idioti pieni di piste ciclabili

Olanda – Parte 5: Guida turistica per tutti, anche per autostoppisti

Una guida turistica per Amsterdam, per tutti coloro che si domandano sempre dove andare a mangiare una volta arrivati, quali posti visitare da subito, come muoversi, cosa vedere e dove andare a puttane.

Niente di tutto questo, nel testo che segue.

“Modesto Diario,
ne è passato di tempo! So che non ti racconto tanto spesso che faccio qui, ma è solo perché ho scoperto che anche i miei ti leggono. Finché si tratta di sconosciuti, che nel leggermi si domandano “Ma chi è ‘sto pirla?”, mi sta anche bene. Ma se anche i miei si chiedono “Ma chi è ‘sto pirla?”, mi trovo in difficoltà a spiegargli certe cose.

Comunque sia, dovrei riprendere il discorso da dove l’avevo lasciato l’altra volta. Cioè? A febbraio. Beh, dai, solo 3 mesi. In breve dal punto di vista lavorativo: non faccio più turni di notte all’hotel perché ho iniziato a lavorare tutte le sere al ristorante, più il solito lunedì pomeriggio che è chiuso, ma passo comunque a pulire. Più l’altro lavoro al bed&breakfast. Non è molto che ho preso questo ritmo, siccome da poco è iniziata la stagione turistica e si inizia a vedere sempre più gente in giro.

Ok, non ti frega un cazzo di questo, lo so. Cosa è successo di figo? Il King’s Day, il giorno del re! A detta del mio coinquilino olandese, è come se il Gay Pride e la Seconda Guerra Mondiale facessero sesso e partorissero quel giorno. Mi aspettavo bombe carta colorate, nuoto sincronizzato nei canali e una miriade di pazzi appesi agli alberi come macachi. Ti dico che m’aspettavo, perché ho lavorato tutto il giorno al ristorante. E purtroppo non ne sono passati tanti di matti, probabilmente filtrati all’ingresso da capo / cameriere.
A proposito di cameriere, sai che sono circondato da passere allucinanti? No, lo dicevo giusto per far invidia ad un paio di amici che mi leggono.

Torniamo al discorso turistico. Ora che si apre la bella stagione, qui inizia a diventare un bel casino. Che tipo di attrattive punta a vedere il tipico turista? Beh, dipende. Non ne esiste uno solo di “tipico”. Dimmi che turista sei, ti dirò cosa c’è da vedere:

  • Turista culturale
    Taglio corto: Museumplein è il giardino gigante dove una volta sostava la famosa scritta gigante “I Amsterdam”, ora dotata di teletrasporto siccome gira per la città (vedi foto dopo). Si chiama MUSEUMplein per un motivo: c’è il Van Gogh, il museo di storia europea (Rijksmuseum) e quello di arte contemporanea.
    Se si pensa di voler visitare la casa di Hannah Frank, dovresti sapere che ti conviene prenotare in anticipo su internet, almeno qualche giorno prima, così invece che fare 2 giorni di coda dovrai aspettare soltanto 8 ore (senza fonte).
  • Turista italiano / spagnolo
    Segue 6 semplici passaggi:
    1 – acquistare questa berretta:
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    2 – giro coffeeshop, partendo ovviamente dal Bulldog;
    3 – quartiere a luci rosse;
    4 – giro coffeeshop;
    5 – Febo o le classiche patatine fritte giganti;
    6 – nanna.
  • Turista New Jersey / Russia / Calabria
    Lui arriva di notte, già in tiro per la serata e va diretto a bere birra a Leidseplein. Dopodiché passa al disco pub, quello con il maggior numero di passere (vi consiglierei di andare a vedere i club a Rembrandtplein) e finisce la serata in due modi: o si porta qualche escort in albergo che troverà facilmente sulle pagine gialle, o va all’after-party, convinto dalle prosperose PR fuori dal pub. Per poi finire chissà dove, perché non sono mai andato ad un after-party. Penso presumibilmente che poi finiscano rinchiusi tutti in celle separate, pronti per essere torturati a morte da ricchi clienti con la voglia di sangue (cit.).
  • Turista culinario
    In olanda? Che cazz…
    Volevo dire, c’è un ottimo assortimento di prodotti tipici, ma perlopiù si tratta di crocchette.
    Ad essere seri, mio Modesto Diario, ti consiglio di provare l’aringa che vendono accompagnata con cipolla fresca a cubetti e pickles (giuro che non mi ricordo mai come si chiamano in italiano). Di solito le vendono nei camioncini o nei box, tipici da mercato rionale o da “svunciaro” fuori dai festival (altresì noto come “paninaro”o “lo schimico”).
    Se ti sei perso l’EXPO di Milano e per caso ora sei ad Amsterdam, c’è un’alternativa più economica e con meno coda: il Food Hallen. Rimando direttamente al sito, che di illustrarlo non ne ho voglia.
  • Turista asiatico / hipster
    Si fanno le foto sui canali.
  • Turista inglese
    Dovrebbero proibire l’alcol agli inglesi. Tutto qui.
    Loro tipicamente girano per tutti i bar e i pub per bere. Unico obiettivo, ubriacarsi.
    Ma se proprio vuoi farti un giro serio di alcol ho qualcosa da consigliarti di serio, mica i soliti pub che vendono Heineken (che mi ha anche un po’ rotto i coglioni ad essere sincero). È un po’ imboscato ma è fantastico per degustare degli ottimi amari. Se sei un amante del bitter e dei gineprini, QUESTO è il posto da dove cominciare a bere. Molte sono anche le birrerie artigianali che vendono degli ottimi prodotti. In questo caso non saprei che consigliare di preciso, anche perché ce ne sono davvero troppe. Basta girare e qualcosa lo si trova. Io di solito le birre le prendo al supermercato, che trovo ad ogni modo delle ottime belghe a prezzi commoventi. Evviva la vicinanza con il Paese dei monaci ubriaconi!
  • Turista che ne sa
    Lui visita i posti fuori da Amsterdam, girando per i paesini e attraversando una nazione che ha molto da mostrare, soprattutto da un punto di vista di natura. Io che arrivo dalla montagna, posso dire che c’è una quantità di verde perfetta, che mi fa stare bene. Come ben sai, Diario, io sono un amante del verde (thanks to daddy) e qui ce ne è abbastanza per tutti.
    Se vuoi restare in città allora ti consiglio i vari parchi, di cui uno di recente scoperta che mi ha molto affascinato (grazie Raffi per il giro): Sloterpark. Il consiglio è di munirvi di bicicletta, così da seguire il percorso intorno al lago. Posto stupendo per passare i pomeriggi, ampi spazi e poi c’è il lago. Che a te non dirà nulla, ma io vengo dalla montagna… che costeggia il lago, quindi è sempre nostalgia quella che parla. 😀
  • Turista che si è perso
    Basta che chiede in giro per indicazioni che di solito la gente è cortese qui. Un po’ freddi di tono, ma cortesi.
    Ah! Non gli anziani! Non parlate in inglese con gli anziani, che quelli sono uguali in tutto il mondo (old farts) e vi guarderanno male, prima di andarsene bofonchiando in olandese che sono stufi di tutti questi turisti che non parlano olandese e che ai loro tempi era meglio e così via.
  • Turiste ciccione in riga che occupano tutta la pista ciclabile e non sentono lo scampanellio ossessivo di quello in bici dietro di loro.
    Levatevi dai coglioni!

Altri tipi di turisti ora non mi vengono, ma sappi che c’è di tutto, da tutte le parti del mondo.

Difatti ti trovi un sacco di pazzi in giro, tipo quello lanciato con la sua bici portatile, quindi con le ruotine, contro un marciapiede alto una spanna più delle ruote stesse, vedersi quasi con la faccia contro il marciapiede, ma con un goffo movimento rimettersi in sesto per poi voltarsi verso di me, mostrandomi il volto “vissuto” alla Mickey Rourke ed emettendo un sogghigno (a 3 denti) il cui suono mi ha ricordato molto le ultime canzoni di Vasco.
In questi momenti, non so perché, ma non rido subito. Passa almeno un minuto prima che abbia assimilato tutta la scena. Dopodiché mi han fatto male i reni.

A proposito di cose strane, proprio ieri un’amica della mia coinquilina, che è olandese ma sta vivendo da un paio d’anni in Israele, mi ha chiesto se avessi la grolla dell’amicizia. Chiedendo delucidazioni, mi ha spiegato che un suo amico di Modena che (viva la fantasia) si chiama Davide le ha mostrato il procedimento.

Eeeh, l’Italia e le sue tradizioni! Penso di stare diventando molto più patriottico fuori dal Bel Paese che dentro. Anche perché qui che va “tutto bene” mi riesce facile portare certe cose tipiche di noi italiani, in primis il cibo. Difatti posso dire con orgoglio che cucinare i pizzocheri in casa mia è come rovesciarsi addosso un barattolo di miele dentro una tana di orsi. Devo ammettere che da proprio soddisfazione (e qui confermo di essere una nonna) vedere che, una volta tanto non debba dire “volete?” ma piuttosto mangino direttamente in piedi dalla pentola.
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Secondo una recente notizia ho scoperto che gli abitanti di Utrecht sono in realtà lemming travestiti da umani: la notizia.
Utrecht come lemmings

Veniamo alle foto che ho fatto perché non avevo niente di meglio a cui pensare:

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Titolo: “Tramonto dal porto dei traghetti dietro la stazione centrale punto com”

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Ming Ya Chinese? Di ridotte dimensioni…

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Mi sono trovato questo gavettoncino inesploso nel letto e i miei coinquilini giurano di non avercelo messo. Anche perché non ho visto in giro altri palloncini d’acqua. Come ci è arrivato?

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Titolo: “Tramonto dal porto dei… ah no, questo l’ho già usato prima, ora cosa faccio punto di domanda e non punto com”

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“Cosa?! Divano, parla più forte che non ti sento…”

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I piedi del tirannosauro. Li voglio. Rinforzati per il mio peso e della mia misura.

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Le nove vie degli shop che si trovano ad Amsterdam, famose per i negozi particolari e particolarmente costosi.

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Boh. Ho trovato questa foto del bancone umido di amari del posto dei ginepri che vi dicevo prima.

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Va beh

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La bici con il cambio Cardano. Storie peso.

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Qui la spiegazione, deducibile.

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“Allora, in pratica devi seguire la strada che va verso nord…”

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Questo è un panoramico di Sloterpark. Con il lago.

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Questo invece è il panoramico dalla stanza della mia collega.

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Verde e acqua ovunque.

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“Aspetta, faccio la foto di dove ho parcheggiato la bici, almeno domani mi ricordo”. Ci ho messo un quarto d’ora a trovarla. E non per merito mio.

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La vulva di metallo che ho vicino a casa.

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La famosa scritta Madretsmai ora si trova a Vondelpark, perché come vi ho detto si teletrasporta. E mai in ordine sparso le lettere. Sempre precise a formare la scritta Madretsmai.

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Non ho ancora chiesto delucidazioni a riguardo, comunque hanno sbagliato a scrivere. Ci va la effe.

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Ho provato a saltare sulle ninfee come nei videogame, ma affondo subito.

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Titolo: “Tram… ah no, non è un tramonto. Nuvole da qualche parte.”

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Questa non arriva dall’Olanda, ma è uno Snapchat che ho catturato da un amico. Che c’entra con il resto? Nulla, solo mi piace la foto.

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Cotolette di maiale alla milanese, scivolata della valtellina (grazie infinite Raffo) cipolle alla griglia e 4 foglioline dell’insalata che mi è uscita dai vasettini che regalavano al supermercato tempo fa, se facevi una spesa superiore a 20 euro. La svolta, perché ora ho il basilico fresco.

Un tizio sul traghetto che mi ricordava Deja Vù di Top Secret, se l’hai visto.

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Titolo: “Ehm…”

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Titolo: “Ehm… di prima, più ehm… di adesso”

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Titolo: “Un classicone”

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Quello shot è la cosa più orrenda che abbia mai assaggiato: un liquore al sapore di pickles (e ancora non ricordo in italiano).

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Manifestazione di voglia di fare.

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Nota i nomi dei Wi-Fi che trovi in giro alle volte.

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E niente. Questi som trans. Beh.

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Quei momenti quando apri la porta del bagno e vedi che si sta trasformando in un reliquiario.

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A in de scai.

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Ogni tanto anche io mi dedico al cibo classico di qui, tipo le rundvleeskroket.

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“Sono Batman!”

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C’è chi ancora usa la cera e il sigillo per chiudere le buste. Mi commuovo.

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Titolo: “Heron in heroin”

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Ecco, ora sì che assomiglia un po’ di più a Venezia, con il canale bello sporco.

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Quell’inquietante bambina fissa dentro casa dei signori da mesi. La vedo sempre, a tutte le ore del giorno. L’ostinata non ha capito che non la fanno entrare.

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Un ottimo antifurto.

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Titolo: “Senza titolo”

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Prendendo il traghetto ho tutto il tempo del mondo per fare nulla. Quindi via di foto.

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La voce di Umberto Eco riecheggia fin qua. Era da mesi che aspettavo di dirla questa.

E qui finisco di stressarti, che sarai anche Modesto come Diario ma ne sopporti di stronzate!

Ciao, da
Brotelli Frathers, detto Davidh

Amsterdam, 21/05/2015

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