te capì

Se esistesse il karma…

  • Io dovrei essere storpio, nano e con la gobba.
    Oltre ad averlo di dimensioni ridott… volevo dire essere asiatico.
  • Dovrei essere donna e rimanere incinta di 5 gemelli. Ai quali aprirò per ognuno un profilo Facebook, riempiendolo di foto dei loro pannolini ripieni di amore.
    Cioè di merda.
  • Dovrei bere grappa dalla mattina alla sera senza rischiare un arresto cardiaco, discutendo dei bei tempi andati.
    A puttane.
  • Dovrei insultare chiunque solo perché mi trovo dietro uno schermo.
  • Dovrei morire congelato in un ghiacciaio, con qualche freccia nella schiena.
  • Sarei dovuto nascere al sud. In una grotta. Con il bue e l’asinello ad alitarmi e sbavarmi sul collo.
  • Avrei dovuto essere un calciatore professionista.
    O un politico professionista.
    O una zanzara professionista.
  • Dovrei aver la cellulite.
  • Avrei dovuto fare il militare.
    In Medio Oriente.
  • Sarei dovuto essere presidente di una società già fallita in partenza.
  • Sarei dovuto essere il prestanome per una società già fallita in partenza.
  • Sarei dovuto essere una società fallita.
  • Dovrei vivere in mezzo a strada col mio cane. Che è in realtà un tasso.
  • Dovrei essere dio.
  • Avrei dovuto violen… diventare prete.
  • Sarei dovuto essere un carabiniere.
  • Dovrei guidare col cappello.
  • Non mi si dovrebbe aprire il paracadute.
  • Dovrei avere un figlio a cui piace Justin Bieber.
  • Dovrei essere francese.
  • Dovrei essere tedesco.
  • Dovrei essere ginger.
  • Dovrei essere uno stronzo.

Ma… un momento.
Lo sono.
Stronzo intendo.

Comunque non ce l’ho con nessuno. Se qualcuno si è sentito citato nella lista avviso che sto solo facendo dell’umorismo (e molto spesso senza senso), quindi non cagatemi il cazzo.

Da,
Ele Ganza, detto Sugherov

(Ec)Citazioni e aforismi (Parte 3)

Sproloqui by Tiols.
Con fonte.

  • “Guarda come dondolo, guarda come dondolo.”
    Un’altalena parlante (fonte: Franca Mente, la zia dell’altalena);
  • “Sto agendo da dietro le pinte.”
    Un barista parlante (fonte: l’ubriacone fisso del bar Ella);
  • “Sto procedendo a gonfie tele.”
    Un pittore parlante (fonte: l’ubriacone fisso del bar Ella, che è anche coinquilino del pittore);
  • “Chi si somiglia, si ciglia.”
    Enzo Miccio, mentre pensa al suo nuovo programma televisivo per makeup mediterranei (fonte: il tg regionale della Sicilia);
  • “Sono completamente all’aria.”
    L’ossigeno parlante, dopo una sbronza epica (fonte: il barista parlante del bar Ella);
  • “Ne abbiamo passate delle belle!”
    Gianluchino Cirio, mentre rivanga i bei tempi andati con il suo collega di lavoro Franciesco Mutti (fonte: era scritto su una bottiglia di Coca Cola);
  • “Il mio piano è andato a monte.”
    Giovanni Allevi, vedendo volare via il suo pianoforte su un pendio, per colpa di un uragano (fonte: l’uragano parlante);
  • “Sto andando a tastoni.”
    Giovanni Allevi, mentre usa il pianoforte per bambini di suo nipote, visto che il suo è finito in montagna e lui non sa camminare (fonte: suo nipote, in preda alle lacrime perché voleva giocarci lui con il tastierone);
  • “Ho intenzione di gettare la spugna.”
    Stefano Castellosullacollina, l’autore di Spongebob, dopo un suo momento di crisi (fonte: Piero Angela, durante l’episodio di Super Quark sui montoni di mare nella civiltà cretese);
  • “Sono nato in camicia.”
    Un uovo, che ironizza sulla sua esecuzione (fonte: Diabolik n.67);
  • “C’ho la scimmia.”
    Matt Reeves, il regista dell’ultimo film ispirato al Pianeta delle Scimmie (fonte: 9gag. Allego una foto presa dal sito, che parla del film di Reeves);
    l'alba del sequel del prequel del reboot del pianeta delle scimmie
  • “E infine la terza regola, la più importante di tutte: non bisogna mai dargli da mangiare dopo mezzanotte.”
    Maria De Filippi, mentre spiega alla badante le tre regole su come curare Maurizio Costanzo (fonte: la badante, che sbadatamente ha bagnato il Maurizio Costanzo);
  • “Escono dalle fottute pareti!”
    Un alien, spaventato dall’invasione di scarafaggi a casa sua (fonte: la ditta di disinfestazione);
  • “Hasta la vista, siempre”
    Schwarzenegger, nel film “Che 2 – Il giorno della guerriglia” (fonte: la confusione alcolica);
  • “Dormire su un letto di fiume.”
    Un pesce parlante che vive senza preoccupazioni (fonte: la mia vicina di casa, la signora Linda Mastra);
  • “Alla fine ce la siamo cavata per il rotto della cuffia!”
    La nazionale di nuoto sincronizzato del Kazakistan, arrivate nelle fasi finali del campionato mondiale di freccette (fonte: dalla lettera di San Paolo Apostolo ai romani);
  • “Ho scoperto l’acqua calda.”
    Walter Heat, lo scopritore dell’acqua calda (fonte: una visione avuta durante un viaggio con l’ayahuasca);
  • “Mi sta ribollendo il sangue nelle vene.”
    Una donna messa al rogo, durante il periodo della caccia alle streghe (fonte: tratto dalla biografia di Akon);
  • “Tette!”
    Io, scoprendo quanto è bello il caldo (fonte: tratto dalla ricetta di Suor Ferdinanda sulla preparazione della guacamole);
  • “Non volevo mettermi in ballo con questo genere di affari.”
    Dennis Fantini, il ballerino (fonte: Hin Fantini, suo fratello);
  • “When love takes over! Over. Over. Over. Over. Over. Over. OverOverOver!”
    Chelli Terradelbaccano, ossia la voce che canta tale poesia nella canzone di Davide Ciaspola…eh, sì… Davide Ghetta volevo dire (fonte: il mio spremiagrumi);
  • “C’è un freddo becco.”
    Il corvo parlante (fonte: studi zoofili fatti nell’università di Tivoli);
  • “Fa un freddo cane.”
    Tequila, discutendo con Bonetti, dopo il corso di italiano per stranieri (fonte: l’istruttrice del corso, Emilia Rocagna);
  • “Così tanto freddo che ho la pelle d’oca.”
    Una pecora parlante (fonte: un francese parlante, marito della pecora);
  • “Io non ho così freddo.”
    Un’oca parlante, seccata da queste battute sulle sue piume (fonte: Colin Farrell Williams);
  • “Terrò un occhio di riguardo per te.”
    Capitan Harlock, rivolgendosi a Nick Fury (fonte: Mark Antonio, un abitante di Fonte);

 

 

Scusate, ma anche voi vi siete fatti male gli occhi a furia di guardare quella cosa tonda e luminosa che c’è in cielo? Non so esattamente che tipo di pioggia sia questa, però fa caldo, non mi sento bagnato ad andare in giro senza ombrello e le nuvole sono stranamente azzurre. Non so cosa stia succedendo, ma sembra figo.

 

Saluti e rutti da
Conan il Barbara, detto Amico

Arduino per donne, ossia come coinvolgere il sesso femminile in argomenti che parrebbero da sfigati

Assente giustificato. Un’assenza dal blog dovuta ad una nuova passione che mi sta portando via diverso tempo libero (mentre sono al lavoro, quindi). Per molti potrebbe essere una pecca non poter leggere le mie inutili cagate così spesso, visto che molti mi fanno notare quanto sia divertente ciò che scrivo. Ma io continuo a preferire le critiche negative e gli insulti. Li gestisco meglio. Di fronte ad un complimento non so come comportarmi. E rigurgito il pranzo. Siccome poi mangio parecchio, non è neanche un bello spettacolo da vedere. Quindi basta, eh.
Ritornando sul motivo per cui ho “mollato il colpo” (e visto che parlo spesso di cacca, vorrei precisare che stavolta non c’è nessun doppio senso), è perché mi sono messo dietro a studiare. Io che non ho mai studiato in tutta la mia vita, mi sono detto, alla tenera età di 24 anni: “Eh no! Ora voglio imparo qualcos’altro che non so, perché sennò perdo il senno.” E con la stessa determinazione (linguistica) di un bambino che scopre la sessualità, mi sono buttato sulla prima cosa che mi sembrava facile: la progettazione ed il funzionamento di circuiti elettronici cablati ed interfacciati con una scheda di memoria e sviluppo, collegata ad un terminale di calcolo.

Alcuni lo chiamano anche Arduino.

Molti penseranno che Arduino sia l’acronimo di Alito Robusto Di Un Individuo Non Ordinario, invece è solo il nome di un locale pubblico del piemontese. Più precisamente un bar, presso il quale si ritrovavano i fautori di questo strumento che mette in comunicazione un circuito elettronico con un programma scritto sul computer di casa. Tradotto in parole povere, si tratta di una scheda elettronica (come quelle che trovate dentro il telecomando, la macchinina radiocomandata, la nonna, ecc…), che può essere programmata per uccidere…
No. Scusate. Troppi film d’azione.
Può essere programmata per qualunque funzione le si voglia far eseguire.

E qui il coro di voci che fanno “Ooooh, sì, possibile! Tutto, ma proprio tutto è una cazzata. Gli potrai far fare solo determinate cose.”

Le “cose” è un po’ troppo generico come termine. E diciamo anche che non siamo troppo lontani dalla verità. In teoria questa tecnologia c’è sempre stata, però non era alla portata di tutti e non era così facile capirla come ora.

Quella che abbiamo sentito spesso pronunciare con il nome di Automazione (che non è un acronimo di AUTOmobile Metallica Azionata Zecondo Interruttori Onirici Nitronici Elaborati, che non so nemmeno che cazzo ho scritto), è il principio di funzionamento dei robottini (come i pesci da trofeo con gli occhiali da sole che iniziano a cantare “Oh my darling Clementine” quando gli si passa davanti) o di qualunque altra macchina che fa i calcoli, che si muove, che fa le lucine, che emette musica, ecc… E questa automazione è applicabile in qualunque campo della vita, bastano un po’ di buona volontà e voglia di fare.

Non mi metto certo a spiegarne il funzionamento, siccome non sono bravo e se lo facessi potrebbero seguirmi solo 4 ingegneri, 2 nerd e 3 programmatori, senza che si addormentino. Tutte persone che non hanno niente a che vedere con le tette. Capito?!
In merito a questo discapito, ho deciso di voler trovare un connubio tra “nerdata-che-non-frega-una-beata-fava-alle-ragazze” con “scarpe”. Ed eccomi con le mie solite liste della spesa, nella quale voglio illustrare le possibilità che Arduino mette a disposizione, ossia delle idee che potrebbero essere attuate per facilitare la vita alle ragazze:

  • Fard-uino
    Innanzitutto mi vado a vedere cos’è il fard. Ammetto di essere un po’ ignorante in merito ai trucchi che usano le donne. Gli unici trucchi per me sono quelli dei videogiochi. Quindi, scoperto che è quel cosmetico che serve per dare più colore al viso, tramite Arduino è possibile creare un doppio pennello sincronizzato che applica il composto rossastro sulle guance in maniera automatica. Certo, bisogna sbattersi non poco per creare e progettare questa macchina. Ed è anche altamente probabile che sia del tutto inutile e scomoda. Però trovatemi voi un collegamento tra il fard e l’automazione!
  • Hard-uino
    Uno strumento comunemente usato da moltissime donne: il vibratore. Questo attrezzo per la felicità femminile (alle volte anche maschile) può essere costruito con la nostra schedina elettronica. Le nostre vogliose ragazze potranno montarsi il proprio attrezzo (per poi montarsi l’attrezzo). Potranno regolare l’intensità anche da comandi remoti, come un cellulare o un telecomando. Potranno impostare anche un movimento lineare (su e giù, per intenderci) oltre che vibratorio. Se si desidera, potrà essere illuminato di vari colori. Potrebbe anche essere collegato ad un sensore che capta l’intensità del gemito per aumentarne la vibrazione. Più si gode e più questo porterà alla follia. Vi sto convincendo ora che queste nerdate non siano così inutili, eh?
  • CARduino
    Basta con questo “falso” mito delle donne al volante. MA, nel caso in cui aveste delle difficoltà nei parcheggi, può venirvi incontro Arduino. Tramite una buona progettazione (magari fate un po’ di moine per convincere qualche ingegnere e qualche meccanico) potrete applicare alla vostra macchina quel sensore di posteggio che si vede in molte pubblicità, quello che vi manovra da solo la macchina nei “temibili” parcheggi ad S. Oppure potrete mettere il blutut con riconoscimento vocale (consiglio altre moine ai sopra citati ingegneri), di cui molte macchine sono già dotate ora, ma se aveste una vecchia automobile potrete renderla più all’avanguardia. Attenzione: la capacità di guida non potrà essere migliorata con Arduino.
  • SGUarduFino
    State cercando il peggior difetto possibile nella ragazza che avete di fronte, che sta palesemente troieggiando con il vostro moroso? Nulla di solito sfugge all’occhio critico femminile, soprattutto se usato per disprezzare un’altra ragazza, ma se volete una mano per aumentare la probabilità di trovare il pelo nell’uovo, potrete progettare un “occhio” elettronico in grado di analizzare le doppie punte, la linearità e l’inclinazione del naso, l’allineamento degli occhi, la postura, le forme, l’abbinamento di colori dei vestiti e chi più ne ha più ne metta. Questa cosa sembra molto da fantascienza. E infatti non penso sia probabile attuarla a tuttora. Ma perché limitarsi con la fantasia?
  • LARDUiNO
    Problemi nell’indossare vecchi vestiti che ora non entrano più? Lo specchio sembra deformarvi troppo? Ovviamente il vostro partner non potrà mai giudicare il vostro aspetto fisico (perchè sa a cosa andrebbe incontro, quindi eviterà sicuramente la verità), e a questo c’è una possibile soluzione elettronica: tramite il nostro caro Arduino, si può progettare una bilancia in grado di calcolare l’esatto rapporto peso/altezza e sarà in grado anche di parlare, dicendovi: “Sei perfetta, bellezza” oppure “Stai bene così, non sei per niente grassa, anzi”… In teoria doveva dire se si è in sovrappeso o meno. Doveva incitare a fare attività fisica, ma siccome ve la costruite in casa, care signore, potete anche cambiare il range base del peso forma a vostro piacimento.

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Si può anche intrappolare il vostro uomo, creando una gabbia laser, in maniera tale da non farlo più andare in giro con gli amici la sera.


Una cosa importante che mi sono dimenticato di specificare su Arduino è che si tratta di uno strumento Open-Source, ossia che è aperto a tutti, è libero. Chiunque crei un programma può metterlo in condivisione gratuita sul web; se qualcuno ha dei problemi nel progettare può aprire uno dei mille forum che trattano l’argomento e cercare una soluzione o chiedere una mano. Qualunque persona può proporsi anche per migliorare lo stesso Arduino, anche se queste cose le lascio a gente con un po’ più di capacità. Io al massimo faccio brillare le lucine di natale. 
In agosto.
E le fulmino.

Spero di avervi un attimo incuriosito, anche se ho spiegato l’argomento come faccio di solito.
Col culo.
Però è stato tutto calcolato in maniera tale che io servissi solo da tramite, giusto per solleticare un po’ la curiosità. Lascio tutto nelle mani del potente Google, e affini.

E qui vi saluto. Da
Vide, detto Tioli