepupazzenonsonopiùinvetrinaadamsterdammasuinstagram
    Quando la tecnologia porta nelle nostre case la cultura olandese, essa diventa di conseguenza un hashtag.
  • cancellettotettetettetettetettetettetettetettetette
    Beh, ovvio.
  • cancellettocancelletto
    Il tag dei produttori di portoncini in ferro.

Immagine
Una foto ricavata dall’hashtag sopra riportato.

  • cancellettocarotaggio
    Un’etichetta che non è stata creata da un geologo, come molti potrebbero pensare, ma da Rocco Siffredi.
  • cancellettoprovapurealeggerequellochecescrittoquitantodopounposonosicurochenoncapiraipiucosastaileggendomanelfrattempotistaisforzandopesantementeaseguirequellochescrivoinstotagdimerdacomplimenticomunquecheseiarrivatofinquialeggereoraticonfondocolfondotiporestoagallaciaobaumiaopolmonetraversoeroversofrenoamano
    Capito, no?
  • cancellettononpossofareamenodeglihashtag
    Il primo hashtag creato per combattere la dipendenza da hashtag.
  • cancellettocarloconti
    L’etichetta che parla delle popolazioni africane.
  • cancellettocantieristradali
    Di questi tempi la tecnologia è alla portata di tutti, anche degli anziani.
  • cancellettocoridastadio
    Un tag che tratta il livello di comunicazione più elevato tra cittadini italiani.
  • cancellettofranciacorta
    L’hashtag del parco tematico ispirato alla “Italia in Miniatura”, però con modello francese.
  • cancellettocacca
    L’argomento che viene più spesso collegato a Gianni Morandi. Di recente anche ad un certo Carlo Iii.
  • cancellettoFa
    Il diesis in musica non ha più senso se prima non diventa hashtag.
  • cancellettostudioaperto
    Un hashtag su di un programma vietato ai minori.

Direi basta così, che se continuo poi le sento su ancora da Carlo Iii. Povero.

Ve saluto, o popolo, direttamente da
Giuli-ano dei Negripercaso, detto cancellettoTioli

APPerò

Viviamo il 40% della nostra vita sdraiati, il 10% la trascorriamo mangiando, il 33,4% la passiamo a giocare a nascondino con il vicino di casa dopo che gli abbiamo cagato sullo zerbino, il 69% la passiamo a scopare (nel mio caso anche lo 0,034‰) e il resto del tempo, se non ho sbagliato a fare le somme equivale all’89%, stiamo incollati al cellulare. Mentre guidiamo, mentre mangiamo, mentre siamo ad eventi importanti, mentre stiamo dormendo, il nostro corpo si muove istintivamente verso la tasca del pantalone o la borsetta, alla ricerca della luce digitale.

Per quanto si possa vivere senza, per quanto io bestemmi ancora con chi ha inventato il touch, per questo e per quello gli smartphone ci hanno rubato gran parte del tempo, grazie alle comodità che li accompagnano. Comodità dovute alle fantastiche applicazioni, abbreviate con il neologismo app, che ci consentono di ottimizzare al meglio il nostro apparecchio cellulare, fino a trasformarlo in una specie di scatola magica per ogni evenienza.

Proprio per la sua versatilità ho riportato di seguito un po’ di applicazioni che possono essere utilizzate per evitare di vivere come persone:

  • APPy hour (detta anche APPeritivo)
    L’applicazione che ti consente di trovare il miglior pub o bar nel quale fanno ottimi aperitivi. Se vuoi organizzare una serata con gli amici, invitali su Facebook all’aperitivo nel posto più figo scelto dalla tua comodissima applicazione. Comunque l’importante è che ognuno dei tuoi amici si presenti con un’applicazione nuova un po’ carina da far vedere agli altri, sennò che happy hour è? (Sponsor by APPerol)
  • stAPP
    L’application che ti consente di aprire le bottiglie di vino. Come funziona? Ma è facile, compariranno delle domande da porre alle persone vicine a noi, grazie alle quali potremo arrivare allo scopo prefissato. Alcuni esempi di domanda sono “Hai un cavatappi a vite?” oppure “Sai aprire questa senza cavatappi?”.
  • cavatAPP
    Spiega il funzionamento del cavatappi tramite un breve video. Non fornisce nessun tipo di strumento per l’apertura delle bottiglie. Se non avete un vero cavatappi a disposizione potete sempre scaricare stAPP e farvi risolvere il problema da qualcun’altro.
  • APPosto
    Una favolosa aplicaciòn che ci consentirà di non rispondere più a quella retorica domanda post-saluto “Come va?”. Basterà schiacciare l’unico bottone di questa applicazione per far rispondere al telefono “Tutto a posto!”. Basta chiacchere inutili. Basta parole al vento. Fai parlare il tuo telefono. Alienati sempre di più dalle altre persone.
  • APPostrofo
    Siete i soliti che scrivete velocemente senza punteggiatura? Lo so, lo fanno tutti. Ma da ora in avanti voi potreste essere i primi a mettere almeno l’apostrofo al posto gius’to. Questa imperdibile aplicação inserisce al momento esatto lapost’rofo nei mess’aggi che inviamo agli’amici. Prova finalmente la tua cultura less’icale sugl’i altri!
  • APP-unto
    Non lasciatevi confondere. Questa magica anwendung non si tratta del solito block notes che abbiamo di default sui nostri apparecchi. Difatti l’applicazione ci consentirà di annotare solo parole che si riferiscono al burro e all’olio. Tutte gli altri termini non inerenti verranno in automatico cancellati. Se ci serve fare la spesa per acquistare la base della frittura non troverete in giro applicazione migliore.
  • APPannare
    Se siete in macchina con la vostra ragazza, parcheggiati in quei tipici posti un po’ fuori mano, se siete li per ciulare insomma, ma non avete fogli di giornale perché leggete solo il tablet, questa sbalorditiva aplikace è in grado di surriscaldare la batteria così tanto da far fumare lo smartphone. Così facendo nel giro di pochi minuti tutta la macchina sarà completamente appannata e potrete consumare il vostro rapporto lontano dagli occhi indiscreti dei guardoni.
  • APPrire
    L’unica ansøgning che ti ricorda di aprire la porta prima di sbatterci contro. Così facendo non vi servirà più alzare lo sguardo dal cellulare mentre state camminando. Sempre più immersi nel vostro mondo digitale e sempre meno presenti in quell’altro coso che non ricordo cos’è!
  • APParecchiare
    Questa aplikazio ti ricorda di mangiare. Se siete troppo presi dall’ultima app scaricata e non vi siete resi conto che è già l’ora di cenare, APParecchiare suonerà il promemoria per il vostro stomaco. Non lasciatevela scappare o morirete di fame.
  • APPellativo
    Avete poca fantasia ma volete comunque prendere in giro i vostri amici con dei divertenti soprannomi? Niente di più facile, grazie a questa uygulama che vi fornirà tanti simpatici nomi che potrete scrivere sul Twitter dei vostri amici. Potrete far divertire tutti i vostri follower: “Frullo, tutto bene?” ah ah ah… “Ehi Ovaia, come stai?” ah ah ah… “Cosa mi racconti, Cagone?” oh oh oh…
  • APPeso
    Questa applicatio si tratta di un gioco molto simpatico nel quale dovremo togliere la sedia sotto i piedi dell’indeciso suicida che si è apprestato a legarsi la curiosa cravatta intorno al collo. Potrete farlo tremare dal terrore per ore o levargli subito l’appoggio.
  • APPariscente
    L’aplikim qui sopra trasformerà il vostro smartphone in una fastidiosa sirena che noterà chiunque. Produrrà un rumore molto alto e farà brillare tutte le luci dell’apparecchio, in modo che le persone intorno a voi alzeranno la testa dal loro cellulare e vi noteranno.
  • APPurato
    Se scaricate questa アプリケーション potrete confermare ogni vostro dubbio su qualunque cosa leggiate sull’internet o che vi viene detta su Whatsapp. Mai più false testimonianze da parte di amici che ci prendono in giro con notizie fasulle. Basta con le fonti false che accompagnano le testate giornalistiche. (L’attendibilità del servizio è intorno allo 0,0019%).
  • cAPP
    Non ti puoi permettere un cappello New Era ogni giorno? Scaricati questa aansoek e mettiti in testa il telefono cellulare. Mostrerà un cappello diverso ogni giorno, così che sarete sempre giovanili e alla moda. L’unica pecca di questa app è che non vi consente di fissare lo schermo ininterrottamente.

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La simpatica APPendiabito sviluppata da Giorgio Armadi.  

  • strAPP-on
    Una εφαρμογή per sodomiti o un’alternativa al vibratore per le donne. Non aggiungo altro perché avete già capito come si usa. La funzione di vibrazione è inclusa nell’app e viene attivata con il tasto d’accensione. Una volta spenta diventa strAPP-off.
  • APPetta
    La toepassing che vi farà evitare di aprire bocca quando qualcuno continua ripetutamente a chiamarvi. Quando sentirà il vostro nome richiamato insistentemente, l’applicazione griderà in risposta “Ho capito! Non rompere i coglioni, arrivo!”.
  • PeppAPPig
    Una 신청 che mostra il lavoro svolto in un reparto di macelleria.

Vi sentite un po’ più digitalizzati ora? Siete persone 2.0 o ancora passeggiate guardandovi in giro? Dai, non fate gli alternativi e colpite il vostro lobo temporale con scariche magnetiche provenienti dal vostro brillantissimo e funzionale telefono…no, ma che telefono. Ora non li fanno più che chiamano, ma che navigano e basta. Io ho provato a comprare un cellulare e metterlo in un catino riempito d’acqua.
Niente. Va a fondo.
Eppure avevo l’app che me lo trasformava in una barca: l’American’s cAPP.

Uè ciao, da
Leonardo Da Capri, detto Seipropriouncretino

Parlando di videogame (talking about videogioco)

ATTENZIONE: argomento nerd con risvolti puramente idioti. Qualunque riferimento alle tette è assolutamente voluto. Può contenere tracce di gusci di uova, poliestere e stronzate.

Di seguito riporto una lista di videogiochi più attesi quest’anno dal popolo videoludico, con relativa descrizione:

  • G.T.A. VI
    Che erroneamente tutti confondono con Grand Theft Auto 6, invece si tratta di Gigetto il Trattore Amico di Vicenza (la VI non sta per il 6 romano, ma per la provincia veneta). Dovremo guidare un simpatico trattore che si chiama Gigetto per le campagne vicentine. L’obiettivo principale è quello di distruggere tutte le auto del film Cars della Disney, le quali hanno insultato fin dalla tenera età il trattorino Gigetto per il suo nome così fuori produzione. Le tecniche utilizzate per torturare gli altri autoveicoli dotati di espressione facciale variano dai più antichi e trucidi metodi dell’inquisizione fino ai più classici, come la vergine di Norimberga. Prevista per il 2015 l’uscita di un espansione del gioco, nel quale potremo stuprare le carcasse delle macchine ancora in fin di vita. Il gioco è consigliato ai bambini con età superiore a 3 anni.
  • Tony Hawk Pro Scooter
    Il famoso skater si è finalmente dedicato ad altri mezzi per le sue evoluzioni. Ma non stiamo parlando di quelle moto smarmittate guidate dai teenager. Bensì i protagonisti di questa fantastica esperienza sono gli obesi che si dirigono al minimarket sotto casa con il proprio scooter col cestello, con l’incredibile velocità massima di 6,5 km/h. L’obiettivo sarà cercare di eseguire il maggior numero di acquisti, evitando gli altri consumatori del negozio e gli inservienti che puliscono, senza cadere dal carrello motorizzato. Gli oggetti contenenti burro e grasso saranno quelli che daranno più punti per il punteggio finale.
  • Space in Water
    Gli alieni in 8bit ci attaccano nuovamente, ma dal gabinetto. Microbatteri stanno tentando di risalire lo scarico del cesso per conquistare il sedere del nostro malcapitato protagonista, il quale dovrà colpirli con vari attacchi: la cacata splash, la pipì direzionale, la super spruzzata cosmica della domenica mattina e, l’arma definitiva, il WC net.
  • The Sims 3: mutation
    In questa espansione i famosi personaggi di The Sims muteranno e diverranno delle schede per telefoni cellulari. E niente. Non è poi così bello, però possiamo cambiare il nostro numero di cellulare quando vogliamo.
  • Donkey Sciotte
    La scimmia che ci lanciava i barili addosso ora si è stancata di rapire bionde, ma punta a distruggere mulini a vento. Potremo controllare l’enorme scimpanzé dell’arcade game, con l’obiettivo di buttare giù più pale eoliche possibili, guadagnando soldi dalle industrie petrolifere. Il nostro nemico sarà composto da gruppi di hippy in protesta. Siccome sono pacifisti e voi siete una scimmia gigante in brama di soldi, sarà piuttosto facile finire il gioco senza troppi sforzi.
  • Super Mario Bronx
    L’idraulico baffuto stavolta si ritrova a fronteggiare la criminalità nel noto distretto americano. Non basterà saltare in testa ai nemici o lanciargli gusci di tartaruga, qui Mario dovrà indagare su casi di omicidi, spaccio di droga e principesse rapite e costrette a prostituirsi. Essendo un idraulico avrà a disposizione un budget illimitato per acquistare armi e corrompere la polizia (nel caso lo scoprissero non fare fattura), fino ad arrivare alla soluzione del caso e uccidere il boss dietro il racket della prostituzione: Silvio Bowserlusconi.
  • Gran Turista
    Non guidi macchine sportive su piste di gara, bensì è un tipico simulatore di turismo. Bisognerà gestire e rilanciare il turismo di una cittadina nel bresciano, perlopiù a carattere industriale. Livello di difficoltà estremo.
  • Metal Slut
    Non avremo più a che fare con un simpatico biondino che ucciderà cattivi armati e libererà prigionieri di guerra. Saremo una troia robotica. Lo scopo del gioco è scopare senza far scoprire che la propria vagina è fatta in una lega di titanio. Il gioco più venduto tra i ragazzi di 12/13 anni.
  • FIFA
    Un survival horror paurosissimo.
  • God of wash
    Un altro gestionale dove dovremo pulire i vestiti, fino ad aprire una propria lavanderia.
  • Tax Pain
    Il gioco che in Italia è diventato un lavoro. Potrai evadere le tasse con effetto rallenty per non farti scoprire, corrompere dei prestanome, sparire alla vista degli esattori, aprire aziende private senza dichiarare miliardi, il tutto condito da un droga che fa diventare più forti: i soldi.
    La trama del gioco parte tranquilla, con il protagonista di nome Massimo Pain a casa con la propria famiglia. Il lavoro prosegue tranquillo, fino a quando vede che i soldi iniziano a mancare per la crisi. Nemmeno il finto omicidio della moglie e della figlia per intascarsi i soldi dell’assicurazione riesce a risollevare le sorti del povero Massimo. Quindi inizierà a collaborare con lo stato per poter continuare a vivere agiatamente e senza troppi problemi: dovremo gestire un traffico di falsi in bilancio, eliminare eventuali giornalisti scomodi, collaborare con i più infidi avvocati per cercare di non passare nemmeno un’ora in carcere e vivere finalmente come Massimo avrebbe sempre voluto, ossia senza preoccuparsi di dove parcheggiare l’Hummer Limousine o che la piscina nell’attico non venga più riscaldata. Porta anche tu Massimo al minimo dei contributi e scala la vetta della società!
  • Candy Crash Bandicoot Saga
    Nel gioco impersoneremo Crash Bandicoot mentre gioca col suo nuovo iPhone. Lo scopo è quello di cercare di farlo smettere, utilizzando metodi anche poco ortodossi: droghe, puttane, pugni, cercando di evitare la soluzione definitiva della comunità.
  • Anal Fantasy MCXXVIII
    È uscito finalmente l’ultimo titolo della saga di Anal Fantasy, il miglior gioco di ruolo per sodomiti, arrivati già al numero 1128 nel giro di 2 anni. Questa volta è stata inserita l’abilità di infilarsi…ma non voglio togliervi il gusto di scoprire questo nuovo eccitante capitolo! Compratelo e godetene.
  • LOL: Lubrificare o legare
    Sempre in campo di titoli osé, il titolo più giocato sulla rete. Un gioco di ruolo online nel quale potremo interagire con altri personaggi e giocare a fare del bondage o semplicemente cospargerli di vaselina.
  • Prince of Iran
    Giocheremo nei panni di un principe iraniano con il potere di controllare il tempo. Una volta diventati orologiai, il gioco finisce.
  • Angry Girls
    Siamo dei commessi di un supermercato di cosmetici all’apertura dei saldi. Un gioco di sopravvivenza in cui saremo costretti a scappare da migliaia di ragazze furiose pronte a massacrarci pur di ottenere lo smalto color Pesaro Urbino scontato dell’80%. Non avremo armi con cui difenderci e non potremo andare incontro alle esigenze della clientela perché se ne si accontenta una, altre 35 cercheranno vendetta. Dovremo quindi trovare una via d’uscita in mezzo ai cadaveri dei ragazzi costretti ad accompagnare le relative morose in quel teatro mortale di prezzi ribassati e rossetti glitterati.
  • Tekken sei diverso
    L’ultimo capitolo della saga dei picchiaduro, nel quale sarà aggiunto un nuovo personaggio: Mia Martini.

Spero che, essendo arrivati a leggere fino a qua, abbia scremato la maggior parte dei lettori, o almeno quelli dediti ai videogiochi e non al mondo reale. A questo punto vi saluto.

Ciaociao, da

Pietro Fuliggine, detto Claudio

La tecnologia salverà il mondo. Sul desktop.

Per poi finire erroneamente cancellato, come sempre. Se hai un file importantissimo da salvare, solitamente un lavoro sul quale hai impegnato tutti i tuoi sforzi da quattrocchi viscerale, stai pur tranquillo che nel momento in cui la freccina si trova a tre pixel di distanza dal bottone “Salva”, il computer si spegnerà davanti ai tuoi occhi, lasciando solo quel silenzio catatonico da sgomento (di solito dura settimane). Seguita in genere da una raffica di bestemmie e pugni. I più nerd sanno benissimo che colpire lo schermo non servirà a nulla, quindi procederanno istintivamente a colpire a calci il case (cheis), ottenendo come risultato una minchia di nulla. 

La legge di Murphy applicata alla tecnologia garantisce degli ottimi risultati sul piano dello stress psicologico. Nella scena del film di Shining, quella dove il protagonista Giacomo FigliodiNichol impazzisce battendo a macchina la famosa frase “AAAAAAAAAAaaaaaaaah!”, Kubrick voleva inizialmente utilizzare un computer. La cosa non ebbe seguito per via del fatto che quasi nessuno sapeva cosa fosse un computer. Oggi invece tutti sanno cos’è, come funziona e cosa va preso a calci quando si pianta.

Elenco casuale di reperti tecnologici, ritrovati negli scavi della sceneggiatura di Jurassic Park 4:

  • Windows: uno dei processori più diffusi, il cui nome spiega il funzionamento d’interfaccia. Questo cosa significa? Che se non riesci a capire come funziona, hai sempre l’opzione di gettare il computer da una delle tante finestre di casa tua. Esistono altri sistemi operativi oltre al qui sopra sfottuto processore della MinuscoloMorbido (MicroSoft mi ricorda un prodotto erotico per giapponesi). Ma non ho voglia di continuare su discorsi tecnici. In verità, siccome ho sempre e solo utilizzato Windows, non posso permettermi di prendermela con altri sistemi operativi a me sconosciuti. La mia apprensione a questo processore è masochismo, lo so.
  • I telefoni cellulari: apparecchi che nascono per comunicare ai propri genitori o al proprio datore di lavoro una scusa per il ritardo, ma che si sono poi evoluti in strumenti di dominio. Non dominio pubblico, ma dominio dittatoriale. Si sono impossessati delle nostre vite e ci hanno sottomesso al loro volere. Non come profetizzava il film Matrix, ma peggio. Tipo la Peppa Pig. Hanno iniziato qualche anno fa a cibarsi dei computer, assorbendone i contenuti e aumentando le loro dimensioni. Schermi con tecnologia touch (si pronuncia tach, in onore della Tatcher) la cui grandezza è superata solo dai segni delle ditate. I retro di questi “telefoni” sono spesso a specchio e, vista la loro grandezza, chiamarle piste non è poi così sbagliato. Intendo piste d’atterraggio per nasi golosi. Pessimi strumenti per chi soffre di dita grandi (il mio caso) o di dita unte e sudate, gli schermi che-devi-toccare possono causare rabbia. In particolare se stai giocando a Angry Birds, ti scappa il dito mentre stai lanciando una testa di un uccello arrabbiato e al posto di colpire la testa di un maiale colpisci tua nonna seduta da parte. E poi giochi a Angry Granny. Rendiamo lode ai telefoni nostri dominatori incontrastati.
  • Cinema 3D: ossia a tre dimensioni, quelle orizzontale e verticale tipiche, più quella fuori dallo schermo, quella che ti perfora gli occhi. Considero questa tecnologia la più inutile e dagli effetti più devastanti. Inizialmente nata con degli occhiali orrendi, sviluppatasi senza. Senza occhiali e senza nessun motivo d’interesse se non quella del “Oh cazzo, ma sembra troppo di essere nel film! Che figata!”. Ciò significa che se anche fai un film di merda con la stessa trama dei cinepanettoni, basta riempirla di effetti speciali e farteli vedere in 3D che il mondo si strugge di passione per un mal di testa gratuito. Solitamente mi piace guardare i film, che siano girati con la miglior tecnologia grafica o che siano fatti con la fotocamera del telefonino (sia sempre lode a voi, smartphone). L’importante per me è godersi lo spettacolo. Difatti quei pochi film che ho visto in 3D, ho dimenticato la storia per cercare di vedere alla mia destra e alla mia sinistra gli oggetti che dallo schermo mi arrivavano addosso, ed evitarli.
  • GPS: strumento che ti consente di finire la carica della batteria di qualunque apparecchio elettronico.
  • LCD: sostanza psichedelica diffusa nei primi schermi televisivi degli anni ’70.
  • Facebook: il più diffuso, parlato e criticato sistema di spionaggio civile. Chi ne fa uso, raramente smette. Si stanno sviluppando delle soluzioni per la dipendenza da facebook, come i cerotti o il metadone. Un sistema di comunicazione inizialmente ideato per tenersi in contatto con persone che non volevi più vedere né sentire, ma che poi si è trasformato nella più grande macchina per cercare persone single e vogliose. Con questo mezzo si possono condividere con il mondo i propri pensieri, le proprie idee e altre cose davvero inutili. Come le foto fatte dal cellulare (prostriamoci dinnanzi alle loro prestazioni, o potenti telefononi), i video dei gattini che si grattano o le proposte di matrimonio per timidi. La maggiore utilità rimane sicuramente la totale assenza di voglia di fare altro, tipo lavorare.

Altre sono le scoperte in campo tecnico-scientifico, ma mi sono un po’ rotto le balle, quindi concludo con una morale che ne conviene per uno come me che critica tutto e tutti come un vecchio seduto al circolo che beve vino: l’internet è bello ma bisogna starci attenti, altrimenti non ti stanchi più di vedere tutte quelle donnine nude sull’Istagram e diventi cieco.

Ciao, né!

Piertorto DeMedicinali detto il Braga