Enrico Lando devi bruciare le tue pellicole

Tette e soldi gratis (Ah, giusto, anche un paio di recensioni su dei film che ho visto)

Il titolo serviva come esca. Porgo subito le più sentite scuse se vi ho ingannato. Perché i film di cui vi parlerò non c’entrano con le tette. Scusate, davvero.
E i soldi gratis?
Beh, per quello vi chiedo un attimo di pazienza e, non appena avrò ultimato la mia candidatura in qualche partito politico, vi assicuro che i soldi gratis MI arriveranno, direttamente dalle vostre tasche, cari contribuenti.

Ho visto un paio di film, qualche mese fa, e ricordo solo ora che potrei recensirli per gli amanti del cinema.
Il primo film, capolavoro conclusivo di una trilogia i cui unici denominatori comuni sono gli attori, il regista e il Cornetto.
Sì, proprio quel Cornetto. Il cono gelato.

 

LA FINE DEL MONDO, diretto da Edgardo Wesatto (aka Edgar Wright) e scritto insieme a Simon Pegg, il genio dietro tutto. Pegg è anche l’attore principale, che fa coppia fissa con il suo amico Nick Frost, per tutti i film della trilogia.

Piccola digressione sul nome della trilogia. Citandoli, per ordine:
“Shaun of the Dead” (ritradotto ne “L’alba dei morti dementi”), definita una romantica commedia con zombie;
“Hot Fuzz” (“Hot Fuzz” nel titolo italiano) è un poliziesco con retroscena misteriosi;
“The World’s End” (ritradotto giustamente ne “La Fine del Mondo”) si tratta di una commedia fantascientifica.
Le trame dei film restano indipendenti tra loro. Trattano tematiche disparate, condite con un ottimo humor inglese. Io sono un amante di questo genere di cazzate, un po’ sottili e un po’ pensate. Solitamente questo tipo di comicità non piace, perché se non si capisce la battuta fin da subito, si perde tutto il gusto ironico che può generare. Siccome le battute di più alto livello qua in Italia sono “Uè! Va sto mignottone che chiappe che c’ha sotto!”, le battute meno dirette non sempre vengono comprese. E quindi ingiustamente messe da parte ed etichettate come “Ma che cagata.”
Cosa c’entra il noto gelato dell’Algida (Wall’s in inglese) con questi tre film? Ci sono tre Cornetti: quello alla fragola per il film sugli zombie, quindi color rosso, come richiamo al sangue; quello classico (quindi blu) per il poliziesco; quello alla menta e granella di cioccolato per il film fantascientifico, associato al verde.
Non ho risposto alla domanda. Ma perché proprio i Cornetti? Boh. Forse perché piacciono al regista. Ma a chi non piacciono i Cornetti?

Veniamo a parlare dell’ultimo dei tre, uscito lo scorso 2013. Non del Cornetto, ma del film. A mio giudizio il più bello e pensato. Ciò non vi toglie da non vedere anche i due precedenti. La storia tratta di una reunion tra vecchi compagni di scuola che vogliono ritentare l’impresa incompiuta di 20 anni prima: il miglio dorato. Si tratta di un giro di pinte in tutti i pub della loro città natale, partendo dal primo e arrivando all’ultimo, il dodicesimo, il cui nome è per l’appunto The World’s End. Il protagonista, Simon Pegg, sarà quello che tirerà in mezzo nell’impresa i suoi vecchi amici, convincendoli della necessità di concludere il giro dei pub. Durante questa rimpatriata, un po’ bisticciata per via del comportamento da sbandato del protagonista, vengono a scoprire che la città e i suoi abitanti sono cambiati, in modo un po’ insolito.
Non vi anticipo nient’altro, se non che le tematiche e i discorsi finali mi hanno letteralmente commosso. Da vedere assolutamente. Soprattutto se siete alcolisti.

[Un’altra piccola parentesi sul primo film della trilogia, Shaun of the Dead: il film è stato giudicato MOLTO positivamente da Tarantino e da George A. Romero (a cui si sono ovviamente ispirati per la sua filmografia sugli zombie). Inoltre, solo in alcune scene del film si nota che l’altro protagonista, Nick Frost, ha una rasata in testa fatte a caso, che spunta tra i capelli scuri. Probabilmente uno scherzo, in stile Jackass. E niente.]

 

L’altro film è…

THE FILTH. Spinto, cattivo, razzista, crudo, perverso e infame.
Ho appena dato degli aggettivi piuttosto beceri alla trama, quindi è ovvio che sia bello. Tratto da un romanzo di Salcazzo, narra le vicende di un detective che cerca in tutti i modi di fare carriera, sfruttando i colleghi, giocando d’astuzia nei confronti di vittime innocenti, pippando e bevendo come un maiale.
Maiale è un aggettivo non usato a caso, siccome, per via di certe visioni mentali, al protagonista capiterà spesso di vedersi riflesso nello specchio con un volto da suino. E non sarà l’unico animale la cui associazione ai personaggi è ben studiata.
Nel film c’è una perla non indifferente che vorrei riportare: “…soltanto un tipo bianco che non ci sta proprio con la testa, penserebbe di andare con una di loro”. Questo è un estratto di un discorso tra il protagonista e un povero sfortunato plagiato dalla sua affabilità, mentre stanno parlando di donne che non fanno pomp… sesso orale. Parole sante.
Il finale è uno spettacolo. Consigliato a chiunque, soprattutto ai bambini al di sotto dei 3 anni.

Immagine
Una scena del film The Filth. Ho dovuto censurarla per ovvi motivi. Quella porta proprio non si poteva vedere.

 

Come posso lasciare una critica cinematografica senza un po’ di commenti negativi? Se mi hanno insegnato qualcosa le pubblicità concorrenziali che sminuiscono gli altri prodotti (anche se non è propriamente lecito), gli insulti a prodotti del grande schermo devono piovere a cascata per far felice il pubblico lettore. Ma siccome non ho visto tante bruttezze di recente, dovrei fare il ripetitivo e insultare i soliti film che non sopporto. Tra l’altro senza averli visti. Perché sapendo che il film mi fa cagare, non sarò mai spinto dal vederlo. E se guardo un film, è solo perché mi è stato consigliato da amici con gli stessi gusti o perché il trailer e la trama mi hanno convinto.
Di conseguenza, avendo visto il trailer di Amici Come Noi, sicuramente non sarò mai spinto dalla voglia di andare a vederlo.

Ma cos’è Amici Come Noi? È la merda di una iena con problemi gastrici. Ho voluto usare le iene come esempio, 1) perché i protagonisti sono due del programma Le Iene e 2) perchè si nutrono di cadaveri. Gli spettatori e la loro intelligenza sono il mangime per questi esseri, che spesso si celano dietro nomi e cognomi: Enrico Lando. Sì, proprio tu che hai osato girare i film di tutti quelli che più odio sulla scena italiana televisiva, pur non guardando la tv.
I Soliti Idioti, Checco Zalone e ora pure ‘sti due minchioni di Pio e Amedeo, tutti film che ha diretto la iena Lando.
Sappi che un giorno o l’altro ti busserà alla porta Schwarzy, con un fucile a pompa pronto ad esplodere.

“Hasta la vista, baby”.

 

In attesa di uno dei pochi sequel che sono contento di andare a vedere (l’ultimo sugli X-Men, per chiarire), vi auguro una buona visione.
Di cosa? Della vita.

 

Da
Pirito Santo, detto Schifo

 

PS: prima, scherzando sul fatto che non sapessi chi era l’autore del romanzo originale di The Filth, mi sono informato e ho scoperto essere nientepopodimenoche Irvine Welsh, quello di Trainspotting. Tutto chiaro ora.

PSS: ah, è anche il produttore esecutivo della pellicola. Tutto ancora più chiaro. Vogliate perdonare la mia superignoranza.

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