kong cul ailand

La speranza è la penultima a morire, prima c’è il cinema

Non vado più al cinema così spesso come prima, ma di tanto in tanto mi piace godere della sala buia con i divanetti sporchi di popcorn e cola. Che tu speri siano popcorn e cola.
E le grasse risate o i chiacchiericci del pubblico che ti fanno perdere metà del film perché i tuoi pensieri ritornano veloci ai tempi dell’inquisizione.
E le spese di cibo al supermercato fatte prima di entrare a vedere il film, accuratamente mimetizzate sotto gli indumenti per farle passare inosservate.

Sneak-Food-Into-a-Movie-Theatre-Step-3-Version-3
Nel caso vi servisse c’è una pagina di WikiHow su come portare il cibo in sala senza farsi sgamare.

Insomma, andare al cinema mantiene sempre certi suoi lati positivi, ma se si va per vedere un film…

Per motivi di soldi, marketing e incassi ai giorni nostri bisogna usare un sacco di computer grafica, tanto grafica da sembrare finta. Secondo me se in alcuni dei film odierni usassero la tecnica a 8bit verrebbero più realistici.

8bit-duke.nukem2

Non capisco se è una foto o un disegno!

Ad ogni modo cosa ci sia nella storia a nessuno fotte un cazzo.

So di aver commesso l’errore spontaneamente, senza troppo pensarci. A dire il vero non so ancora dire perché mi sia spinto a tanto. Chi l’avrebbe mai detto! Io che mi guardo Independence Day 2.

Non è stato certo il trailer a invogliarmi a vederlo. Quello mi sono rifiutato da subito di vederlo e forse, col senno di poi, è stato il mio errore. Soprattutto dopo che ho visto quello di Ghostbusters.
Ora, siccome vivo fuori dal Bel Paese, in questo posto chiamato Allestero, qui i film vengono proiettati in lingua originale, senza nemmeno cambiargli i titoli. Assurdo!
Ad ogni modo spero che in Italia abbiano adottato una qualche contromisura per queste due pellicole, tipo “Indipendens dei: se mi aspetti 20 anni ti rifaccio le stesse scene” e “Ghostbusters: gli Acchiappaculi”.
Tra l’altro, stando in tema di trailer, chi ti ricapita tra le mani? Un reboot dello scimmione più grosso del mondo. No, non Steven Seagal, sto parlando di King Kong.
Kong: Skull Island, che in Italia uscirà con il titolo di “King Kong e il maresciallo”.
Dopo che il regista si è cimentato con l’ennesimo Godzilla perché non riprendere la storia di King Kong?
Perché così dimostri di non avere più un briciolo di fantasia.

Torniamo a parlare di quello che purtroppo ho visto. Pure per intero. So che non è una scusa, ma almeno l’ho scaricato dall’internet e non ho pagato il biglietto.
Il film si presenta con gli stessi attori del primo, tranne Will Smith. Probabilmente impegnato in altri film, gli è andata di culo a non presentare di nuovo per questo titolo. Comunque sia, io non stavo scherzando quando ho detto che ci sono le stesse scene. A parte il finale che si risolve così in fretta da farmi pensare che il regista era pieno di idee.
Per casa sua. Tipo il sistema di innaffiamento centralizzato del giardino o la pratica tettoia all’ingresso.
Ad ogni modo (attenzione: spoil… mmm… no, nulla) si conclude che loro uccidono la regina sparandole addosso a caso, ma non è finita. Un robot alieno mandato in aiuto sulla Terra da parte di un’altra pacifica razza in lotta con gli stessi stronzi ci chiede di entrare a far parte della resistenza. Capito?
In pratica questa sfera robotica non fa altro che dire a Jeff Goldblum che ci sarà Independence Day 3.

"The Grand Budapest Hotel" New York Premiere - Inside Arrivals

“Il regista mi aveva mostrato le sue idee, ma io la tettoia a casa mia ce l’ho già” (Photo by Michael Loccisano/WireImage)

In conclusione: questo film doveva essere sponsorizzato dalla casa cinematografica The Asylum, così che si sarebbe potuto confrontare con altri dello stesso genere. Come i vari Sharknado, Mega Phyton vs Gatoroid o Nazis of the Center of the Earth.

Consigliato a chi ama farsi del male.